Autore: @Francesco

  • Partnership ITS

    Partnership ITS

    Partnership ITS

    Grazie alla preziosa partnership avviata nel 2023 con Fondazione ITS ICT, abbiamo avuto il piacere di inserire, nel mese di novembre, i primi quattro apprendisti nel nostro team. Questi giovani talenti inizieranno la loro esperienza lavorativa in concomitanza con la seconda annualità del corso di Full Stack Developer. Per loro sarà un’importante opportunità di apprendimento e per noi un’occasione per crescere insieme, innovare e investire nel futuro.

    Auguriamo un caloroso in bocca al lupo ai nuovi colleghi: il loro contributo sarà fondamentale per affrontare con successo le sfide del domani!

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  • FASHION & LUXURY: L’INTEGRAZIONE DEI CRITERI ESG NELLA SUPPLY CHAIN

    FASHION & LUXURY: L’INTEGRAZIONE DEI CRITERI ESG NELLA SUPPLY CHAIN

    Fashion & Luxury: L’integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain

    La Platform ESG Vertical di Tesisquare è progettata per rispondere alle sfide poste dalla crescente integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain

    La Supply Chain si evolve con un’enfasi maggiore sui criteri ESG. L’integrazione dei requisiti ambientali, sociali e di governance nelle operazioni rappresenta non solo una risposta alle sfide attuali, ma anche un’opportunità per dimostrare l’impegno verso una gestione aziendale sostenibile ed etica. Nonostante ciò possa comportare costi iniziali elevati e cambiamenti nei processi, le aziende che adottano pratiche sostenibili possono ottenere vantaggi competitivi significativi, come una migliore reputazione, una maggiore fedeltà dei clienti e un accesso preferenziale ai capitali di investimento. La sostenibilità stimola anche l’innovazione, porta a una maggiore efficienza operativa e crea nuove opportunità di mercato. Le aziende che adottano soluzioni avanzate come la Platform ESG Vertical di TESISQUARE saranno ben posizionate per guidare il cambiamento verso un modello di business più sostenibile e responsabile.

    LA SOSTENIBILITÀ NELLA SUPPLY CHAIN

    Con l’aumentare dell’incidenza di temi legati al climate change e l’intensificarsi delle regolamentazioni, le imprese sono chiamate a ripensare le catene di approvvigionamento. Un cambiamento guidato dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale, garantire pratiche socialmente responsabili e migliorare la trasparenza, con l’obiettivo di rispondere alle aspettative dei consumatori, degli investitori e delle autorità di regolamentazione. Normative come l’U.S. Uyghur Forced Labor Prevention Act, il German Supply Chain Due Diligence Act e la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) impongono alle aziende di garantire la conformità alle norme etiche e ambientali non solo nelle loro operazioni dirette, ma anche lungo tutta la Supply Chain. Le normative future, come l’Eco-design for Sustainable Products Regulation e l’EU Corporate Sustainability Due Diligence, stanno per ampliare ulteriormente queste responsabilità. Le aziende dovranno adattarsi a questi cambiamenti per evitare sanzioni e mantenere la loro reputazione nel mercato globale.

    La sostenibilità nella Supply Chain implica la gestione integrata di aspetti ambientali, sociali ed economici lungo tutta la catena di valore, dal fornitore di materie prime al consumatore finale. Questo approccio si basa su tre pilastri principali: riduzione dell’impatto ambientale, responsabilità sociale e creazione di valore economico sostenibile.

    • Impatto ambientale. Minimizzare l’uso delle risorse naturali e ridurre le emissioni di carbonio. Questo può includere l’ottimizzazione dei processi produttivi, l’adozione di tecnologie più efficienti e la selezione di fornitori che rispettano elevati standard ambientali. L’implementazione di pratiche come l’economia circolare, il riciclo e il riuso dei materiali, e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile sono strategie fondamentali per raggiungere questi obiettivi.
    • Responsabilità sociale. Riguarda il miglioramento delle condizioni di lavoro e il rispetto dei diritti umani. Le aziende devono garantire che i loro fornitori aderiscano a pratiche di lavoro giuste, offrano condizioni di lavoro sicure e rispettino i diritti dei lavoratori. Questo include la prevenzione del lavoro forzato e minorile, la promozione della diversità e dell’inclusione e la creazione di un ambiente di lavoro che favorisca il benessere dei dipendenti. Le aziende devono essere pronte a monitorare e verificare le pratiche dei fornitori per garantire il rispetto di questi standard.
    • Sostenibilità. Implica la capacità di generare valore economico a lungo termine senza compromettere le risorse future. Questo richiede un equilibrio tra l’efficienza operativa e la responsabilità ambientale e sociale. Le aziende devono adottare modelli di business che favoriscano l’innovazione e la crescita sostenibile, minimizzando al contempo i rischi associati a pratiche non sostenibili. L’efficienza delle risorse, la gestione del ciclo di vita dei prodotti e la sostenibilità dei fornitori sono aspetti cruciali per garantire un valore economico duraturo.
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    IL MERCATO DEL LUXURY & FASHION

    Il mercato del lusso mostra una certa stabilità, nonostante le turbolenze geopolitiche ed economiche, superando un valore di 1.500 miliardi di euro a livello globale nel 2023. In questo contesto Bain & Company individua i gioielli come i protagonisti – superando gli orologi – con una clientela che predilige acquisti orientati all’investimento. I consumatori aspirazionali indirizzano invece la spesa verso make-up, profumeria e occhiali, considerati dei piccoli piaceri. L’abbigliamento ha sorpassato gli accessori, grazie a una strategia mirata a catturare l’attenzione dei clienti di alto livello, mentre le scarpe registrano un rallentamento. Per il futuro sarà necessario adottare una strategia duale: attrazione della clientela di alto livello e piccoli lussi quotidiani: la crescita avviene infatti ai due estremi dello spettro dei prezzi. Per le aziende sarà importante ripensare la proposizione di valore in ottica high-low su tutti i punti di contatto con il consumatore, espandendo la base, ma consolidando allo stesso tempo fedeltà e advocacy. I brand dovranno investire in fattori che favoriscono la crescita, difendere gli elementi chiave del business, mantenere un’agilità decisionale e ottimizzare la gestione degli stock per garantire efficienza e prontezza di risposta alla domanda.

    La digitalizzazione della Supply Chain

    Sono molte le aziende del fashion & luxury che hanno intrapreso un percorso di digitalizzazione della Supply Chain, adottando soluzioni tecnologiche come l’intelligenza artificiale (AI), l’Internet delle cose (IoT), blockchain e piattaforme cloud. La Platform ESG Vertical di TESISQUARE è progettata per risponderealle sfide poste dalla crescente integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain. La piattaforma si integra con le soluzioni esistenti di TESISQUARE, come TESI SRM, TMS SALES e CT, e introduce nuovi prodotti come TESI MAKE. La piattaforma supporta le aziende nella gestione di una Supply Chain più sostenibile e trasparente, coprendo ogni fase del processo, dalla selezione dei fornitori alla comunicazione con i consumatori finali.

    LA PLATFORM ESG VERTICAL

    La piattaforma offre una serie di funzionalità progettate per migliorare la gestione ESG nella Supply Chain. Una delle principali è il Supplier Discovery, che permette di mappare fornitori e siti produttivi, andando oltre il livellotier-1. La Vendor Qualification include l’uso di questionari ESG per raccogliere dati e documenti sia a livello corporate che per sito produttivo, calcolando un ESG rating basato sugli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards). La raccolta di Technical & Drawing Specification consente di documentare attributi specifici dei prodotti e di raccogliere certificati e indicatori per calcolare l’impronta ambientale del prodotto. La piattaforma arricchisce i dati con informazioni sull’origine delle materie prime, fornite dai fornitori durante la gestione dei lotti di materie prima, semilavorati e prodotti finiti e garantisce la tracciabilità e la relazione tra materie prime, componenti e prodotti finiti durante le fasi produttive. L’integrazione delle capacità IoT e la gestione collaborativa dei Work Order, insieme alla compatibilità con sistemi informativi come ERP, DAM, PLM e MES, facilitano una gestione efficiente della produzione e della tracciabilità. La piattaforma analizza anche l’impatto ambientale della logistica In/Outbound e consolida la storia del prodotto nella Product Traceability & Genealogy, fornendo un punto di raccolta unico per tutti i dati e certificati relativi al prodotto.

    I benefici per le aziende

    L’adozione della Platform ESG Vertical consente alle aziende di ottimizzarela gestione della Supply Chain con una visione integrata e completa dei criteri ESG. Le aziende possono garantire la conformità alle normative e migliorare la loro reputazione attraverso pratiche sostenibili. Inoltre, la piattaforma facilita la comunicazione e la trasparenza con consumatori e investitori, contribuendo a costruire fiducia e a rafforzare la posizione sul mercato. L’integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain tramite la Platform ESG Vertical di TESISQUARE sta elevando gli standard di sostenibilità e responsabilità nel settore. Questo approccio stimola l’adozione di pratiche più etiche e trasparenti tra fornitori e produttori, contribuendo alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e sostenibile. Le aziende che adottano queste soluzioni possono porsi come leader nel cambiamento versopratiche aziendali più responsabili.

    Tesisquare per il Fashion & Luxury

    Migliora la sostenibilità e la trasparenza della tua supply chain, dalla selezione dei fornitori alla comunicazione con il consumatore finale.

  • Il lusso, fast fashion e certificazioni: Tesisquare racconta lo scenario futuro

    Il lusso, fast fashion e certificazioni: Tesisquare racconta lo scenario futuro

    Il lusso, fast fashion e certificazioni: Tesisquare racconta lo scenario futuro

    La domanda per i beni di lusso sta subendo un grande rallentamento da metà del 2023. Le due aree chiave per il mercato dell’alto di gamma, ovvero Cina e Usa, sono alle prese con un rallentamento della domanda, a seguito del revenge shopping post pandemico. In questo contesto, le aziende di fascia alta si trovano davanti anche altre sfide legate alla trasparenza della supply chain e alla sostenibilità. Alberto Proverbio, senior advisor di Tesisquare, azienda leading provider di soluzioni digital supply chain la cui missione è sviluppare ecosistemi digitali in ambito supply chain, superando le barriere e i silos, traccia a PambiancoNews uno scenario di quel che sta accadendo nella fascia Luxury.

    La domanda è contenuta e il lusso è sempre meno ostentato. Questo sta ovviamente impattando sulle aziende del settore. Che cambiamento sta portando? Quali strategie le aziende possono adottare?

    La domanda a livello globale nel lusso è stagnante a differenza di quanto avvenuto in passato. In Cina la richiesta di beni alto di gamma è deludente e stiamo osservando le ripercussioni, anche se ora nel Paese è stato avviato un piano di aiuti per sostenere l’economia. Il contesto attuale è quello di una polarizzazione per quanto riguarda le performance delle aziende: a fronte della domanda in calo vi sono aziende virtuose che stanno ottenendo buoni risultati e altre i cui risultati non sono altrettanto entusiasmanti. Quali sono le leve per le aziende virtuose? Oltre all’importanza della comunicazione del brand, vi sono anche altri valori, per esempio il trust verso i consumatori, che si può ottenere anche attraverso la qualità e sostenibilità dei prodotti e la tracciabilità della catena di fornitura. È dunque importante sviluppare delle catene di fornitura sostenibili e trasparenti.
Dal nostro punto di vista la domanda resterà volatile nei prossimi anni. Di conseguenza, è bene sviluppare e migliorare i processi di pianificazione della domanda e della supply chain, anche nell’ottica di una riduzione degli stock, considerando la nuova normativa dell’Ecodesign (ESPR) che vieta lo smaltimento dei capi invenduti. Per questo motivo diventa chiave sfruttare le nuove tecnologie come AI, IOT, passaporto digitale di prodotto e blockchain, oltre a sviluppare servizi come gestione della riparazione e second hand.

    L’innovazione tecnologica sta guidando la crescita. Le dinamiche di spesa stanno cambiando rapidamente, guidate da una crescente polarizzazione tra i consumatori luxury e l’introduzione di nuove strategie di fidelizzazione e personalizzazione da parte dei brand. Come le tecnologie innovative possono supportare i brand del fashion e del lusso?

    Le tecnologie innovative sono fondamentali per le aziende del settore. Quali sono? Per esempio l’intelligenza artificiale. Oltre il 70% degli executive ha posto l’applicazione di questa tecnologia come una delle loro priorità e almeno il 50% sta portando avanti test e pilota. Il problema è piuttosto legato alla disponibilità di competenze e talenti. L’intelligenza artificiale si può utilizzare in tutti i processi dell’azienda, per esempio nelle gestione delle campagne di vendita e negli online shopping assistant. Nell’ambito della supply chain può aiutare a migliorare le previsioni di vendita, considerando una serie di variabili esterne e fattori macroeconomici e consente anche di conoscere meglio la catena di fornitura (supplier intelligence, attraverso l’accesso a molteplici fonti di dati). Nel caso dei tag e e della tecnologia Rfid, questi consentono una serializzazione del prodotto finito e tracciabilità end to end di tutti i semilavorati dell’intera filiera.
Altre tecnologie sono per esempio quelle della realtà aumentata, il digital twin (copia digitale del prodotto con tutte informazioni del prodotto stesso) e del passaporto digitale del prodotto e rappresentano dei driver di crescita per le aziende.

    Se il lusso sta rallentando, il fast fashion sta invece crescendo velocemente. Quali sono le normative e gli avvenimenti che impattano su entrambi gli attori: fast fashion e lusso?

    Il settore del fast fashion ha avuto una crescita costante negli ultimi anni. Sicuramente il fast fashion è caratterizzata da alcuni punti di attenzione che vanno presi in considerazione, come lo sviluppo della cultura di un eccesso di consumo e il rischio di invenduto, ma anche il fatto che la supply chain sia maggiormente opaca, con un impatto sugli aspetti sociali e etici. Anche da punto di vista dell’inquinamento e del contributo in termini di carbon footprint il fast fashion presenta dei fattori di rischio.
A livello globale ed europeo sono in arrivo una serie di normative che spingono nella direzione della responsabilità estesa lungo la catena di fornitura, della tracciabilità end-to-end e della sostenibilità. Un esempio è la normativa “Ecodesign for Sustainable Product Regulation”, approvata a luglio di quest’anno, che dovrebbe entrare in vigore nel 2027 per il fashion.
Questa normativa introduce il concetto di passaporto digitale di prodotto e il divieto di smaltimento di capi invenduti. Ricordiamo poi anche la Corporate Sustainability Due Diligence Directive che entrerà in vigore nel 2026 o la normativa Agec già attiva in Francia. Di fronte a questi trend e queste normative che vanno verso la tracciabilità estesa, le aziende del fast fashion si trovano davanti sfide importanti e dovranno rivedere alcuni aspetti del loro modello di business.
In questo contesto, il settore del lusso ha la possibilità di investire su trasparenza e visibilità e dare un messaggio di trust verso il consumatore finale.

    Ad oggi qual è lo stato dell’arte del Digital Product Passport per le aziende?

    La normativa è stata approvata a luglio ed entrerà in vigore per il fashion nel 2027. Però stiamo osservando che molte aziende del settore Fashion hanno iniziato ad associare ai loro prodotti dei “digital product passport” e c’è già ora quindi la possibilità di leggere dei tag/QR code legati al prodotto e di avere informazioni sul prodotto stesso. Hanno capito l’importanza della trasparenza per trust e autenticità.
Tuttavia, osserviamo che si tratta in buona parte di attività a livello pilota ed è tutto ancora limitato. Ad esempio non esiste una valutazione oggettiva di impatto ambientale. Si parla al momento solo di riduzione di impatto rispetto a valori passati, senza applicare i criteri del PEF (Product Environment Footprint) che stabilisce una serie di indicatori (non solo acqua, Co2, energia).

    Come Tesisquare accompagna in questo momento di transizione le aziende del fashion e del lusso?

    Tesisiquare ha la missione di supportare le aziende a sviluppare ecosistemi digitali di filiera. In particolar modo, Tesisquare ha lavorato molto negli ultimi due anni su questi temi, rilasciando nel 2024 una soluzione “Esg Vertical”, consistente con le nuove normative, per supportare le aziende in questo ambito, attraverso la collaborazione digitale lungo tutta la filiera. In particolare la soluzione consente di gestire un processo di discovery della catena di fornitura, la raccolta dati di tipo ESG (dati ambientali e sociali e certificazioni) a livello fornitore, prodotto, lotto di produzione, la gestione strutturata di tutti i dati di ogni prodotto (a livello lotto o serial n°), la tracciabilità dei lotti attraverso i vari processi produttivi, la storytelling di prodotto verso il consumatore e il passaporto digitale, l’integrazione con la Blockchain.
    Inoltre, Tesisquare aiuta le aziende a 360° in questa trasformazione, come ad esempio nella gestione del cambiamento dei processi e modelli di supply chain, nel coinvolgimento e on-boarding dei fornitori, nelle attività di LCA (Lifecycle assesment) preso i fornitori e i siti produttivi, nella applicazione delle nuove normative come la “European Sustainability Reporting standard”, la EUDR (anti- deforestazione), la ECDDD, ecc.

    In questo scenario di evoluzione in termini di domanda e a seguito dell’introduzione di normative comunitarie, le aziende che saranno in grado di adattarsi velocemente ai nuovi paradigmi avranno la possibilità di intercettare a pieno la ripresa del mercato del lusso.

    Fonte: pambianco.it

    Tesisquare per il Fashion e Luxury

    Nel settore della Moda e del Lusso, la sostenibilità e la tracciabilità sono diventate indispensabili per la gestione aziendale. I fattori Ambientali, Sociali e di Governance (ESG) influenzano in modo significativo le strategie e le operazioni aziendali, richiedendo una revisione completa dei processi della supply chain. Tesisquare ha sviluppato differenti soluzioni per la gestione della supply chain del mondo Fashion e Luxury per prevedere e anticipare tutti i cambiamenti in vista del settore.

  • Intelligenza artificiale, crescita record in Italia

    Intelligenza artificiale, crescita record in Italia

    Intelligenza artificiale, crescita record in Italia

    6 grandi impreseitaliane su 10 hanno avviato un progetto di AI

    Il mercato dell’Intelligenza Artificiale cresce in modo rilevante. Nel 2023 ha messo a segno il +52%, raggiungendo un valore di 760 milioni di euro, dopo che già nel 2022 aveva registrato il +32% rispetto all’anno precedente. Gran parte degli investimenti riguarda soluzioni di analisi e interpretazione dei testi per ricerca semantica, classificazione, sintesi e spiegazione di documenti o agenti conversazionali tradizionali, mentre sono ancora limitati al 5% (38 milioni di euro) i progetti di Generative AI. Sei grandi imprese italiane su dieci hanno già avviato un qualche progetto di Intelligenza Artificiale, almeno a livello di sperimentazione. Due su tre hanno già discusso internamente delle applicazioni delle Generative AI e tra queste una su quattro ha avviato una sperimentazione. Sono i principali dati emersi nel corso del convegno “AI al centro: novità, applicazioni e regole” dove sono stati presentati i risultati della ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano.

    Al primo posto ci sono le grandi imprese

    Il 90% del mercato in Italia è appannaggio delle grandi imprese. Il resto è suddiviso in modo equilibrato tra PMI e Pubblica Amministrazione. La quota più significativa (29%) è legata a soluzioni per analizzare ed estrarre informazioni dai dati (Data Exploration & Prediction, Decision Support & Optimization Systems). Il 27% è per progetti di interpretazione del linguaggio, scritto o parlato (Text Analysis, Classification & Conversation Systems). Il 22% per algoritmi che suggeriscono ai clienti contenuti in linea con le singole preferenze (Recommendation Systems). Il 10% analisi di video ed immagini, 7% Process Orchestration Systems, il 5% Generative AI. Guardando alla spesa media in Intelligenza Artificiale per azienda, ai primi posti ci sono i settori Telco-Media e Assicurazioni, seguiti da Energy, Resource & Utility, Banche e Finanza.

    Aganguardisti, cauti e “in cammino”

    L’Osservatorio ha analizzato la maturità delle organizzazioni nel percorso di adozione dell’AI, arrivando ad individuare diversi profili. L’11% è avanguardista, aziende che hanno raggiunto la piena maturità a livello tecnologico, organizzativo e gestionale nell’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale. Il 23% è apprendista, hanno diversi progetti avviati, ma difficilmente impiegano metodologie strutturate nel gestirli e tendono a far ricorso a soluzioni standard o pronte all’uso. Nel restante 66% dei casi permangono situazioni eterogenee: ci sono organizzazioni in cammino (29%), dotate degli elementi abilitanti ma con pochi progetti, e aziende che non percepiscono il tema come rilevante e non dispongono di un’infrastruttura IT adeguata alla gestione di grandi quantità di dati.

    Le principali criticità nell’integrare un progetto di intelligenza artificiale

    Il 61% delle grandi imprese ha all’attivo, almeno a livello di sperimentazione, un progetto di Intelligenza Artificiale, mentre si scende al 18% tra le piccole e medie imprese (+3 punti percentuali rispetto al 2022). Il 37% delle grandi realtà che non hanno progetti all’attivo, ha comunque intenzione di attivarli nei prossimi 12 mesi e si moltiplicano le iniziative di workshop ispirazionali/formativi sul tema. D’altro canto, soltanto il 7% delle piccole e medie imprese sta riflettendo su potenziali applicazioni e solo il 2% ha concretamente attivato almeno una sperimentazione. “Da parte della comunità scientifica è doveroso guidare il percorso di adozione dell’AI e dell’AI Generativa, cercando di evitare la fase di disillusione che solitamente caratterizza il processo di adozione di nuove tecnologie – spiega Nicola Gatti, co-direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano e responsabile per Politecnico di Milano presso il Laboratorio CINI Artificial Intelligence and Intelligent Systems. A questo riguardo, sono tre le principali criticità che riguardano oggi l’AI: poter garantire che i risultati dei sistemi di AI siano corretti (tipicamente si parla di robustezza), poter garantire che le decisioni prese siano spiegabili alle persone (explainability) e certificare che i sistemi di AI rispettino le regolamentazioni Europee e che i rischi potenziali siano mitigati. Come Politecnico di Milano, tramite il Partenariato Esteso FAIR, stiamo portando avanti la ricerca in ambito Adaptive AI proprio per dare risposta a queste sfide”.

    Gli impatti sul mondo del lavoro

    Quasi tutti gli italiani (98%) hanno sentito parlare di Intelligenza Artificiale e più di un italiano su quattro (29%) ne ha una conoscenza medio-alta. C’è grande interesse, dunque, ma anche una certa confusione: tre italiani su quattro hanno sentito parlare di ChatGPT, ma solo il 57% conosce il termine “Intelligenza Artificiale Generativa”. Un italiano su quattro dichiara inoltre di aver interagito almeno una volta con ChatGPT. Ben il 77% degli italiani guarda con timore all’Intelligenza Artificiale, soprattutto in relazione ai possibili impatti sul mondo del lavoro. Tuttavia, solo il 17% è fermamente contrario all’ingresso dell’AI nelle attività professionali. Di certo, gli impatti sul mondo del lavoro saranno molto significativi. In Italia l’Intelligenza Artificiale ha un potenziale di automazione del 50% di “posti di lavoro equivalenti” – ad oggi realizzato in minima parte – considerando anche che il ruolo dell’AI è più di supporto che di vera e propria sostituzione. Ma da qui a 10 anni, le nuove capacità delle macchine potrebbero svolgere il lavoro di 3,8 milioni di persone in Italia. “Nel valutare il reale impatto sul lavoro bisogna tenere in considerazione le previsioni demografiche che, a causa dell’invecchiamento della popolazione, prospettano un gap di 5,6 milioni di posti di lavoro equivalenti entro il 2033. In questa prospettiva – afferma Giovanni Miragliotta, co-direttore dell’Osservatorio Ai del Politecnico di Milano e del Polimi Artificial Intelligence Research and Innovation Center – la possibile automazione di 3,8 milioni di posti di lavoro equivalenti appare quasi una necessità per ribilanciare un enorme problema che si sta creando, più che un rischio. Tuttavia, soltanto prestando attenzione alle nuove esigenze dei lavoratori, alla formazione e ad un’equa redistribuzione dei benefici, la società riuscirà a trarre valore dallo sviluppo dell’AI”.

    Tesisquare e l’intelligenza artificiale

    Lo studio del potenziale dell’Intelligenza Artificiale coinvolge diversi livelli e team all’interno di Tesisquare. In conformità con le proprie politiche di governance e con il Codice Etico, l’azienda sostiene l’uso dell’IA in modo responsabile, consapevole delle opportunità e dei suoi potenziali rischi.

  • Importanti novità per la Fatturazione Elettronica in Francia

    Importanti novità per la Fatturazione Elettronica in Francia

    Ci sono novità sulla Fatturazione Elettronica in Francia e riguardano una modifica nel ruolo del cosiddetto “Portale Pubblico di Fatturazione” (PPF).

    Inizialmente, il PPF, centro-stella del modello di Fatturazione Elettronica e Tax Reporting Francese, era pensato per ricevere i report fiscali e le Fatture dalle aziende Francesi, per poi istradarle e registrarle. Il suo obiettivo era di raccogliere dati e abilitare l’intero ecosistema composto da Piattaforme di Dematerializzazione Partner (PDP), Operatori di Dematerializzazione (OD) e le imprese ad essi interconnessi.

    Per rispettare i tempi di sviluppo previsti dalla legge e massimizzare l’impatto del PPF nell’ecosistema progettato, la Francia ha scelto di ridefinirne il ruolo, concentrandolo sulla gestione dell’elenco dei “destinatari” e sulla trasmissione dei dati fiscali alla Direzione Generale delle Finanze Pubbliche (DGFIP).

    Questo cambiamento implica che il PPF non sarà più coinvolto direttamente negli scambi delle Fatture, pertanto le aziende dovranno affidarsi, per l’invio e la ricezione delle Fatture, ai PDP (l’elenco dei provider accettati come PDP e in fase di accreditamento è disponibile qui). Le aziende che intendevano usare il PPF per trasmettere o ricevere fatture dovranno quindi adattarsi a queste nuove condizioni.

    Ricordiamo che l’obbligo di emettere Fatture Elettroniche in Francia, per tutte le imprese, sarà progressivo: dal 1° settembre 2026 dovranno partire le grandi imprese e dal 1° settembre 2027 toccherà a tutte le medio-piccole, piccole e microimprese.

  • Intelligenza Artificiale: soluzioni etiche, trasparenti e affidabili

    Intelligenza Artificiale: soluzioni etiche, trasparenti e affidabili

    Lo studio del potenziale dell’Intelligenza Artificiale coinvolge diversi livelli e team all’interno di Tesisquare. In conformità con le proprie politiche di governance e con il Codice Etico, l’azienda sostiene l’uso dell’IA in modo responsabile, consapevole delle opportunità e dei suoi potenziali rischi.

    L’Intelligenza Artificiale offre opportunità senza precedenti, ma il suo utilizzo richiede nuovi livelli di responsabilità e consapevolezza Il suo impatto sulle persone e sulle organizzazioni ha sollevato molti interrogativi sull’etica, sulla governance dei dati, sulla fiducia e i principi di legalità. La ricerca Accenture Tech Vision 2024 ha evidenziato che solo il 35% dei consumatori si fida del modo in cui l’IA viene implementata, mentre il 77% ritiene che le organizzazioni debbano essere ritenute responsabili per un suo eventuale utilizzo improprio.

    L’uso dell’IA porta innumerevoli vantaggi alle aziende, che devono essere però consapevoli delle azioni da intraprendere per assicurarsi che sia sviluppata e utilizzata in modo sicuro, responsabile ed etico. Con l’entrata in vigore dell’AI ACT, ovvero il Regolamento 2024/1689 del 13 giugno 2024, l’Unione Europea ha  normato l’utilizzo e la fornitura dei sistemi di Intelligenza Artificiale, introducendo una serie di regole e principi da rispettare laddove tali sistemi vengano implementati a livello professionale. Tra glia altri, si ricordano:

    • Trasparenza: i fornitori di sistemi di intelligenza artificiale devono fornire informazioni chiare e comprensibili sui loro sistemi, comprese le loro capacità, limitazioni e potenziali rischi.
    • Valutazione della conformità: i fornitori di sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio (gestione del personale, accesso all’istruzione, sicurezza e giustizia) devono far valutare i propri sistemi da organismi di valutazione indipendenti conformi ai requisiti stabiliti nel Regolamento.
    • Vigilanza del mercato: le autorità nazionali devono sorvegliare il mercato per garantire che i sistemi di Intelligenza Artificiale siano conformi al Regolamento e adottare le necessarie misure.

    Il Regolamento intende promuovere la diffusione di un’Intelligenza Artificiale antropocentrica e affidabile, garantendo nel contempo un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza, oltre al rispetto dei dettami fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti dell’Unione europea.

    Etica e Responsabilità

    Tesisquare investe importanti risorse ed energie nella comprensione del potenziale dell’Intelligenza Artificiale, sia per migliorare i processi interni, sia per aumentare la propria offerta e fornire ai clienti servizi sempre più accurati e precisi. Viene riconosciuto il potenziale trasformativo dell’IA, ma anche il rischio che da essa può derivare: pertanto l’azienda si impegna a utilizzarla in modo etico, responsabile e sicuro per migliorare l’efficienza, l’innovazione e la qualità dei prodotti e servizi offerti ai propri clienti.

    Le due direttrici nell’utilizzo dell’IA

    1. Efficienza dei processi interni, per supportare i processi decisionali e produttivi. Ad esempio, i software che utilizzano l’IA consentono di effettuare analisi ed estrazioni di dati in maniera più rapida e precisa rispetto ad analisi ed estrazioni manuali; possono supportare il lavoro del personale di Tesisquare in operazioni ripetitive e standardizzate e possono anche aiutare i team di sviluppo di prodotto nella scrittura del codice sorgente.
    2. Sviluppo e commercializzazione di software o algoritmi che sfruttano le potenzialità dell’IA. Le applicazioni di IA utilizzate in Tesisquare e sviluppate per i propri clienti sono soggette a una valutazione continua per monitorarne le prestazioni, l’equità e l’aderenza ai principi della propria Policy e del Codice Etico. Eventuali problemi identificati vengono affrontati e corretti tempestivamente. L’azienda provvede inoltre alla formazione del personale coinvolto nello sviluppo e nell’utilizzo di sistemi basati su IA.

    Dalla conformità dell’IA al Vantaggio Competitivo

    Sia nell’utilizzo dell’IA per migliorare e rendere più efficienti i propri processi interni, sia nelle attività di sviluppo e commercializzazione di IA, Tesisquare rispetta le seguenti linee guida.

    • Conformità alla legge. Tesisquare si impegna a rispettare le leggi e le normative sull’IA,, garantendo la conformità e l’adattamento a eventuali aggiornamenti normativi. L’AI ACT adotta un approccio risk-based e impone obblighi differenziati ai fornitori e agli sviluppatori di sistemi di IA in base ai diversi livelli di rischio: rischio inaccettabile, elevato, limitato e rischio minimo o nullo. TESISQUARE si impegna a conformarsi a tali disposizioni: pertanto, non utilizza e non sviluppa, a titolo di esempio, sistemi di IA che utilizzano tecniche subliminali che agiscono senza che una persona ne sia consapevole; sistemi di IA che sfruttano le vulnerabilità di uno specifico gruppo di persone, dovute all’età o alla disabilità fisica o mentale, sistemi di IA che consentono la valutazione o la classificazione dell’affidabilità delle persone sulla base del loro comportamento sociale o di caratteristiche della personalità note o previste; sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi accessibili al pubblico; sistemi di categorizzazione biometrica che utilizzano caratteristiche sensibili come genere, razza, etnia, cittadinanza, religione o orientamento politico.
    • L’uomo ha il controllo (Human-in-command: HIC) e principio di responsabilità. L’IA è intesa da Tesisquare come un semplice strumento al servizio delle persone. In qualsiasi momento, le persone possono decidere quando e come utilizzare i risultati forniti da tale strumento. L’IA deve essere utilizzata come un supporto per le decisioni umane, non come sostituto. Le decisioni importanti devono sempre prese da esseri umani. A tale principio è strettamente collegato il principio di responsabilità. Gli output dell’IA possono supportare una decisione dell’uomo, ma non possono prendere il posto delle decisioni umane. Ciò significa, ad esempio che gli output dell’IA devono sempre essere soggetti a supervisione da parte dei dipendenti TESISQUARE addetti all’utilizzo di applicazioni IA. Ad esempio, l’utilizzo di sistemi di IA generativa per la scrittura di stringhe di codice sorgente non esonera lo sviluppatore dal verificare la correttezza, integrità e compatibilità del codice sviluppato; oppure, la generazione di immagini o post destinati a un social network tramite sistemi di IA non esonera l’utilizzatore dal verificare che non violino diritti di proprietà intellettuale di terzi. I sistemi di IA sono spesso black box e gli output sono da utilizzare con grande prudenza.

    Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, le linee guida

    Tesisquare riconosce che l’IA possa apportare un valore significativo al miglioramento della qualità e dell’efficienza di determinati  processi interni, nel rispetto dei principi sin’ora delineati.

    Di seguito sono elencate ulteriori linee guida applicate all’interno dell’organizzazione destinate a rafforzare la protezione del codice sorgente dei software di Tesisquare.

    • Confidenzialità e tutela del know how e della proprietà intellettuale di Tesisquare. È severamente vietato agli utilizzatori inserire informazioni aziendali riservate di Tesisquare all’interno di modelli di linguaggio aperti al pubblico.
    • GDPR e tutela dei dati personali. È fatto divieto agli utilizzatori di riversare dati personali all’interno di sistemi di IA, soprattutto se aperti al pubblico.
    • Trasparenza. L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per ottenere un determinato output (slide, analisi, report, etc.) deve sempre essere dichiarato al proprio interlocutore.
    • Prudenza. A causa dell’opacità dei processi interni delle reti neurali e dell’inaccessibilità di tutti i dati contemporaneamente trattati dai sistemi di IA basati sul deep learning, i sistemi di IA vengono talvolta definiti come “black box”. Anche se il sistema di IA funziona perché restituisce output coerenti rispetto ai prompt, non si sa esattamente come raggiunge questi esiti o quali dati influenzano maggiormente le sue decisioni, a differenza dei programmi informatici tradizionali, dove tutto il codice è stato compilato in modo controllato e con ampio intervento da parte degli esseri umani. Questa circostanza impone agli utilizzatori di IA di innalzare il livello di attenzione ogni qualvolta si utilizzano sistemi di IA per la generazione di contenuti, documenti, analisi e report.

    Principi relativi allo sviluppo e commercializzazione di sistemi di IA ai clienti

    TESISQUARE si impegna a sviluppare e distribuire ai propri clienti sistemi di IA conformi alla legge (e in particolare alle direttive dell’AI ACT) e alle linee guida tempo per tempo definite dagli organismi nazionali e internazionali impegnati in materia di IA, e nel rispetto dei seguenti principi:

    • Uso responsabile dei dati del cliente. Tesisquare è responsabile della custodia di una grande mole di dati dei propri clienti. L’utilizzo di tali dati per analisi avanzate mediante sistemi di IA avviene in modo trasparente, dichiarato, conforme agli obblighi di confidenzialità e a quelli imposti dal GDPR e dalle altre leggi applicabili. Tesisquare utilizza i dati del cliente in modo responsabile, affrontando volta per volta eventuali questioni legali ed etiche che si presentano.
    • Trasparenza. I sistemi di IA sono progettati e sviluppati in modo tale da garantire che il loro funzionamento sia sufficientemente trasparente da consentire agli utenti di interpretare l’output del sistema e utilizzarlo adeguatamente. Tesisquare garantisce che i sistemi di IA siano progettati e sviluppati in modo tale che le persone fisiche siano informate del fatto di interagire con un sistema di IA, a meno che ciò non risulti evidente dalle circostanze e dal contesto di utilizzo.
    • Tracciabilità ed explainability. Tesisquare progetta e distribuisce sistemi di IA con capacità che consentono la registrazione automatica degli eventi (log) durante il loro funzionamento. Predispone inoltre un’adeguata documentazione tecnica che ne descrive il funzionamento e le modalità di addestramento.
    • Sicurezza. Tesisquare progetta e distribuisce sistemi di IA in modo tale da conseguire, alla luce della loro finalità prevista, un adeguato livello di accuratezza, robustezza e cybersicurezza. L’azienda opera in modo coerente con tali aspetti durante tutto il loro ciclo di vita.

  • TRANSIZIONE 5.0: LA TRASFORMAZIONE DIGITALE INCONTRA LA SOSTENIBILITÀ

    TRANSIZIONE 5.0: LA TRASFORMAZIONE DIGITALE INCONTRA LA SOSTENIBILITÀ

    TRANSIZIONE 5.0: LA TRASFORMAZIONE DIGITALE INCONTRA LA SOSTENIBILITÀ

    Il piano varato dal Governo sostiene la trasformazione digitale e l’efficienza energetica delle imprese.

    Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha istituito ilpiano Transizione 5.0, in attuazione della decisione del Consiglio Ecofin dell’8 dicembre2023 che approva la ridefinizione e l’aggiornamento del PNRR e, in particolare, di quanto disposto in relazione all’investimento 15 “Transizione 5.0” della nuova Missione7 – REPowerEU. Finanziato dai fondi del PNRR – in complementarità con la misura Transizione 4.0 – il piano si inserisce nell’ambito della più ampia strategia finalizzata a sostenere il processo di trasformazione digitale ed energetica delle imprese, mettendo a disposizione 6,3 miliardi di euro sotto forma di credito d’imposta per nuovi investimenti realizzati negli anni 2024-2025. Lo stanziamento è così suddiviso: beni materiali e immateriali (3,78 miliardi di euro); autoproduzione e autoconsumo da fonti di energia rinnovabile (1,89 miliardi di euro); formazione (630 milioni di euro).

    Parole d’ordine: efficienza e sostenibilità

    Il piano Transizione 5.0 è finalizzato a incentivare l’efficientamento dei processi produttivi, l’incremento della sostenibilità e la diffusione della digitalizzazione nelle imprese, mediante acquisto di macchinari appartenenti alla categoria di Industry 4.0, software per il monitoraggio dei consumi, beni strumentali per la produzione da fonti energetiche rinnovabili e formazione del personale. Nell’ambito dei progetti di innovazione sono inoltre agevolabili i nuovi beni strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta; spese per la formazione del personale nell’ambito di competenze utili alla transizione dei processi produttivi (nel limite del 10% degli investimenti effettuati nei beni strumentali e nel limite massimo di 300 mila euro). Ad accedere ai crediti d’imposta possono essere tutte le imprese di qualsiasi dimensione, forma giuridica e settore sul territorio italiano.

    Si amplia la platea di imprese che investono nel digitale

    Transizione 5.0 è il naturale evolversi del concetto di Industry 4.0,che ha rivoluzionato il modo in cui le aziende gestiscono i propri processi produttivi, attraverso l’adozione di tecnologie digitali avanzate. Mentre Industry 4.0 si concentra principalmente sulla produzione intelligente (automazione e integrazione dei sistemi), il nuovo piano pone maggiore enfasi sulla sostenibilità ambientale.

    Il mondo del digitale, inizialmente rivolto solo alle grandi aziende, con l’introduzione prima della fatturazione elettronica (trovi altre informazioni anche in questo precedente articolo) e poi con l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi industriali (IoT, AI, Big Data, robotica e automazione) – si sta diffondendo anche tra le PMI in tutti i settori economici. L’obiettivo è migliorare la produttività, l’efficienza e la flessibilità, consentendo al contempo processi decisionali e personalizzazioni più accurate nelle operazioni di produzione e supply chain. Una delle principali novità introdotte dal piano Transizione 5.0 è la promozione dell’adozione di tecnologie green esostenibili, incoraggiando le imprese a ridurre il proprio impatto ambientale attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili, la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione delle risorse. C’è, dunque, un ampliamento rispetto alla vecchia platea di beni agevolabili, poiché vengono compresi anche software o applicazioni per il monitoraggio dei consumi e dell’energia autoprodotta o che introducono meccanismi di efficienza energetica; nonché, se acquistati unitamente a questi, software per la gestione d’impresa. Inoltre, il nuovo piano prevede il reinserimento di crediti legati alla formazione da parte di soggetti esterni accreditati che erano stati precedentemente introdotti e poi sospesi.

    Soluzioni ESG perle sfide del futuro

    Le soluzioni Control Tower di Tesisquare spaziano dalle certificazioni di provenienza dei prodotti all’anticontraffazione, dal data-backed ambientale alla sostenibilità. Soluzioni innovative dove l’utilizzo della tecnologia può fornire risposte alle sfide del futuro. Sfide che per le aziende saranno il gestire in modo sempre più trasparente e preciso una mole di dati che si renderanno necessari ai fini della rendicontazione, della trasparenza della supply chain e del passaporto digitale (trovi maggiori informazioni qui) che seguirà l’intero ciclo di vita dei prodotti. La necessità  di tracciabilità si estende lungo l’intera filiera, dal processo di sourcing e selezione dei fornitori fino al post-vendita. In questo contesto è fondamentale non solo conoscere i fornitori diretti, ma anche i fornitori dei fornitori. L’impatto delle normative ESG sui modelli di supply chain è dunque innegabile: le aziende dovranno adottare un approccio olistico e proattivo, investendo in tecnologie digitali e collaborando con l’intero ecosistema per garantire una catena di approvvigionamento trasparente e responsabile. Tracciabilità e passaporto digitale di prodotto (DPP) vanno al di là del puro obbligo normativo, ma rappresentano un percorso articolato con benefici in termini di riduzione dei rischi aziendali e di protezione del valore del brand. Le aziende che adottano pratiche sostenibili potranno godere inoltre di un vantaggio competitivo, attrarre i consumatori più attenti all’ambiente e creare valore alungo termine per tutti gli stakeholder coinvolti.

  • Il progetto del Mercato Unico Digitale Europeo e la Fatturazione Elettronica

    Il progetto del Mercato Unico Digitale Europeo e la Fatturazione Elettronica

    Il Mercato Unico Digitale Europeo

    Costruire un’Unione Europea richiede anche di condividere norme e modelli di funzionamento omogenei. Per farlo, la sfida è quella di superare, su alcuni specifici fronti, tutti quei “localismi” che nel tempo ogni Paese ha sviluppato, dettando autonomamente le proprie regole. Oltre che definire quadri normativi diversi, per quanto affini in quanto ispirati allo stesso ragionevole “buon senso”, ogni Paese Europeo ha costruito nel tempo e nelle proprie vicissitudini anche “prassi” e abitudini che ormai rappresentano momenti di storia, tradizioni, esperienze e “usanze”, che superano le abitudini e diventano elementi di “cultura”, veri e propri punti di riferimento che hanno finito col superare i confini delle abitudini e hanno tracciato percorsi nelle scale di valori del controllo sociale, nelle dinamiche delle relazioni professionali e personali, nelle buone pratiche che vengono tramandate.

    Tra i vari fronti su cui lavorare, un contesto particolarmente rilevante è quello del progetto orientato alla creazione di un Mercato Unico Digitale Europeo: un insieme di regole e strumenti che devono portare omogeneità di comportamento e trattamento nelle transazioni commerciali di tutti i Paesi Europei, siano esse tra imprese (B2B), verso l’Amministrazione Pubblica (B2G) oppure verso il consumatore finale (B2C).

    La rilevanza dell’IVA (e il progetto VIDA)

    In Europa, il principale cardine attorno al quale ruotano le regole che ogni Paese si è dato per gestire le transazioni commerciali e che unisce e divide al contempo, è quello dell’imposta sul valore aggiunto (IVA oppure VAT, come da popolare dicitura anglosassone – anche semplicemente nel nome di questa tassa, il giro d’Europa si fa caratteristico: si chiama IVA in Italia, Spagna, Portogallo, MOMS in Danimarca e Svezia, MwSt o USt in Germania, TVA in Francia e Romania…). L’imposta sul valore aggiunto è fondamentale per qualsiasi Paese l’abbia introdotta (negli USA come in molti Paesi asiatici, per esempio, non esiste così come la conosciamo in Europa, anche se è presente qualcosa di analogo). Il potere dell’IVA è infatti non trascurabile, in quanto “riempie e tiene riempite” le casse dei Paesi. Tuttavia, ogni paese Europeo ha sviluppato negli anni le proprie aliquote, le proprie tempistiche e modalità di calcolo e riscossione.

    Per fare un lavoro di omogeneizzazione su questa importante imposta, è nato in Europa il progetto VIDA, che sta per VAT In Digital Age. Si tratta di un’iniziativa della Commissione Europea per modernizzare il sistema dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) in tutta Europa, leggendolo in ottica il più possibile “nativamente digitale”. L’obiettivo principale è sfruttare la crescente digitalizzazione dell’economia per migliorare la raccolta dell’IVA, riducendo allo stesso tempo il rischio di frodi fiscali e mirando a semplificare gli obblighi per tutte le imprese. Due importanti capisaldi di questo percorso sono la creazione di rapporti IVA in tempo reale e la Fatturazione Elettronica in tutta Europa.

    VIDA sostiene e promuove i sistemi di rendicontazione elettronica (DRR – Digital Reporting Requirements, cioè reportistica fiscale, analoga all’esterometro di italica memoria, per capirci), che richiede alle imprese di inviare, entro determinate scadenze, le informazioni fiscali alle autorità competenti. Questo sistema ha l’intento di monitorare le transazioni commerciali in modo efficace e tempestivo. A noi italiani, questo approccio può sembrare quasi anacronistico: abituati come siamo alla Fatturazione Elettronica in formato strutturato (attualmente la Fatturazione Elettronica è una realtà diffusa e consolidata soprattutto in Italia, dove è presente dal 2019) e ai suoi impatti, di solito ci mostriamo poco sensibili alle “trasmissioni dei dati fiscali”. Tuttavia, a oggi la Fatturazione Elettronica non è certamente presente in ogni Paese Europeo, e per molti anni ancora potrebbe in qualche Paese non avere neanche un formato strutturato: questo spiega l’enfasi Europea sulla reportistica.

    Le iniziative di Fatturazione Elettronica in Europa

    Attualmente, molti Paesi stanno comunque iniziando a definire le loro “roadmap” di adozione della Fatturazione Elettronica, introducendo una certa eterogeneità di approccio e creando un vero e proprio “fermento” su questa famiglia di servizi digitali. La Fatturazione Elettronica Europea, infatti, non prevede un unico modello applicativo definito centralmente, ma si sviluppa con progetti diversi, ciascuno orientato a diffondere e favorire lo scambio di dati in formato elettronico e strutturato adottando (i) differenti tracciati e standard, (ii) diverse modalità di invio/ricezione del documento e (iii) diverse tempistiche di adozione: percorsi distinti ma non inspiegabili, in quanto riflettono l’attuale disomogeneo quadro normativo di riferimento.

    Poco male, in fondo: è sempre stato più complesso passare da processi cartacei a processi digitali piuttosto che rendere tra loro interoperabili (compatibili e integrabili) modelli digitali diversi, comunque fondati su alcune condivise basi comuni (va detto che i dati necessari/indispensabili per motivi fiscali e i tracciati di riferimento per le Pubbliche Amministrazioni europee sono stati già da tempo definiti). Di seguito, si riportano alcune delle scadenze attualmente note in merito alle iniziative di Fatturazione Elettronica B2B obbligatoria in Europa.

    Info aggiornate a inizio settembre 2024

    • POLONIA
      • Febbraio 2026: obbligo di FE B2B per le aziende con vendite maggiori a 200 milioni PLN (46 milioni euro)
      • Aprile 2026: obbligo di FE per tutte le aziende
      • Gennaio 2030: entrata in vigore della Fatturazione Elettronica Europea nei formati EN 16931 o pienamente interoperabili (per l’Italia 2035)
    • GERMANIA
      • Gennaio 2025: tutte le aziende devono poter ricevere fatture elettroniche nei formati previsti da EN16931, ma si possono ancora emettere Fatture in formati non strutturati
      • Gennaio 2027: obbligo per chi ha fatturato nell’anno precedente > EUR 800.000
      • Gennaio 2028: obbligo per tutti
    • FRANCIA
      • Settembre 2026: obbligo per tutti di ricevere e per le grandi/medie aziende di emettere
      • Settembre 2027: obbligo di emissione anche per le piccole e micro imprese
    • BELGIO
      • Gennaio 2026: obbligo di FE B2B per tutti a partire dal 2026
    • CROAZIA
      • Gennaio 2026: ipotesi di inizio con la FE

    In prospettiva, VIDA ha proposto anche un percorso convergente, che traguarda un orizzonte apparentemente lontano ma ambizioso: entro il 2030 (al massimo il 2035 per l’Italia, che è partita prima e ha già fatto investimenti da ammortizzare) i modelli di Fatturazione Elettronica dovrebbero convergere verso una decisa interoperabilità basata sulla conformità piena (o ricostruibile) con i tracciati Europei (già definiti dal Comitato Europeo di Normazione nella Norma Europea EN 16931: i tracciati UBL e il CII).

    Interoperabilità semplice e diffusa

    Sempre in prospettiva (e una volta a regime), va rimarcato che, effettuati tutti i cambiamenti necessari, adottare un modello di Fatturazione Elettronica piuttosto che un altro (a seconda del Paese dell’azienda verso cui si vorrà emettere Fattura) dovrebbe risultare francamente quasi indifferente per ogni impresa Europea.

    Per consentire alle imprese di gestire al meglio il necessario transitorio, che in diversi anni e con diverse regole vedrà passare dagli attuali numerosi formati destrutturati al mondo delle Fatture Elettroniche strutturate, Tesisquare ha scelto di costruire una piattaforma flessibile di integrazione, la B2B IPAAS “TESI EXTENDED INTEGRATION”. Grazie a questo approccio, ogni azienda può connettersi a un unico punto di contatto, dal quale, nella garanzia della massima compliance verso qualsiasi cliente e/o fornitore in Europa (e non solo), è possibile – e lo sarà stabilmente nel tempo – emettere e ricevere Fatture in formato elettronico e strutturato, oltretutto in modo pienamente integrato con i propri sistemi gestionali. L’esperienza dietro a questa scelta deriva sia dai molteplici flussi EDI gestiti in diversi anni in tutto il mondo da Tesisquare, sia dall’attenzione alle esigenze dei propri clienti nel loro percorso di adozione della Fatturazione Elettronica.

    In Italia, per esempio, Tesisquare gestisce da tempo centinaia di milioni di Fatture ogni anno, sia producendole, sia integrandole e portandole nei sistemi dei clienti, sia rendendole disponibili su portali; inoltre, queste fatture è anche possibile conservarle in modalità digitale, nella forma e per tutti gli anni previsti dalla normativa in vigore.

  • Corso ITS: Full Stack Development

    Corso ITS: Full Stack Development

    Full Stack Developer

    Sono aperte le iscrizioni per il corso Full Stack Developer, organizzato da ITS ICT Foundation!

    Il corso si terrà nei nostri uffici di Via Piumati 78 a Bra, ha una durata biennale ed è aperto a tutti: neodiplomati, neolaureati e a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco senza distinzione d’età!

    Perché Sceglierlo?

    Se sogni di diventare un programmatore, il corso backend developer è quello che fa per te. Acquisirai forti competenze nello sviluppo e nell’integrazione di applicazioni e componenti backend, imparando a comprendere le architetture software, ad integrare i servizi e a realizzare componenti backend. Imparerai a progettare e realizzare l’infrastruttura di un’applicazione software e a integrarla con l’ecosistema di servizi esterni. Durante il laboratorio interdisciplinare, potrai provare l’esperienza del lavoro in team, collaborando con studenti provenienti da altri percorsi.

    • C#, Java e Python sono tra i linguaggi di programmazione più richiesti al mondo.
    • > 200.000.000 siti di e-commerce, attivi a livello globale.
    • 34,2 milioni I developer previsti al mondo entro il 2023.

    Il titolo di studio avrà valenza europea e sarà erogato con le attrezzature più all’avanguardia sul mercato messe a disposizione della scuola.

  • Tesisquare Talent Academy

    Tesisquare Talent Academy

    Tesisquare Talent Academy

    Formare giovani talenti e inserirli nel mondo del lavoro è un impegno pluriennale di Tesisquare, azienda cuneese che opera nell’innovazione digitale per la gestione della Supply chain, che ha annunciato l’apertura delle candidature per la nuova edizione della sua Talent Academy. L’iniziativa è rivolta a neodiplomati e neolaureati in discipline informatiche e scientifiche. I candidati selezionati inizieranno a settembre 2024 con un mese di formazione in aula, seguito da un periodo di affiancamento alle diverse strutture dell’azienda. Il programma prevede rotazioni annuali e novità, con l’obiettivo di offrire un percorso di crescita professionale che possa portare a un contratto stabile. La formazione si svolgerà principalmente presso le sedi di Cherasco e Torino, ma anche a Milano, Bologna, Napoli e Tirana (in Albania).

    La formazione, sia pratica sia teorica, sarà curata dal team HR e dal team di Product engineering e coprirà tematiche come programmazione, sviluppo tecnico, business e cultura aziendale. La Talent Academy rappresenta il culmine dei roadshow annuali condotti da Stefano Giannotta, HR Recruiter, presso scuole superiori e università, specialmente nel Nord-Ovest, per far conoscere l’azienda e le opportunità professionali offerte.

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    Marco Trovesi – Direttore HR di Tesisquare

    “In Tesisquare crediamo fortemente nell’importanza di attirare e valorizzare i talenti: la nostra Academy è una delle tante iniziative che va in questa direzione. Lavoriamo quotidianamente per creare un ambiente di lavoro sostenibile, inclusivo e attrattivo e investiamo di continuo sul benessere delle nostre persone, perché siamo convinti che un buon clima interno abbia riflessi tangibili sulla produttività. Alcuni corsi di formazione della Academy sono tenuti dai colleghi stessi: un ottimo modo per motivare le persone e per trasferire ai giovani entusiasmo e passione per il lavoro e per la nostra realtà”, ha dichiarato Marco Trovesi, Direttore HR di Tesisquare.

    Le candidature sono aperte fino alla prima settimana di settembre 2024!