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  • Tesisquare Certification

    Le certificazioni di Tesisquare

    La qualità è, da sempre, la nostra priorità per offrire sempre le migliori soluzioni a ogni cliente.

    Scopri qui tutte le nostre certificazioni:

  • Logistica sotto pressione: come gestire meglio attese, flussi e… compliance

    Logistica sotto pressione: come gestire meglio attese, flussi e… compliance

    Capita più spesso di quanto si pensi.

    L’autista arriva al magazzino puntuale, ma trova la banchina ancora occupata. Il personale del ricevimento merci non è stato avvisato. Il trasportatore prova a contattare il responsabile operativo, ma nel frattempo si crea coda, tensione e poi magari… arriva anche un altro camion. In due parole, molto poco apprezzate da chi lavora nella logistica: tempo perso. Le ore si accumulano, i pallet restano in attesa e i documenti che li accompagnano tardano a iniziare quel giro, da un ufficio all’altro, con cui ottenere l’agognato “via libera”. Si fa tardi, si rischia il troppo tardi.

    A volte va così. In altri casi, invece, è può mancare l’informazione: la prenotazione dello slot di carico o scarico è stata fatta via email, c’era, forse qualcuno l’ha anche confermata ma… nessuno poi ha aggiornato il sistema. Capita… come capita anche che il magazzino prepari la merce, ma il mezzo quando arriva è sovradimensionato oppure arriva prima o dopo. Il risultato? La saturazione non è più bilanciata, si creano colli di bottiglia e fenomeni di congestione negli orari meno indicati, giorno dopo giorno secondo una routine che poco ha a che vedere con l’efficienza logistica e può generare non poca frustrazione. Tutto questo, nonostante gli sforzi, capita perché il coordinamento necessario coinvolge molteplici attori: i produttori, i logistici, i trasportatori e i destinatari della merce.

    Per cercare di fare un po’ d’ordine in questo contesto, si è pensato di ricorrere a qualche norma, andando a spolverare sull’intero processo qualche nuova necessità di compliance normativa. Con l’entrata in vigore del Decreto-Legge del 21 maggio 2025 n. 73, le imprese sono infatti tenute a fornire in anticipo tutte le informazioni necessarie al vettore per poter operare la gestione della merce. Non è più solo un’esigenza operativa, quindi, ma diventa un obbligo regolamentato, con responsabilità chiare.

    In uno scenario come questo, affidarsi ancora ai tradizionali e – come abbiamo visto – un po’ farraginosi scambi informali, basati su canali non tracciabili e strumenti non integrati, espone le aziende a rischi crescenti: ritardi, inefficienze, errori e… sanzioni.

    Per rispondere alla sfida di fare prenotazioni tracciabili, condivise e chiare, che raccolgano tutte le informazioni necessarie, TESISQUARE ha progettato TESI TC1, la piattaforma di slot booking collaborativa, semplice da usare e facilmente integrabile, pensata proprio per connettere in tempo reale tutti gli attori della supply chain: un vero toccasana per «oliare e semplificare» processi logistici e di trasporto.

    Con TESI TC1 è possibile prenotare in modo preciso le fasce orarie di carico e scarico, tracciare ritiri e consegne, gestire eventuali anomalie e garantire quella comunicazione strutturata e completa delle informazioni, che viene richiesta dalla normativa. Un sistema che migliora l’efficienza operativa, riduce i tempi di attesa e porta visibilità e controllo in ogni punto della filiera.

    Se vuoi saperne di più, puoi scaricare il Flyer completo per approfondire funzionalità e benefici.

  • Il regolamento eFTI e l’e-CMR

    Il regolamento eFTI e l’e-CMR

    L’evoluzione digitale del mondo dei trasporti prende corpo grazie a due pilastri normativi e tecnologici che avanzano a braccetto: il regolamento eFTI (Electronic Freight Transport Information) e il protocollo e-CMR. Il primo – Regolamento UE 2020/1056, annunciato come il primo di una serie di norme che porteranno alla piena digitalizzazione della documentazione che accompagna la merce in transito – definisce le regole per la condivisione e il trattamento in formato elettronico delle informazioni richieste dalle autorità competenti lungo tutta la catena logistica. Il secondo, l’e-CMR (qui spiegato in modo più ampio ed esaustivo), è la declinazione digitale della storica lettera di vettura internazionale per il trasporto stradale. Due strumenti distinti ma profondamente sinergici: l’e-CMR è oggi il candidato naturale ed esplicito all’interno della cornice di interoperabilità tracciata da eFTI, per diventare lo standard de facto per digitalizzare la “bolla” (qui un Flyer che aiuta a comprendere meglio il contesto).

    In Spagna l’e-CMR potrebbe diventare obbligatorio: la transizione è già iniziata

    In Spagna, la Legge sulla Mobilità Sostenibile prevede una prossima introduzione dell’obbligo di e-CMR (non prima del 2026 – qui qualche informazione in più). Nonostante il quadro normativo non sia ancora definitivo, il fermento è già evidente: numerosi operatori hanno avviato progetti pilota e sperimentazioni, coinvolgendo vettori, spedizionieri e committenti. L’obiettivo è duplice: testare sul campo i flussi digitali e preparare l’intero ecosistema alla scadenza normativa. In particolare, si stanno sperimentando scenari di trasporto nazionale e internazionale, lavorando anche sui flussi iberici e transfrontalieri verso Francia e Portogallo.

    In Portogallo si attiva il pilota eFTI

    Il Portogallo è protagonista di un’interessante sperimentazione eFTI. Il progetto, previsto per la seconda metà del 2025, coinvolge le autorità pubbliche, gli operatori logistici e alcuni fornitori tecnologici ed è incentrato sulla gestione digitale dei documenti in scenari multimodali (strada-ferrovia) e transnazionali. Gli scambi informativi verranno testati con la verifica della conformità normativa e la validazione delle firme elettroniche. L’iniziativa rappresenta un banco di prova concreto per testare l’integrazione dell’e-CMR nei flussi eFTI.

    L’e-CMR è già presente nel Benelux

    I Paesi del Benelux sono tra i precursori dell’adozione dell’e-CMR. Dal 2023, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo promuovono attivamente la digitalizzazione dei documenti di trasporto e l’integrazione con piattaforme private conformi ai requisiti eFTI. Anche le autorità doganali sono state coinvolte nei test per abilitare l’uso legale dei documenti digitali anche nei controlli su strada ed esiste un elenco di fornitori di e-CMR riconosciuti in tutto il Benelux. L’utilizzo del numero di lettere di vettura è sempre aumentato dall’inizio del progetto pilota (2017): Addirittura, nel corso della pandemia Covid, l’uso del e-CMR è addirittura aumentato del 50%. 

    Bulgaria: e-CMR in azione tra pubblico e privato

    Nel 2025, in Bulgaria è partito un progetto pilota per digitalizzare la bolla nel trasporto su gomma. Il progetto si distingue per l’adozione su tratte transfrontaliere e per l’interazione diretta con le autorità locali per la validazione dei documenti digitali. 

    A Verona la prima sperimentazione eFTI italiana

    Il 22 maggio 2025 segna una tappa cruciale per l’Italia. A Verona si è svolta la prima sperimentazione ufficiale del Regolamento eFTI, su un trasporto reale tra Italia e Austria. L’iniziativa – promossa dal MIT, con il supporto operativo di RAM e in collaborazione con le associazioni ANITA e Fedespedi – ha visto l’impiego dell’e-CMR come documento operativo, validato tramite una versione semplificata del nodo nazionale “eFTI Gate Italy”. Le forze di polizia hanno verificato i dati in tempo reale, dimostrando come sia oggi possibile sostituire efficacemente la bolla cartacea in scenari cross-border. Questo test rappresenta un primo passo verso una successiva adozione su larga scala.

    In sintesi, e-CMR ed eFTI possono portare alla digitalizzazione della bolla

    Ciò che emerge da questo mosaico europeo è nitido: l’e-CMR sta diventando lo strumento digital e naturale per la eliminare la bolla di trasporto cartacea, mentre il regolamento eFTI sta preparando il quadro normativo abilitante per questa trasformazione, garantendo interoperabilità, legalità e validazione dei flussi informativi. Le sperimentazioni iniziate confermano che la digitalizzazione non è più solo una prospettiva futura, ma una realtà che si sta costruendo con pragmatismo, collaborazione pubblico-privato e volontà di standardizzazione. Le aziende più lungimiranti non è bene che stiano a guardare, meglio prepararsi oggi a quello che domani sarà indispensabile, portandosi a casa il vantaggio di una mossa anticipata. 

  • Obbligatorietà dell’e-CMR in Spagna

    Obbligatorietà dell’e-CMR in Spagna

    L’OBBLIGATORIETÀ DELL’E-CMR IN SPAGNA: TRA OPPORTUNITÀ E SFIDE NEL MONDO DEI TRASPORTI

    L’e-CMR rappresenta l’evoluzione digitale della lettera di vettura internazionale, un documento fondamentale per il trasporto merci su strada, regolato dalla Convenzione CMR. Questo documento digitale non è solo una copia elettronica, ma un processo completamente integrato che coinvolge tutti gli attori della filiera logistica: mittenti, vettori, autisti e destinatari; consente la gestione di dati, firme elettroniche e conservazione digitale in conformità alle normative europee; è supportato dal Regolamento eFTI, che mira alla standardizzazione e all’efficienza delle informazioni di trasporto.

    Che cos’è l’e-CMR?

    L’e-CMR è la versione digitale della lettera di vettura CMR e promuove uno scambio di dati strutturato e trasparente. La sua implementazione offre una vasta gamma di benefici per il settore logistico: tra cui una riduzione significativa degli errori amministrativi; una visibilità migliorata lungo tutta la supply chain; una gestione più dinamica delle operazioni grazie all’accesso in tempo reale ai dati condivisi. Inoltre, facilita il rispetto delle normative europee in continua evoluzione e favorisce una gestione integrata con sistemi ERP e WMS.

    I punti chiave della normativa

    La legge spagnola sulla mobilità sostenibile, disciplinata dal Regolamento eFTI e dalla Disposizione Transitoria Ottava, introduce l’obbligatorietà dell’e-CMR. Gli obiettivi principali sono:

    • ridurre l’uso della carta e il conseguente impatto ambientale;
    • aumentare l’efficienza amministrativa e ridurre i tempi di gestione documentale;
    • promuovere la trasparenza attraverso la digitalizzazione delle operazioni;
    • supportare la compliance normativa con l’adozione di standard europei.

    Questa transizione richiede alle aziende di adattarsi a nuove scadenze normative e di integrare soluzioni tecnologiche che soddisfino i criteri richiesti dalla normativa eFTI. La Spagna sembra voler affrontare con particolare commitment il passaggio alla “bolla digitale” e si parla espressamente di un obbligo a partire da gennaio 2026.

    Benefici e sfide per le aziende

    I benefici derivanti dall’adozione dell’e-CMR sono numerosi, ma è importante sottolineare che il loro impatto dipende da diversi fattori, tra cui il volume delle operazioni e il livello di integrazione con i sistemi aziendali. Tra i principali vantaggi, si evidenziano:

    • una riduzione che può arrivare fino a superare il 75% degli errori amministrativi, grazie all’eliminazione della gestione manuale dei documenti (fonte: analisi TESISQUARE);
    • un risparmio stimato tra ca. 4,5 euro (fonti: Osservatorio Digital B2B, Politecnico di Milano, 2014; A-ES Logistics) e ca. 14 euro (fonte: P4i, DigitalB2BTrasnformation, 2019; Università di Hasselt, Benelux e-CMR Pilot Project, 2019; Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the Council on eFTI, EU Commission, 2018) per consegna, a seconda della complessità delle operazioni e dei volumi considerati;
    • un incremento della produttività operativa, legata al minor tempo dedicato ad operazioni manuali e alla riduzione degli errori (soprattutto legati ad attività di data entry, frequentemente asincroni) che può tradursi in un beneficio annuo stimato di 370.000 euro per chi emette 50.000 e-CMR (fonte: elaborazione dati sui benefici dell’e-CMR rilevati da molteplici ricerche in Europa);
    • un miglioramento della visibilità lungo la supply chain, grazie al monitoraggio in tempo reale e alla condivisione delle informazioni, che permette di ottimizzare le operazioni logistiche.

    Questi dati, raccolti da casi studio europei e analisi sul campo, dimostrano come l’e-CMR possa generare un impatto positivo sia per i mittenti che per i destinatari, promuovendo una collaborazione più efficace tra tutti gli attori della filiera. Inoltre, la spinta verso l’innovazione tecnologica, insieme alla crescente pressione normativa, rende questa evoluzione cruciale per mantenere competitività sul mercato spagnolo.

    Come prepararsi

    Per affrontare questa transizione, le aziende devono adottare strategie chiare e mirate. Ecco alcuni passi consigliati:

    • implementare, prima che si profilino le necessità di adempiere a obblighi normativi, piattaforme tecnologiche che supportino l’integrazione con il protocollo e-CMR Europei e con i sistemi gestionali;
    • formare il personale sull’utilizzo dei nuovi strumenti digitali e sui requisiti normativi, per cogliere i benefici della digitalizzazione ed evitare che processi ormai obsoleti ostacolino le necessarie esigenze di change management;
    • collaborare con partner e fornitori tecnologici che operano con respiro europeo e internazionale, con cui sviluppare soluzioni che soddisfino le esigenze specifiche di compliance normativa ma anche quelle del proprio business, introducendo al meglio le novità che l’e-CMR si porta dietro (possibilità di allegare foto e documenti).

    Per un approfondimento si suggerisce di consultare il testo completo della normativa – BOE

    La transizione all’e-CMR rappresenta un investimento strategico per il Paese e per tutta l’economia Europea. Se pianificata e affrontata per tempo, con le adeguate risorse, l’adozione dell’e-CMR può trasformarsi per molte imprese in un vero e proprio catalizzatore per abilitare una crescita sostenibile (la dimensione del beneficio è tale che da fattore di efficienza operativa può trasformarsi in differenziale competitivo strategico) e per costruire un ecosistema digitale e più competitivo.

  • e-CMR: il protocollo internazionale per digitalizzare la bolla di trasporto

    e-CMR: il protocollo internazionale per digitalizzare la bolla di trasporto

    e-CMR: il protocollo internazionale per digitalizzare la bolla di trasporto

    Il 4 marzo 2024 l’Italia ha formalmente adottato il protocollo e-CMR, segnando un passo decisivo verso la digitalizzazione della bolla di trasporto per le merci su strada. Un cambiamento rilevante per la logistica nazionale e internazionale, che punta a rendere più efficiente, tracciabile e sostenibile il trasporto merci.

    Che cos’è il protocollo e-CMR?

    Il protocollo e-CMR è un’estensione elettronica del trattato CMR (Convention relative au contrat de transport international de Marchandises par Route), firmato nel 1956 dalle Nazioni Unite per regolare il trasporto internazionale su strada.

    A partire da questo trattato, l’International Road Union (IRU) ha definito la lettera di vettura CMR, base per le spedizioni internazionali. Nel 2008 è stato introdotto il protocollo e-CMR, che permette di sostituire la documentazione cartacea con una versione digitale, sicura e legalmente valida. Dal marzo 2024, l’e-CMR è ufficialmente in vigore anche in Italia.

    A cosa serve l’e-CMR?

    L’e-CMR consente di digitalizzare la bolla di trasporto e automatizzare la gestione delle spedizioni su strada. Il suo scopo è semplificare il flusso informativo tra mittente, trasportatore e destinatario, offrendo una serie di vantaggi – come ad esempio:

    • Riduzione degli errori amministrativi
    • Efficienza operativa e velocità di processo
    • Trasparenza e tracciabilità dei dati
    • Eliminazione della carta
    • Conformità normativa europea

    In particolare, l’e-CMR è integrato nel Regolamento europeo eFTI (electronic Freight Transport Information), in vigore da agosto 2024, che obbliga le autorità pubbliche a consultare digitalmente le informazioni di trasporto (come la bolla) attraverso piattaforme ufficiali.

    Quali dati contiene l’e-CMR?

    Il documento e-CMR include tutti gli elementi tipici della bolla di trasporto cartacea, con l’aggiunta di nuove funzionalità rese possibili dal formato digitale. Ecco alcuni dei principali campi che possono essere inclusi:

    • Dati dei contraenti:
      • Mittente: nome, indirizzo, codice fiscale o partita IVA, contatto.
      • Vettore/trasportatore: dati anagrafici, licenze, partita IVA, numero autorizzazione.
      • Destinatario: indirizzo di consegna, contatti, eventuali note operative.
      • Spedizioniere o terzi coinvolti: se applicabile.
    • Descrizione dettagliata delle merci:
      • Tipologia di merce (es. alimentari, farmaci, materiali pericolosi).
      • Quantità e unità di misura (es. kg, colli, pallet).
      • Codici articolo, SKU o codici a barre.
      • Volume e peso lordo/netto.
      • Packing list allegata, se prevista.
    • Dettagli del trasporto: 
      • Luogo e data di presa in carico.
      • Luogo e data di consegna prevista.
      • Punti di carico e scarico intermedi (se presenti).
      • Percorso stimato o tracciato in tempo reale (in caso di integrazione con sistemi GPS o IoT).
      • Durata stimata del viaggio.
    • Condizioni di trasporto: 
      • Istruzioni particolari per la movimentazione (es. temperatura controllata, trasporto ADR, fragile).
      • Responsabilità del vettore secondo convenzioni applicabili.
      • Termini di resa (Incoterms).
      • Eventuali allegati specifici richiesti dal cliente o dall’autorità.
    • Documentazione accessoria:
      • Certificati (es. di origine, qualità, analisi).
      • Licenze e autorizzazioni (es. per merci pericolose o trasporto internazionale).
      • Polizze assicurative.
      • Fattura commerciale, DDT o eventuale packing list dettagliata.
      • Termini di pagamento o conferma dell’ordine.

    Le funzionalità avanzate e aggiuntive dell’e-CMR

    Rispetto alla versione cartacea, l’e-CMR offre funzioni aggiuntive che ne aumentano l’efficacia e la validità legale. Ora è possibile:

    • Apporre firme elettroniche da tutte le parti coinvolte
    • Gestire riserve e osservazioni durante carico/scarico
    • Acquisire immagini e note operative
    • Integrare con piattaforme digitali di gestione logistica

    L’obiettivo ultimo è quello di garantire sicurezza, integrità dei dati e accesso controllato secondo standard europei

    Perché adottare l’e-CMR nella tua azienda?

    Adottare l’e-CMR permette alle aziende di:

    • Migliorare l’efficienza dei processi di trasporto
    • Ridurre tempi, costi e uso della carta
    • Aumentare la compliance normativa europea
    • Rafforzare la trasparenza e tracciabilità delle spedizioni
    • Prepararsi all’obbligo del Regolamento eFTI

    Soluzioni come quelle offerte da Tesisquare permettono di implementare l’e-CMR in modo integrato e conforme alle esigenze di trasportatori, operatori logistici e aziende manifatturiere.

    L’adozione del protocollo e-CMR rappresenta un cambiamento strutturale nel modo in cui le aziende gestiscono il trasporto internazionale su strada. La digitalizzazione della bolla di trasporto non è solo un’opportunità per aumentare l’efficienza e ridurre i costi, ma anche un passaggio chiave verso una logistica più sostenibile, sicura e digitale.

  • Intelligenza artificiale, crescita record in Italia

    Intelligenza artificiale, crescita record in Italia

    Intelligenza artificiale, crescita record in Italia

    6 grandi impreseitaliane su 10 hanno avviato un progetto di AI

    Il mercato dell’Intelligenza Artificiale cresce in modo rilevante. Nel 2023 ha messo a segno il +52%, raggiungendo un valore di 760 milioni di euro, dopo che già nel 2022 aveva registrato il +32% rispetto all’anno precedente. Gran parte degli investimenti riguarda soluzioni di analisi e interpretazione dei testi per ricerca semantica, classificazione, sintesi e spiegazione di documenti o agenti conversazionali tradizionali, mentre sono ancora limitati al 5% (38 milioni di euro) i progetti di Generative AI. Sei grandi imprese italiane su dieci hanno già avviato un qualche progetto di Intelligenza Artificiale, almeno a livello di sperimentazione. Due su tre hanno già discusso internamente delle applicazioni delle Generative AI e tra queste una su quattro ha avviato una sperimentazione. Sono i principali dati emersi nel corso del convegno “AI al centro: novità, applicazioni e regole” dove sono stati presentati i risultati della ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano.

    Al primo posto ci sono le grandi imprese

    Il 90% del mercato in Italia è appannaggio delle grandi imprese. Il resto è suddiviso in modo equilibrato tra PMI e Pubblica Amministrazione. La quota più significativa (29%) è legata a soluzioni per analizzare ed estrarre informazioni dai dati (Data Exploration & Prediction, Decision Support & Optimization Systems). Il 27% è per progetti di interpretazione del linguaggio, scritto o parlato (Text Analysis, Classification & Conversation Systems). Il 22% per algoritmi che suggeriscono ai clienti contenuti in linea con le singole preferenze (Recommendation Systems). Il 10% analisi di video ed immagini, 7% Process Orchestration Systems, il 5% Generative AI. Guardando alla spesa media in Intelligenza Artificiale per azienda, ai primi posti ci sono i settori Telco-Media e Assicurazioni, seguiti da Energy, Resource & Utility, Banche e Finanza.

    Aganguardisti, cauti e “in cammino”

    L’Osservatorio ha analizzato la maturità delle organizzazioni nel percorso di adozione dell’AI, arrivando ad individuare diversi profili. L’11% è avanguardista, aziende che hanno raggiunto la piena maturità a livello tecnologico, organizzativo e gestionale nell’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale. Il 23% è apprendista, hanno diversi progetti avviati, ma difficilmente impiegano metodologie strutturate nel gestirli e tendono a far ricorso a soluzioni standard o pronte all’uso. Nel restante 66% dei casi permangono situazioni eterogenee: ci sono organizzazioni in cammino (29%), dotate degli elementi abilitanti ma con pochi progetti, e aziende che non percepiscono il tema come rilevante e non dispongono di un’infrastruttura IT adeguata alla gestione di grandi quantità di dati.

    Le principali criticità nell’integrare un progetto di intelligenza artificiale

    Il 61% delle grandi imprese ha all’attivo, almeno a livello di sperimentazione, un progetto di Intelligenza Artificiale, mentre si scende al 18% tra le piccole e medie imprese (+3 punti percentuali rispetto al 2022). Il 37% delle grandi realtà che non hanno progetti all’attivo, ha comunque intenzione di attivarli nei prossimi 12 mesi e si moltiplicano le iniziative di workshop ispirazionali/formativi sul tema. D’altro canto, soltanto il 7% delle piccole e medie imprese sta riflettendo su potenziali applicazioni e solo il 2% ha concretamente attivato almeno una sperimentazione. “Da parte della comunità scientifica è doveroso guidare il percorso di adozione dell’AI e dell’AI Generativa, cercando di evitare la fase di disillusione che solitamente caratterizza il processo di adozione di nuove tecnologie – spiega Nicola Gatti, co-direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano e responsabile per Politecnico di Milano presso il Laboratorio CINI Artificial Intelligence and Intelligent Systems. A questo riguardo, sono tre le principali criticità che riguardano oggi l’AI: poter garantire che i risultati dei sistemi di AI siano corretti (tipicamente si parla di robustezza), poter garantire che le decisioni prese siano spiegabili alle persone (explainability) e certificare che i sistemi di AI rispettino le regolamentazioni Europee e che i rischi potenziali siano mitigati. Come Politecnico di Milano, tramite il Partenariato Esteso FAIR, stiamo portando avanti la ricerca in ambito Adaptive AI proprio per dare risposta a queste sfide”.

    Gli impatti sul mondo del lavoro

    Quasi tutti gli italiani (98%) hanno sentito parlare di Intelligenza Artificiale e più di un italiano su quattro (29%) ne ha una conoscenza medio-alta. C’è grande interesse, dunque, ma anche una certa confusione: tre italiani su quattro hanno sentito parlare di ChatGPT, ma solo il 57% conosce il termine “Intelligenza Artificiale Generativa”. Un italiano su quattro dichiara inoltre di aver interagito almeno una volta con ChatGPT. Ben il 77% degli italiani guarda con timore all’Intelligenza Artificiale, soprattutto in relazione ai possibili impatti sul mondo del lavoro. Tuttavia, solo il 17% è fermamente contrario all’ingresso dell’AI nelle attività professionali. Di certo, gli impatti sul mondo del lavoro saranno molto significativi. In Italia l’Intelligenza Artificiale ha un potenziale di automazione del 50% di “posti di lavoro equivalenti” – ad oggi realizzato in minima parte – considerando anche che il ruolo dell’AI è più di supporto che di vera e propria sostituzione. Ma da qui a 10 anni, le nuove capacità delle macchine potrebbero svolgere il lavoro di 3,8 milioni di persone in Italia. “Nel valutare il reale impatto sul lavoro bisogna tenere in considerazione le previsioni demografiche che, a causa dell’invecchiamento della popolazione, prospettano un gap di 5,6 milioni di posti di lavoro equivalenti entro il 2033. In questa prospettiva – afferma Giovanni Miragliotta, co-direttore dell’Osservatorio Ai del Politecnico di Milano e del Polimi Artificial Intelligence Research and Innovation Center – la possibile automazione di 3,8 milioni di posti di lavoro equivalenti appare quasi una necessità per ribilanciare un enorme problema che si sta creando, più che un rischio. Tuttavia, soltanto prestando attenzione alle nuove esigenze dei lavoratori, alla formazione e ad un’equa redistribuzione dei benefici, la società riuscirà a trarre valore dallo sviluppo dell’AI”.

    Tesisquare e l’intelligenza artificiale

    Lo studio del potenziale dell’Intelligenza Artificiale coinvolge diversi livelli e team all’interno di Tesisquare. In conformità con le proprie politiche di governance e con il Codice Etico, l’azienda sostiene l’uso dell’IA in modo responsabile, consapevole delle opportunità e dei suoi potenziali rischi.

  • Il lusso, fast fashion e certificazioni: Tesisquare racconta lo scenario futuro

    Il lusso, fast fashion e certificazioni: Tesisquare racconta lo scenario futuro

    Il lusso, fast fashion e certificazioni: Tesisquare racconta lo scenario futuro

    La domanda per i beni di lusso sta subendo un grande rallentamento da metà del 2023. Le due aree chiave per il mercato dell’alto di gamma, ovvero Cina e Usa, sono alle prese con un rallentamento della domanda, a seguito del revenge shopping post pandemico. In questo contesto, le aziende di fascia alta si trovano davanti anche altre sfide legate alla trasparenza della supply chain e alla sostenibilità. Alberto Proverbio, senior advisor di Tesisquare, azienda leading provider di soluzioni digital supply chain la cui missione è sviluppare ecosistemi digitali in ambito supply chain, superando le barriere e i silos, traccia a PambiancoNews uno scenario di quel che sta accadendo nella fascia Luxury.

    La domanda è contenuta e il lusso è sempre meno ostentato. Questo sta ovviamente impattando sulle aziende del settore. Che cambiamento sta portando? Quali strategie le aziende possono adottare?

    La domanda a livello globale nel lusso è stagnante a differenza di quanto avvenuto in passato. In Cina la richiesta di beni alto di gamma è deludente e stiamo osservando le ripercussioni, anche se ora nel Paese è stato avviato un piano di aiuti per sostenere l’economia. Il contesto attuale è quello di una polarizzazione per quanto riguarda le performance delle aziende: a fronte della domanda in calo vi sono aziende virtuose che stanno ottenendo buoni risultati e altre i cui risultati non sono altrettanto entusiasmanti. Quali sono le leve per le aziende virtuose? Oltre all’importanza della comunicazione del brand, vi sono anche altri valori, per esempio il trust verso i consumatori, che si può ottenere anche attraverso la qualità e sostenibilità dei prodotti e la tracciabilità della catena di fornitura. È dunque importante sviluppare delle catene di fornitura sostenibili e trasparenti.
Dal nostro punto di vista la domanda resterà volatile nei prossimi anni. Di conseguenza, è bene sviluppare e migliorare i processi di pianificazione della domanda e della supply chain, anche nell’ottica di una riduzione degli stock, considerando la nuova normativa dell’Ecodesign (ESPR) che vieta lo smaltimento dei capi invenduti. Per questo motivo diventa chiave sfruttare le nuove tecnologie come AI, IOT, passaporto digitale di prodotto e blockchain, oltre a sviluppare servizi come gestione della riparazione e second hand.

    L’innovazione tecnologica sta guidando la crescita. Le dinamiche di spesa stanno cambiando rapidamente, guidate da una crescente polarizzazione tra i consumatori luxury e l’introduzione di nuove strategie di fidelizzazione e personalizzazione da parte dei brand. Come le tecnologie innovative possono supportare i brand del fashion e del lusso?

    Le tecnologie innovative sono fondamentali per le aziende del settore. Quali sono? Per esempio l’intelligenza artificiale. Oltre il 70% degli executive ha posto l’applicazione di questa tecnologia come una delle loro priorità e almeno il 50% sta portando avanti test e pilota. Il problema è piuttosto legato alla disponibilità di competenze e talenti. L’intelligenza artificiale si può utilizzare in tutti i processi dell’azienda, per esempio nelle gestione delle campagne di vendita e negli online shopping assistant. Nell’ambito della supply chain può aiutare a migliorare le previsioni di vendita, considerando una serie di variabili esterne e fattori macroeconomici e consente anche di conoscere meglio la catena di fornitura (supplier intelligence, attraverso l’accesso a molteplici fonti di dati). Nel caso dei tag e e della tecnologia Rfid, questi consentono una serializzazione del prodotto finito e tracciabilità end to end di tutti i semilavorati dell’intera filiera.
Altre tecnologie sono per esempio quelle della realtà aumentata, il digital twin (copia digitale del prodotto con tutte informazioni del prodotto stesso) e del passaporto digitale del prodotto e rappresentano dei driver di crescita per le aziende.

    Se il lusso sta rallentando, il fast fashion sta invece crescendo velocemente. Quali sono le normative e gli avvenimenti che impattano su entrambi gli attori: fast fashion e lusso?

    Il settore del fast fashion ha avuto una crescita costante negli ultimi anni. Sicuramente il fast fashion è caratterizzata da alcuni punti di attenzione che vanno presi in considerazione, come lo sviluppo della cultura di un eccesso di consumo e il rischio di invenduto, ma anche il fatto che la supply chain sia maggiormente opaca, con un impatto sugli aspetti sociali e etici. Anche da punto di vista dell’inquinamento e del contributo in termini di carbon footprint il fast fashion presenta dei fattori di rischio.
A livello globale ed europeo sono in arrivo una serie di normative che spingono nella direzione della responsabilità estesa lungo la catena di fornitura, della tracciabilità end-to-end e della sostenibilità. Un esempio è la normativa “Ecodesign for Sustainable Product Regulation”, approvata a luglio di quest’anno, che dovrebbe entrare in vigore nel 2027 per il fashion.
Questa normativa introduce il concetto di passaporto digitale di prodotto e il divieto di smaltimento di capi invenduti. Ricordiamo poi anche la Corporate Sustainability Due Diligence Directive che entrerà in vigore nel 2026 o la normativa Agec già attiva in Francia. Di fronte a questi trend e queste normative che vanno verso la tracciabilità estesa, le aziende del fast fashion si trovano davanti sfide importanti e dovranno rivedere alcuni aspetti del loro modello di business.
In questo contesto, il settore del lusso ha la possibilità di investire su trasparenza e visibilità e dare un messaggio di trust verso il consumatore finale.

    Ad oggi qual è lo stato dell’arte del Digital Product Passport per le aziende?

    La normativa è stata approvata a luglio ed entrerà in vigore per il fashion nel 2027. Però stiamo osservando che molte aziende del settore Fashion hanno iniziato ad associare ai loro prodotti dei “digital product passport” e c’è già ora quindi la possibilità di leggere dei tag/QR code legati al prodotto e di avere informazioni sul prodotto stesso. Hanno capito l’importanza della trasparenza per trust e autenticità.
Tuttavia, osserviamo che si tratta in buona parte di attività a livello pilota ed è tutto ancora limitato. Ad esempio non esiste una valutazione oggettiva di impatto ambientale. Si parla al momento solo di riduzione di impatto rispetto a valori passati, senza applicare i criteri del PEF (Product Environment Footprint) che stabilisce una serie di indicatori (non solo acqua, Co2, energia).

    Come Tesisquare accompagna in questo momento di transizione le aziende del fashion e del lusso?

    Tesisiquare ha la missione di supportare le aziende a sviluppare ecosistemi digitali di filiera. In particolar modo, Tesisquare ha lavorato molto negli ultimi due anni su questi temi, rilasciando nel 2024 una soluzione “Esg Vertical”, consistente con le nuove normative, per supportare le aziende in questo ambito, attraverso la collaborazione digitale lungo tutta la filiera. In particolare la soluzione consente di gestire un processo di discovery della catena di fornitura, la raccolta dati di tipo ESG (dati ambientali e sociali e certificazioni) a livello fornitore, prodotto, lotto di produzione, la gestione strutturata di tutti i dati di ogni prodotto (a livello lotto o serial n°), la tracciabilità dei lotti attraverso i vari processi produttivi, la storytelling di prodotto verso il consumatore e il passaporto digitale, l’integrazione con la Blockchain.
    Inoltre, Tesisquare aiuta le aziende a 360° in questa trasformazione, come ad esempio nella gestione del cambiamento dei processi e modelli di supply chain, nel coinvolgimento e on-boarding dei fornitori, nelle attività di LCA (Lifecycle assesment) preso i fornitori e i siti produttivi, nella applicazione delle nuove normative come la “European Sustainability Reporting standard”, la EUDR (anti- deforestazione), la ECDDD, ecc.

    In questo scenario di evoluzione in termini di domanda e a seguito dell’introduzione di normative comunitarie, le aziende che saranno in grado di adattarsi velocemente ai nuovi paradigmi avranno la possibilità di intercettare a pieno la ripresa del mercato del lusso.

    Fonte: pambianco.it

    Tesisquare per il Fashion e Luxury

    Nel settore della Moda e del Lusso, la sostenibilità e la tracciabilità sono diventate indispensabili per la gestione aziendale. I fattori Ambientali, Sociali e di Governance (ESG) influenzano in modo significativo le strategie e le operazioni aziendali, richiedendo una revisione completa dei processi della supply chain. Tesisquare ha sviluppato differenti soluzioni per la gestione della supply chain del mondo Fashion e Luxury per prevedere e anticipare tutti i cambiamenti in vista del settore.

  • Come Prepararsi all’EUDR

    Come Prepararsi all’EUDR

    Dal 30 dicembre 2025, il Regolamento Europeo contro la deforestazione (EUDR – Regolamento UE 2023/1115) imporrà obblighi stringenti alle aziende che operano in Europa e nel mondo. Un cambio di paradigma che non solo coinvolge i settori agricolo e forestale, ma anche fashion & luxury, automotive, food, design e molti altri.

    Questo white paper, realizzato da Elision in collaborazione con TESISQUARE e Bosaz Studio Legale, è una guida chiara e completa per:

    • Identificare se la tua azienda rientra nel perimetro della normativa EUDR.
    • Comprendere gli obblighi legali e le sanzioni per mancata conformità.
    • Preparare una strategia efficace di due diligence.
    • Scoprire le tecnologie per la tracciabilità e la raccolta dati ESG.
    • Attuare soluzioni IT per gestire i DDS e l’integrazione con TRACES NT.

    Scopri come preparare la tua azienda alla normativa EUDR ed evitare sanzioni.

    Scarica ora il White Paper

    Compila il form per ricevere il PDF nella tua casella email.


  • Le Dogane sono sempre più “digitali”

    Le Dogane sono sempre più “digitali”

    La digitalizzazione delle Dogane: un cambiamento in atto

    Le Dogane di tutte Europa, Italia inclusa, stanno attraversando una trasformazione radicale verso una crescente digitalizzazione. L’obiettivo è rendere i processi più efficienti, tracciabili e conformi alle normative in vigore ed emergenti. Entro il 2030, le dichiarazioni doganali saranno basate esclusivamente su flussi di dati, riducendo la burocrazia e migliorando la trasparenza. Per le imprese, significa adattarsi rapidamente a nuovi strumenti e costruire nuove procedure, cogliendo al contempo opportunità di semplificazione e integrazione scegliendo con cura i propri sistemi informativi a supporto.

    Le normative attuali e future: nuovi obblighi informativi

    Le normative doganali stanno imponendo un carico informativo sempre più significativo per le operazioni di import/export. Le aziende devono fornire dati dettagliati su prodotti e filiere per garantire trasparenza, tracciabilità e conformità alle nuove regolamentazioni. Alcuni rilevanti esempi di questo trend sono riportati di seguito.

    • CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism): impone una tassa sul carbonio per alcune voci di importazioni, obbligando le aziende a dichiarare le emissioni di CO₂ relative alla produzione di queste merci.
    • EUDR (EU Deforestation Regulation): vieta l’importazione ed esportazione di prodotti collegati alla deforestazione, richiedendo prove documentali della loro origine sostenibile.
    • CITES (Convention on International Trade in Endangered Species): regola il commercio internazionale di specie protette, richiedendo permessi specifici per l’import/export di flora e fauna a rischio. Nel 2021 il regolamento EU 2280 ha introdotto nuovi requisiti per la tracciabilità digitale delle pelli esotiche e un sistema più rigoroso di documentazione dell’origine dei materiali.
    • Digital Product Passport (DPP): un passaporto digitale obbligatorio dal 2027 con dati strutturati su origine, materiali e grado di sostenibilità che un prodotto lungo la filiera.
    • CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive): impone alle grandi aziende di rendicontare in modo dettagliato il proprio impatto ambientale, sociale e di governance (ESG).
    • CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive): obbliga le imprese a monitorare l’intera supply chain per prevenire impatti negativi su ambiente e diritti umani.

    Questi esempi normativi – una selezione indicativa di un elenco complessivamente più ampio – dimostrano come il commercio internazionale sia sempre più orientato alla raccolta e alla gestione di grandi moli di dati: affidabili, verificati, verificabili e/o certificati. 

    L’aumento del carico informativo e normativo “alle porte”, richiede un cambio di passo nella gestione dei processi doganali. La digitalizzazione emerge quindi come un elemento sostanziale (forse l’unico elemento possibile) per semplificare le attività operative, garantendo sia la conformità normativa, sia la continuità del business in modo non solo efficace ma anche efficiente. Per un ulteriore approfondimento, si rimanda anche al contributo: “Digitalizzazione e governance – in compliance – nelle relazioni con le Dogane

  • Radio Alba Partnership

    Radio Alba Partnership

    Radio Alba Partnership

    Campagna Employer branding

    Radio Alba è una delle prime radio libere a nascere il 29 febbraio del 1976 ed è ancora oggi voce indipendente e libera di Langhe, Roero e Monferrato. Grazie alla sponsorship, anche, di Tesisquare, il Radio Alba Festival, che celebra la musica indipendente del territorio, offre un palcoscenico a talenti locali e promuove iniziative di solidarietà.

    Grazie a questa collaborazione, ogni anno, Tesisquare ha l’occasione di veicolare, attraverso l’emittente, il nostro Brand ed anche quest’anno saremo al centro di una campagna che sarà messa in onda dal 03/02/25 al 09/02/25 e dal 17/02/25 al 23/02/25, nei seguenti orari: 7.40-10.00-13.40-16.00-18.50.

    Lo spot che sarà trasmesso è dedicato alla Service Unit, nell’ambito delle attività di Employer Branding e Talent Attraction pianificate dalla Direzione HR nel 2025.

    Di seguito anticipiamo il contenuto della campagna:

    Sei appassionato di tecnologia e ami risolvere problemi?
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    Unisciti alla nostra Service Unit, il cuore pulsante dell’assistenza tecnica. Con noi, ogni giorno è un’opportunità per crescere e contribuire al successo dei nostri clienti.
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    Visita il sito di Tesisquare e invia la tua candidatura!
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    Nella seconda parte dell’ anno avremo la possibilità di effettuare una nuova campagna i cui contenuti sono in corso di definizione.