Autore: @Francesco

  • Il progetto del Mercato Unico Digitale Europeo e la Fatturazione Elettronica

    Il progetto del Mercato Unico Digitale Europeo e la Fatturazione Elettronica

    Il Mercato Unico Digitale Europeo

    Costruire un’Unione Europea richiede anche di condividere norme e modelli di funzionamento omogenei. Per farlo, la sfida è quella di superare, su alcuni specifici fronti, tutti quei “localismi” che nel tempo ogni Paese ha sviluppato, dettando autonomamente le proprie regole. Oltre che definire quadri normativi diversi, per quanto affini in quanto ispirati allo stesso ragionevole “buon senso”, ogni Paese Europeo ha costruito nel tempo e nelle proprie vicissitudini anche “prassi” e abitudini che ormai rappresentano momenti di storia, tradizioni, esperienze e “usanze”, che superano le abitudini e diventano elementi di “cultura”, veri e propri punti di riferimento che hanno finito col superare i confini delle abitudini e hanno tracciato percorsi nelle scale di valori del controllo sociale, nelle dinamiche delle relazioni professionali e personali, nelle buone pratiche che vengono tramandate.

    Tra i vari fronti su cui lavorare, un contesto particolarmente rilevante è quello del progetto orientato alla creazione di un Mercato Unico Digitale Europeo: un insieme di regole e strumenti che devono portare omogeneità di comportamento e trattamento nelle transazioni commerciali di tutti i Paesi Europei, siano esse tra imprese (B2B), verso l’Amministrazione Pubblica (B2G) oppure verso il consumatore finale (B2C).

    La rilevanza dell’IVA (e il progetto VIDA)

    In Europa, il principale cardine attorno al quale ruotano le regole che ogni Paese si è dato per gestire le transazioni commerciali e che unisce e divide al contempo, è quello dell’imposta sul valore aggiunto (IVA oppure VAT, come da popolare dicitura anglosassone – anche semplicemente nel nome di questa tassa, il giro d’Europa si fa caratteristico: si chiama IVA in Italia, Spagna, Portogallo, MOMS in Danimarca e Svezia, MwSt o USt in Germania, TVA in Francia e Romania…). L’imposta sul valore aggiunto è fondamentale per qualsiasi Paese l’abbia introdotta (negli USA come in molti Paesi asiatici, per esempio, non esiste così come la conosciamo in Europa, anche se è presente qualcosa di analogo). Il potere dell’IVA è infatti non trascurabile, in quanto “riempie e tiene riempite” le casse dei Paesi. Tuttavia, ogni paese Europeo ha sviluppato negli anni le proprie aliquote, le proprie tempistiche e modalità di calcolo e riscossione.

    Per fare un lavoro di omogeneizzazione su questa importante imposta, è nato in Europa il progetto VIDA, che sta per VAT In Digital Age. Si tratta di un’iniziativa della Commissione Europea per modernizzare il sistema dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) in tutta Europa, leggendolo in ottica il più possibile “nativamente digitale”. L’obiettivo principale è sfruttare la crescente digitalizzazione dell’economia per migliorare la raccolta dell’IVA, riducendo allo stesso tempo il rischio di frodi fiscali e mirando a semplificare gli obblighi per tutte le imprese. Due importanti capisaldi di questo percorso sono la creazione di rapporti IVA in tempo reale e la Fatturazione Elettronica in tutta Europa.

    VIDA sostiene e promuove i sistemi di rendicontazione elettronica (DRR – Digital Reporting Requirements, cioè reportistica fiscale, analoga all’esterometro di italica memoria, per capirci), che richiede alle imprese di inviare, entro determinate scadenze, le informazioni fiscali alle autorità competenti. Questo sistema ha l’intento di monitorare le transazioni commerciali in modo efficace e tempestivo. A noi italiani, questo approccio può sembrare quasi anacronistico: abituati come siamo alla Fatturazione Elettronica in formato strutturato (attualmente la Fatturazione Elettronica è una realtà diffusa e consolidata soprattutto in Italia, dove è presente dal 2019) e ai suoi impatti, di solito ci mostriamo poco sensibili alle “trasmissioni dei dati fiscali”. Tuttavia, a oggi la Fatturazione Elettronica non è certamente presente in ogni Paese Europeo, e per molti anni ancora potrebbe in qualche Paese non avere neanche un formato strutturato: questo spiega l’enfasi Europea sulla reportistica.

    Le iniziative di Fatturazione Elettronica in Europa

    Attualmente, molti Paesi stanno comunque iniziando a definire le loro “roadmap” di adozione della Fatturazione Elettronica, introducendo una certa eterogeneità di approccio e creando un vero e proprio “fermento” su questa famiglia di servizi digitali. La Fatturazione Elettronica Europea, infatti, non prevede un unico modello applicativo definito centralmente, ma si sviluppa con progetti diversi, ciascuno orientato a diffondere e favorire lo scambio di dati in formato elettronico e strutturato adottando (i) differenti tracciati e standard, (ii) diverse modalità di invio/ricezione del documento e (iii) diverse tempistiche di adozione: percorsi distinti ma non inspiegabili, in quanto riflettono l’attuale disomogeneo quadro normativo di riferimento.

    Poco male, in fondo: è sempre stato più complesso passare da processi cartacei a processi digitali piuttosto che rendere tra loro interoperabili (compatibili e integrabili) modelli digitali diversi, comunque fondati su alcune condivise basi comuni (va detto che i dati necessari/indispensabili per motivi fiscali e i tracciati di riferimento per le Pubbliche Amministrazioni europee sono stati già da tempo definiti). Di seguito, si riportano alcune delle scadenze attualmente note in merito alle iniziative di Fatturazione Elettronica B2B obbligatoria in Europa.

    Info aggiornate a inizio settembre 2024

    • POLONIA
      • Febbraio 2026: obbligo di FE B2B per le aziende con vendite maggiori a 200 milioni PLN (46 milioni euro)
      • Aprile 2026: obbligo di FE per tutte le aziende
      • Gennaio 2030: entrata in vigore della Fatturazione Elettronica Europea nei formati EN 16931 o pienamente interoperabili (per l’Italia 2035)
    • GERMANIA
      • Gennaio 2025: tutte le aziende devono poter ricevere fatture elettroniche nei formati previsti da EN16931, ma si possono ancora emettere Fatture in formati non strutturati
      • Gennaio 2027: obbligo per chi ha fatturato nell’anno precedente > EUR 800.000
      • Gennaio 2028: obbligo per tutti
    • FRANCIA
      • Settembre 2026: obbligo per tutti di ricevere e per le grandi/medie aziende di emettere
      • Settembre 2027: obbligo di emissione anche per le piccole e micro imprese
    • BELGIO
      • Gennaio 2026: obbligo di FE B2B per tutti a partire dal 2026
    • CROAZIA
      • Gennaio 2026: ipotesi di inizio con la FE

    In prospettiva, VIDA ha proposto anche un percorso convergente, che traguarda un orizzonte apparentemente lontano ma ambizioso: entro il 2030 (al massimo il 2035 per l’Italia, che è partita prima e ha già fatto investimenti da ammortizzare) i modelli di Fatturazione Elettronica dovrebbero convergere verso una decisa interoperabilità basata sulla conformità piena (o ricostruibile) con i tracciati Europei (già definiti dal Comitato Europeo di Normazione nella Norma Europea EN 16931: i tracciati UBL e il CII).

    Interoperabilità semplice e diffusa

    Sempre in prospettiva (e una volta a regime), va rimarcato che, effettuati tutti i cambiamenti necessari, adottare un modello di Fatturazione Elettronica piuttosto che un altro (a seconda del Paese dell’azienda verso cui si vorrà emettere Fattura) dovrebbe risultare francamente quasi indifferente per ogni impresa Europea.

    Per consentire alle imprese di gestire al meglio il necessario transitorio, che in diversi anni e con diverse regole vedrà passare dagli attuali numerosi formati destrutturati al mondo delle Fatture Elettroniche strutturate, Tesisquare ha scelto di costruire una piattaforma flessibile di integrazione, la B2B IPAAS “TESI EXTENDED INTEGRATION”. Grazie a questo approccio, ogni azienda può connettersi a un unico punto di contatto, dal quale, nella garanzia della massima compliance verso qualsiasi cliente e/o fornitore in Europa (e non solo), è possibile – e lo sarà stabilmente nel tempo – emettere e ricevere Fatture in formato elettronico e strutturato, oltretutto in modo pienamente integrato con i propri sistemi gestionali. L’esperienza dietro a questa scelta deriva sia dai molteplici flussi EDI gestiti in diversi anni in tutto il mondo da Tesisquare, sia dall’attenzione alle esigenze dei propri clienti nel loro percorso di adozione della Fatturazione Elettronica.

    In Italia, per esempio, Tesisquare gestisce da tempo centinaia di milioni di Fatture ogni anno, sia producendole, sia integrandole e portandole nei sistemi dei clienti, sia rendendole disponibili su portali; inoltre, queste fatture è anche possibile conservarle in modalità digitale, nella forma e per tutti gli anni previsti dalla normativa in vigore.

  • TRANSIZIONE 5.0: LA TRASFORMAZIONE DIGITALE INCONTRA LA SOSTENIBILITÀ

    TRANSIZIONE 5.0: LA TRASFORMAZIONE DIGITALE INCONTRA LA SOSTENIBILITÀ

    TRANSIZIONE 5.0: LA TRASFORMAZIONE DIGITALE INCONTRA LA SOSTENIBILITÀ

    Il piano varato dal Governo sostiene la trasformazione digitale e l’efficienza energetica delle imprese.

    Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha istituito ilpiano Transizione 5.0, in attuazione della decisione del Consiglio Ecofin dell’8 dicembre2023 che approva la ridefinizione e l’aggiornamento del PNRR e, in particolare, di quanto disposto in relazione all’investimento 15 “Transizione 5.0” della nuova Missione7 – REPowerEU. Finanziato dai fondi del PNRR – in complementarità con la misura Transizione 4.0 – il piano si inserisce nell’ambito della più ampia strategia finalizzata a sostenere il processo di trasformazione digitale ed energetica delle imprese, mettendo a disposizione 6,3 miliardi di euro sotto forma di credito d’imposta per nuovi investimenti realizzati negli anni 2024-2025. Lo stanziamento è così suddiviso: beni materiali e immateriali (3,78 miliardi di euro); autoproduzione e autoconsumo da fonti di energia rinnovabile (1,89 miliardi di euro); formazione (630 milioni di euro).

    Parole d’ordine: efficienza e sostenibilità

    Il piano Transizione 5.0 è finalizzato a incentivare l’efficientamento dei processi produttivi, l’incremento della sostenibilità e la diffusione della digitalizzazione nelle imprese, mediante acquisto di macchinari appartenenti alla categoria di Industry 4.0, software per il monitoraggio dei consumi, beni strumentali per la produzione da fonti energetiche rinnovabili e formazione del personale. Nell’ambito dei progetti di innovazione sono inoltre agevolabili i nuovi beni strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta; spese per la formazione del personale nell’ambito di competenze utili alla transizione dei processi produttivi (nel limite del 10% degli investimenti effettuati nei beni strumentali e nel limite massimo di 300 mila euro). Ad accedere ai crediti d’imposta possono essere tutte le imprese di qualsiasi dimensione, forma giuridica e settore sul territorio italiano.

    Si amplia la platea di imprese che investono nel digitale

    Transizione 5.0 è il naturale evolversi del concetto di Industry 4.0,che ha rivoluzionato il modo in cui le aziende gestiscono i propri processi produttivi, attraverso l’adozione di tecnologie digitali avanzate. Mentre Industry 4.0 si concentra principalmente sulla produzione intelligente (automazione e integrazione dei sistemi), il nuovo piano pone maggiore enfasi sulla sostenibilità ambientale.

    Il mondo del digitale, inizialmente rivolto solo alle grandi aziende, con l’introduzione prima della fatturazione elettronica (trovi altre informazioni anche in questo precedente articolo) e poi con l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi industriali (IoT, AI, Big Data, robotica e automazione) – si sta diffondendo anche tra le PMI in tutti i settori economici. L’obiettivo è migliorare la produttività, l’efficienza e la flessibilità, consentendo al contempo processi decisionali e personalizzazioni più accurate nelle operazioni di produzione e supply chain. Una delle principali novità introdotte dal piano Transizione 5.0 è la promozione dell’adozione di tecnologie green esostenibili, incoraggiando le imprese a ridurre il proprio impatto ambientale attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili, la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione delle risorse. C’è, dunque, un ampliamento rispetto alla vecchia platea di beni agevolabili, poiché vengono compresi anche software o applicazioni per il monitoraggio dei consumi e dell’energia autoprodotta o che introducono meccanismi di efficienza energetica; nonché, se acquistati unitamente a questi, software per la gestione d’impresa. Inoltre, il nuovo piano prevede il reinserimento di crediti legati alla formazione da parte di soggetti esterni accreditati che erano stati precedentemente introdotti e poi sospesi.

    Soluzioni ESG perle sfide del futuro

    Le soluzioni Control Tower di Tesisquare spaziano dalle certificazioni di provenienza dei prodotti all’anticontraffazione, dal data-backed ambientale alla sostenibilità. Soluzioni innovative dove l’utilizzo della tecnologia può fornire risposte alle sfide del futuro. Sfide che per le aziende saranno il gestire in modo sempre più trasparente e preciso una mole di dati che si renderanno necessari ai fini della rendicontazione, della trasparenza della supply chain e del passaporto digitale (trovi maggiori informazioni qui) che seguirà l’intero ciclo di vita dei prodotti. La necessità  di tracciabilità si estende lungo l’intera filiera, dal processo di sourcing e selezione dei fornitori fino al post-vendita. In questo contesto è fondamentale non solo conoscere i fornitori diretti, ma anche i fornitori dei fornitori. L’impatto delle normative ESG sui modelli di supply chain è dunque innegabile: le aziende dovranno adottare un approccio olistico e proattivo, investendo in tecnologie digitali e collaborando con l’intero ecosistema per garantire una catena di approvvigionamento trasparente e responsabile. Tracciabilità e passaporto digitale di prodotto (DPP) vanno al di là del puro obbligo normativo, ma rappresentano un percorso articolato con benefici in termini di riduzione dei rischi aziendali e di protezione del valore del brand. Le aziende che adottano pratiche sostenibili potranno godere inoltre di un vantaggio competitivo, attrarre i consumatori più attenti all’ambiente e creare valore alungo termine per tutti gli stakeholder coinvolti.

  • Intelligenza Artificiale: soluzioni etiche, trasparenti e affidabili

    Intelligenza Artificiale: soluzioni etiche, trasparenti e affidabili

    Lo studio del potenziale dell’Intelligenza Artificiale coinvolge diversi livelli e team all’interno di Tesisquare. In conformità con le proprie politiche di governance e con il Codice Etico, l’azienda sostiene l’uso dell’IA in modo responsabile, consapevole delle opportunità e dei suoi potenziali rischi.

    L’Intelligenza Artificiale offre opportunità senza precedenti, ma il suo utilizzo richiede nuovi livelli di responsabilità e consapevolezza Il suo impatto sulle persone e sulle organizzazioni ha sollevato molti interrogativi sull’etica, sulla governance dei dati, sulla fiducia e i principi di legalità. La ricerca Accenture Tech Vision 2024 ha evidenziato che solo il 35% dei consumatori si fida del modo in cui l’IA viene implementata, mentre il 77% ritiene che le organizzazioni debbano essere ritenute responsabili per un suo eventuale utilizzo improprio.

    L’uso dell’IA porta innumerevoli vantaggi alle aziende, che devono essere però consapevoli delle azioni da intraprendere per assicurarsi che sia sviluppata e utilizzata in modo sicuro, responsabile ed etico. Con l’entrata in vigore dell’AI ACT, ovvero il Regolamento 2024/1689 del 13 giugno 2024, l’Unione Europea ha  normato l’utilizzo e la fornitura dei sistemi di Intelligenza Artificiale, introducendo una serie di regole e principi da rispettare laddove tali sistemi vengano implementati a livello professionale. Tra glia altri, si ricordano:

    • Trasparenza: i fornitori di sistemi di intelligenza artificiale devono fornire informazioni chiare e comprensibili sui loro sistemi, comprese le loro capacità, limitazioni e potenziali rischi.
    • Valutazione della conformità: i fornitori di sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio (gestione del personale, accesso all’istruzione, sicurezza e giustizia) devono far valutare i propri sistemi da organismi di valutazione indipendenti conformi ai requisiti stabiliti nel Regolamento.
    • Vigilanza del mercato: le autorità nazionali devono sorvegliare il mercato per garantire che i sistemi di Intelligenza Artificiale siano conformi al Regolamento e adottare le necessarie misure.

    Il Regolamento intende promuovere la diffusione di un’Intelligenza Artificiale antropocentrica e affidabile, garantendo nel contempo un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza, oltre al rispetto dei dettami fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti dell’Unione europea.

    Etica e Responsabilità

    Tesisquare investe importanti risorse ed energie nella comprensione del potenziale dell’Intelligenza Artificiale, sia per migliorare i processi interni, sia per aumentare la propria offerta e fornire ai clienti servizi sempre più accurati e precisi. Viene riconosciuto il potenziale trasformativo dell’IA, ma anche il rischio che da essa può derivare: pertanto l’azienda si impegna a utilizzarla in modo etico, responsabile e sicuro per migliorare l’efficienza, l’innovazione e la qualità dei prodotti e servizi offerti ai propri clienti.

    Le due direttrici nell’utilizzo dell’IA

    1. Efficienza dei processi interni, per supportare i processi decisionali e produttivi. Ad esempio, i software che utilizzano l’IA consentono di effettuare analisi ed estrazioni di dati in maniera più rapida e precisa rispetto ad analisi ed estrazioni manuali; possono supportare il lavoro del personale di Tesisquare in operazioni ripetitive e standardizzate e possono anche aiutare i team di sviluppo di prodotto nella scrittura del codice sorgente.
    2. Sviluppo e commercializzazione di software o algoritmi che sfruttano le potenzialità dell’IA. Le applicazioni di IA utilizzate in Tesisquare e sviluppate per i propri clienti sono soggette a una valutazione continua per monitorarne le prestazioni, l’equità e l’aderenza ai principi della propria Policy e del Codice Etico. Eventuali problemi identificati vengono affrontati e corretti tempestivamente. L’azienda provvede inoltre alla formazione del personale coinvolto nello sviluppo e nell’utilizzo di sistemi basati su IA.

    Dalla conformità dell’IA al Vantaggio Competitivo

    Sia nell’utilizzo dell’IA per migliorare e rendere più efficienti i propri processi interni, sia nelle attività di sviluppo e commercializzazione di IA, Tesisquare rispetta le seguenti linee guida.

    • Conformità alla legge. Tesisquare si impegna a rispettare le leggi e le normative sull’IA,, garantendo la conformità e l’adattamento a eventuali aggiornamenti normativi. L’AI ACT adotta un approccio risk-based e impone obblighi differenziati ai fornitori e agli sviluppatori di sistemi di IA in base ai diversi livelli di rischio: rischio inaccettabile, elevato, limitato e rischio minimo o nullo. TESISQUARE si impegna a conformarsi a tali disposizioni: pertanto, non utilizza e non sviluppa, a titolo di esempio, sistemi di IA che utilizzano tecniche subliminali che agiscono senza che una persona ne sia consapevole; sistemi di IA che sfruttano le vulnerabilità di uno specifico gruppo di persone, dovute all’età o alla disabilità fisica o mentale, sistemi di IA che consentono la valutazione o la classificazione dell’affidabilità delle persone sulla base del loro comportamento sociale o di caratteristiche della personalità note o previste; sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi accessibili al pubblico; sistemi di categorizzazione biometrica che utilizzano caratteristiche sensibili come genere, razza, etnia, cittadinanza, religione o orientamento politico.
    • L’uomo ha il controllo (Human-in-command: HIC) e principio di responsabilità. L’IA è intesa da Tesisquare come un semplice strumento al servizio delle persone. In qualsiasi momento, le persone possono decidere quando e come utilizzare i risultati forniti da tale strumento. L’IA deve essere utilizzata come un supporto per le decisioni umane, non come sostituto. Le decisioni importanti devono sempre prese da esseri umani. A tale principio è strettamente collegato il principio di responsabilità. Gli output dell’IA possono supportare una decisione dell’uomo, ma non possono prendere il posto delle decisioni umane. Ciò significa, ad esempio che gli output dell’IA devono sempre essere soggetti a supervisione da parte dei dipendenti TESISQUARE addetti all’utilizzo di applicazioni IA. Ad esempio, l’utilizzo di sistemi di IA generativa per la scrittura di stringhe di codice sorgente non esonera lo sviluppatore dal verificare la correttezza, integrità e compatibilità del codice sviluppato; oppure, la generazione di immagini o post destinati a un social network tramite sistemi di IA non esonera l’utilizzatore dal verificare che non violino diritti di proprietà intellettuale di terzi. I sistemi di IA sono spesso black box e gli output sono da utilizzare con grande prudenza.

    Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, le linee guida

    Tesisquare riconosce che l’IA possa apportare un valore significativo al miglioramento della qualità e dell’efficienza di determinati  processi interni, nel rispetto dei principi sin’ora delineati.

    Di seguito sono elencate ulteriori linee guida applicate all’interno dell’organizzazione destinate a rafforzare la protezione del codice sorgente dei software di Tesisquare.

    • Confidenzialità e tutela del know how e della proprietà intellettuale di Tesisquare. È severamente vietato agli utilizzatori inserire informazioni aziendali riservate di Tesisquare all’interno di modelli di linguaggio aperti al pubblico.
    • GDPR e tutela dei dati personali. È fatto divieto agli utilizzatori di riversare dati personali all’interno di sistemi di IA, soprattutto se aperti al pubblico.
    • Trasparenza. L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per ottenere un determinato output (slide, analisi, report, etc.) deve sempre essere dichiarato al proprio interlocutore.
    • Prudenza. A causa dell’opacità dei processi interni delle reti neurali e dell’inaccessibilità di tutti i dati contemporaneamente trattati dai sistemi di IA basati sul deep learning, i sistemi di IA vengono talvolta definiti come “black box”. Anche se il sistema di IA funziona perché restituisce output coerenti rispetto ai prompt, non si sa esattamente come raggiunge questi esiti o quali dati influenzano maggiormente le sue decisioni, a differenza dei programmi informatici tradizionali, dove tutto il codice è stato compilato in modo controllato e con ampio intervento da parte degli esseri umani. Questa circostanza impone agli utilizzatori di IA di innalzare il livello di attenzione ogni qualvolta si utilizzano sistemi di IA per la generazione di contenuti, documenti, analisi e report.

    Principi relativi allo sviluppo e commercializzazione di sistemi di IA ai clienti

    TESISQUARE si impegna a sviluppare e distribuire ai propri clienti sistemi di IA conformi alla legge (e in particolare alle direttive dell’AI ACT) e alle linee guida tempo per tempo definite dagli organismi nazionali e internazionali impegnati in materia di IA, e nel rispetto dei seguenti principi:

    • Uso responsabile dei dati del cliente. Tesisquare è responsabile della custodia di una grande mole di dati dei propri clienti. L’utilizzo di tali dati per analisi avanzate mediante sistemi di IA avviene in modo trasparente, dichiarato, conforme agli obblighi di confidenzialità e a quelli imposti dal GDPR e dalle altre leggi applicabili. Tesisquare utilizza i dati del cliente in modo responsabile, affrontando volta per volta eventuali questioni legali ed etiche che si presentano.
    • Trasparenza. I sistemi di IA sono progettati e sviluppati in modo tale da garantire che il loro funzionamento sia sufficientemente trasparente da consentire agli utenti di interpretare l’output del sistema e utilizzarlo adeguatamente. Tesisquare garantisce che i sistemi di IA siano progettati e sviluppati in modo tale che le persone fisiche siano informate del fatto di interagire con un sistema di IA, a meno che ciò non risulti evidente dalle circostanze e dal contesto di utilizzo.
    • Tracciabilità ed explainability. Tesisquare progetta e distribuisce sistemi di IA con capacità che consentono la registrazione automatica degli eventi (log) durante il loro funzionamento. Predispone inoltre un’adeguata documentazione tecnica che ne descrive il funzionamento e le modalità di addestramento.
    • Sicurezza. Tesisquare progetta e distribuisce sistemi di IA in modo tale da conseguire, alla luce della loro finalità prevista, un adeguato livello di accuratezza, robustezza e cybersicurezza. L’azienda opera in modo coerente con tali aspetti durante tutto il loro ciclo di vita.

  • Importanti novità per la Fatturazione Elettronica in Francia

    Importanti novità per la Fatturazione Elettronica in Francia

    Ci sono novità sulla Fatturazione Elettronica in Francia e riguardano una modifica nel ruolo del cosiddetto “Portale Pubblico di Fatturazione” (PPF).

    Inizialmente, il PPF, centro-stella del modello di Fatturazione Elettronica e Tax Reporting Francese, era pensato per ricevere i report fiscali e le Fatture dalle aziende Francesi, per poi istradarle e registrarle. Il suo obiettivo era di raccogliere dati e abilitare l’intero ecosistema composto da Piattaforme di Dematerializzazione Partner (PDP), Operatori di Dematerializzazione (OD) e le imprese ad essi interconnessi.

    Per rispettare i tempi di sviluppo previsti dalla legge e massimizzare l’impatto del PPF nell’ecosistema progettato, la Francia ha scelto di ridefinirne il ruolo, concentrandolo sulla gestione dell’elenco dei “destinatari” e sulla trasmissione dei dati fiscali alla Direzione Generale delle Finanze Pubbliche (DGFIP).

    Questo cambiamento implica che il PPF non sarà più coinvolto direttamente negli scambi delle Fatture, pertanto le aziende dovranno affidarsi, per l’invio e la ricezione delle Fatture, ai PDP (l’elenco dei provider accettati come PDP e in fase di accreditamento è disponibile qui). Le aziende che intendevano usare il PPF per trasmettere o ricevere fatture dovranno quindi adattarsi a queste nuove condizioni.

    Ricordiamo che l’obbligo di emettere Fatture Elettroniche in Francia, per tutte le imprese, sarà progressivo: dal 1° settembre 2026 dovranno partire le grandi imprese e dal 1° settembre 2027 toccherà a tutte le medio-piccole, piccole e microimprese.

  • FASHION & LUXURY: L’INTEGRAZIONE DEI CRITERI ESG NELLA SUPPLY CHAIN

    FASHION & LUXURY: L’INTEGRAZIONE DEI CRITERI ESG NELLA SUPPLY CHAIN

    Fashion & Luxury: L’integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain

    La Platform ESG Vertical di Tesisquare è progettata per rispondere alle sfide poste dalla crescente integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain

    La Supply Chain si evolve con un’enfasi maggiore sui criteri ESG. L’integrazione dei requisiti ambientali, sociali e di governance nelle operazioni rappresenta non solo una risposta alle sfide attuali, ma anche un’opportunità per dimostrare l’impegno verso una gestione aziendale sostenibile ed etica. Nonostante ciò possa comportare costi iniziali elevati e cambiamenti nei processi, le aziende che adottano pratiche sostenibili possono ottenere vantaggi competitivi significativi, come una migliore reputazione, una maggiore fedeltà dei clienti e un accesso preferenziale ai capitali di investimento. La sostenibilità stimola anche l’innovazione, porta a una maggiore efficienza operativa e crea nuove opportunità di mercato. Le aziende che adottano soluzioni avanzate come la Platform ESG Vertical di TESISQUARE saranno ben posizionate per guidare il cambiamento verso un modello di business più sostenibile e responsabile.

    LA SOSTENIBILITÀ NELLA SUPPLY CHAIN

    Con l’aumentare dell’incidenza di temi legati al climate change e l’intensificarsi delle regolamentazioni, le imprese sono chiamate a ripensare le catene di approvvigionamento. Un cambiamento guidato dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale, garantire pratiche socialmente responsabili e migliorare la trasparenza, con l’obiettivo di rispondere alle aspettative dei consumatori, degli investitori e delle autorità di regolamentazione. Normative come l’U.S. Uyghur Forced Labor Prevention Act, il German Supply Chain Due Diligence Act e la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) impongono alle aziende di garantire la conformità alle norme etiche e ambientali non solo nelle loro operazioni dirette, ma anche lungo tutta la Supply Chain. Le normative future, come l’Eco-design for Sustainable Products Regulation e l’EU Corporate Sustainability Due Diligence, stanno per ampliare ulteriormente queste responsabilità. Le aziende dovranno adattarsi a questi cambiamenti per evitare sanzioni e mantenere la loro reputazione nel mercato globale.

    La sostenibilità nella Supply Chain implica la gestione integrata di aspetti ambientali, sociali ed economici lungo tutta la catena di valore, dal fornitore di materie prime al consumatore finale. Questo approccio si basa su tre pilastri principali: riduzione dell’impatto ambientale, responsabilità sociale e creazione di valore economico sostenibile.

    • Impatto ambientale. Minimizzare l’uso delle risorse naturali e ridurre le emissioni di carbonio. Questo può includere l’ottimizzazione dei processi produttivi, l’adozione di tecnologie più efficienti e la selezione di fornitori che rispettano elevati standard ambientali. L’implementazione di pratiche come l’economia circolare, il riciclo e il riuso dei materiali, e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile sono strategie fondamentali per raggiungere questi obiettivi.
    • Responsabilità sociale. Riguarda il miglioramento delle condizioni di lavoro e il rispetto dei diritti umani. Le aziende devono garantire che i loro fornitori aderiscano a pratiche di lavoro giuste, offrano condizioni di lavoro sicure e rispettino i diritti dei lavoratori. Questo include la prevenzione del lavoro forzato e minorile, la promozione della diversità e dell’inclusione e la creazione di un ambiente di lavoro che favorisca il benessere dei dipendenti. Le aziende devono essere pronte a monitorare e verificare le pratiche dei fornitori per garantire il rispetto di questi standard.
    • Sostenibilità. Implica la capacità di generare valore economico a lungo termine senza compromettere le risorse future. Questo richiede un equilibrio tra l’efficienza operativa e la responsabilità ambientale e sociale. Le aziende devono adottare modelli di business che favoriscano l’innovazione e la crescita sostenibile, minimizzando al contempo i rischi associati a pratiche non sostenibili. L’efficienza delle risorse, la gestione del ciclo di vita dei prodotti e la sostenibilità dei fornitori sono aspetti cruciali per garantire un valore economico duraturo.
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    IL MERCATO DEL LUXURY & FASHION

    Il mercato del lusso mostra una certa stabilità, nonostante le turbolenze geopolitiche ed economiche, superando un valore di 1.500 miliardi di euro a livello globale nel 2023. In questo contesto Bain & Company individua i gioielli come i protagonisti – superando gli orologi – con una clientela che predilige acquisti orientati all’investimento. I consumatori aspirazionali indirizzano invece la spesa verso make-up, profumeria e occhiali, considerati dei piccoli piaceri. L’abbigliamento ha sorpassato gli accessori, grazie a una strategia mirata a catturare l’attenzione dei clienti di alto livello, mentre le scarpe registrano un rallentamento. Per il futuro sarà necessario adottare una strategia duale: attrazione della clientela di alto livello e piccoli lussi quotidiani: la crescita avviene infatti ai due estremi dello spettro dei prezzi. Per le aziende sarà importante ripensare la proposizione di valore in ottica high-low su tutti i punti di contatto con il consumatore, espandendo la base, ma consolidando allo stesso tempo fedeltà e advocacy. I brand dovranno investire in fattori che favoriscono la crescita, difendere gli elementi chiave del business, mantenere un’agilità decisionale e ottimizzare la gestione degli stock per garantire efficienza e prontezza di risposta alla domanda.

    La digitalizzazione della Supply Chain

    Sono molte le aziende del fashion & luxury che hanno intrapreso un percorso di digitalizzazione della Supply Chain, adottando soluzioni tecnologiche come l’intelligenza artificiale (AI), l’Internet delle cose (IoT), blockchain e piattaforme cloud. La Platform ESG Vertical di TESISQUARE è progettata per risponderealle sfide poste dalla crescente integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain. La piattaforma si integra con le soluzioni esistenti di TESISQUARE, come TESI SRM, TMS SALES e CT, e introduce nuovi prodotti come TESI MAKE. La piattaforma supporta le aziende nella gestione di una Supply Chain più sostenibile e trasparente, coprendo ogni fase del processo, dalla selezione dei fornitori alla comunicazione con i consumatori finali.

    LA PLATFORM ESG VERTICAL

    La piattaforma offre una serie di funzionalità progettate per migliorare la gestione ESG nella Supply Chain. Una delle principali è il Supplier Discovery, che permette di mappare fornitori e siti produttivi, andando oltre il livellotier-1. La Vendor Qualification include l’uso di questionari ESG per raccogliere dati e documenti sia a livello corporate che per sito produttivo, calcolando un ESG rating basato sugli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards). La raccolta di Technical & Drawing Specification consente di documentare attributi specifici dei prodotti e di raccogliere certificati e indicatori per calcolare l’impronta ambientale del prodotto. La piattaforma arricchisce i dati con informazioni sull’origine delle materie prime, fornite dai fornitori durante la gestione dei lotti di materie prima, semilavorati e prodotti finiti e garantisce la tracciabilità e la relazione tra materie prime, componenti e prodotti finiti durante le fasi produttive. L’integrazione delle capacità IoT e la gestione collaborativa dei Work Order, insieme alla compatibilità con sistemi informativi come ERP, DAM, PLM e MES, facilitano una gestione efficiente della produzione e della tracciabilità. La piattaforma analizza anche l’impatto ambientale della logistica In/Outbound e consolida la storia del prodotto nella Product Traceability & Genealogy, fornendo un punto di raccolta unico per tutti i dati e certificati relativi al prodotto.

    I benefici per le aziende

    L’adozione della Platform ESG Vertical consente alle aziende di ottimizzarela gestione della Supply Chain con una visione integrata e completa dei criteri ESG. Le aziende possono garantire la conformità alle normative e migliorare la loro reputazione attraverso pratiche sostenibili. Inoltre, la piattaforma facilita la comunicazione e la trasparenza con consumatori e investitori, contribuendo a costruire fiducia e a rafforzare la posizione sul mercato. L’integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain tramite la Platform ESG Vertical di TESISQUARE sta elevando gli standard di sostenibilità e responsabilità nel settore. Questo approccio stimola l’adozione di pratiche più etiche e trasparenti tra fornitori e produttori, contribuendo alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e sostenibile. Le aziende che adottano queste soluzioni possono porsi come leader nel cambiamento versopratiche aziendali più responsabili.

    Tesisquare per il Fashion & Luxury

    Migliora la sostenibilità e la trasparenza della tua supply chain, dalla selezione dei fornitori alla comunicazione con il consumatore finale.

  • Partnership ITS

    Partnership ITS

    Partnership ITS

    Grazie alla preziosa partnership avviata nel 2023 con Fondazione ITS ICT, abbiamo avuto il piacere di inserire, nel mese di novembre, i primi quattro apprendisti nel nostro team. Questi giovani talenti inizieranno la loro esperienza lavorativa in concomitanza con la seconda annualità del corso di Full Stack Developer. Per loro sarà un’importante opportunità di apprendimento e per noi un’occasione per crescere insieme, innovare e investire nel futuro.

    Auguriamo un caloroso in bocca al lupo ai nuovi colleghi: il loro contributo sarà fondamentale per affrontare con successo le sfide del domani!

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  • Gestire l’inaspettato per una logistica più resiliente

    Gestire l’inaspettato per una logistica più resiliente

    Gestire l’inaspettato per una logistica più resiliente

    Le turbolenze degli ultimi tempi hanno dimostrato quanto le supply chain possano essere vulnerabili a eventi inaspettati, dalla pandemia alle crisi geopolitiche ai cambiamenti climatici. Nell’attuale scenario economico, quindi, la capacità di gestire l’imprevisto si configura come un elemento imprescindibile per le aziende operanti nel settore logistico. Gli eventi recenti, come l’aggressione della Russia, le tensioni in Medio Oriente e l’escalation tra USA e CINA, hanno evidenziato l’urgenza di sviluppare strategie reattive e resilienti, in grado di garantire continuità operativa anche in contesti di forte instabilità.

    Logistica e carenza di manodopera

    Nel nostro Paese, il settore della logistica sta attraversando un periodo di trasformazione. Nel 2023 ha registrato un fatturato di circa 112 miliardi di euro, con una crescita del 5,5% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, si evidenziano alcune criticità, tra cui la carenza di manodopera, con un deficit in Italia di circa 60.000 lavoratori. Questo problema si riflette anche a livello europeo, dove la mancanza di personale è una questione cruciale per il futuro della logistica​.

    Le aziende del settore stanno cercando di rispondere a questi problemi con innovazioni tecnologiche, come la digitalizzazione dei processi, che consentono di aumentare l’efficienza operativa. Queste piattaforme innovative facilitano il monitoraggio in tempo reale dei flussi logistici, dalla prenotazione degli slot di carico alla distribuzione finale, riducendo i tempi di reazione e migliorando la produttività complessiva.

    Garantire solidità operativa di fronte alle sfide più imprevedibili

    Nella creazione di ecosistemi digitali per la supply chain ottimizzare i processi logistici non significa solo incrementare l’efficienza: è fondamentale costruire un’infrastruttura capace di adattarsi rapidamente alle fluttuazioni del mercato, garantendo solidità operativa di fronte alle sfide più imprevedibili.

    Le piattaforme digitali aiutano le aziende a centralizzare le informazioni, permettendo una visibilità completa end-to-end lungo la filiera. Questo approccio favorisce una collaborazione efficace tra i vari attori, dai fornitori ai clienti finali, riducendo il rischio di interruzioni e migliorando la capacità di risposta a imprevisti operativi.

    Come gestire l’inaspettato in logistica

    La gestione dell’inaspettato nel settore logistico richiede oggi una combinazione sinergica tra l’adozione di tecnologie avanzate e l’impiego di competenze tecniche specializzate. Le soluzioni digitali giocano un ruolo fondamentale nel rafforzare la resilienza della supply chain: piattaforme basate su intelligenza artificiale e analisi predittiva, ad esempio, consentono di monitorare in tempo reale l’intera filiera, anticipando problematiche e permettendo agli operatori di intervenire tempestivamente. La digitalizzazione dei processi, grazie all’uso di sistemi cloud e soluzioni collaborative, assicura una maggiore flessibilità e reattività, minimizzando il rischio di interruzioni operative e migliorando la visibilità lungo tutto il percorso della catena logistica.

    La necessaria integrazione tra tecnologia e competenze

    Tuttavia, il successo di tali innovazioni dipende strettamente dalle competenze tecniche del personale coinvolto. Gli operatori logistici non devono solo essere in grado di utilizzare queste tecnologie, ma devono anche sviluppare una profonda comprensione dei flussi operativi e delle dinamiche di mercato. L’interazione tra il fattore umano e l’automazione richiede figure professionali in grado di interpretare i dati in maniera strategica e di prendere decisioni rapide e informate. Questa integrazione tra tecnologia e competenze garantisce la capacità di gestire l’imprevisto, rafforzando non solo la resilienza ma anche l’efficienza operativa in un mercato sempre più complesso e imprevedibile.

    Un’era di automazione e interconnessione

    Con l’avvento della Logistica 4.0 e delle tecnologie digitali, il settore si sta dirigendo verso un’era di automazione e interconnessione. Tuttavia, le sfide legate alla scarsità di manodopera, all’aumento dei costi operativi e alla necessità di infrastrutture più moderne continuano a rappresentare ostacoli significativi. Nonostante una riduzione degli investimenti nel 2023, il settore rimane dinamico, con una forte domanda di spazi logistici moderni e tecnologicamente avanzati, specialmente nel Nord Italia​.

    L’ottimizzazione della logistica non rappresenta solo un miglioramento operativo, ma ha un impatto diretto sul fatturato e la crescita delle aziende. Anticipare e gestire l’inaspettato, come interruzioni nelle forniture o variazioni nella domanda, permette di mantenere fluida la catena del valore, evitando costose interruzioni e preservando la continuità del business. Ad esempio, aziende che utilizzano tecnologie di monitoraggio in tempo reale e analisi predittiva riescono a prevenire ritardi nelle consegne, ridurre i tempi di fermo e massimizzare l’efficienza operativa. Questo si traduce in una maggiore capacità di soddisfare le richieste del mercato, mantenendo alti i livelli di servizio e riducendo al minimo i costi di gestione​.

    L’ottimizzazione è un elemento di competitività fondamentale

    Inoltre, migliorando la visibilità e il controllo sulla supply chain, le imprese possono ridurre gli sprechi, ottimizzare le scorte e diminuire i costi legati all’immobilizzazione del capitale. Un esempio concreto è rappresentato dall’uso di sistemi collaborativi per gestire il flusso fabbisogni, ordine e consegna, che consentono di mantenere un equilibrio tra domanda e offerta, evitando eccedenze o carenze di prodotti. Queste ottimizzazioni non solo riducono i costi, ma liberano risorse finanziarie da reinvestire in altre aree strategiche del business​.

    In un ecosistema dove le risorse vanno a ridursi, l’ottimizzazione è diventato un elemento di competitività fondamentale.

    Fonte: Il Sole 24 Ore

  • MADE IN ITALY: si stringe la morsa sulla contraffazione

    MADE IN ITALY: si stringe la morsa sulla contraffazione

    MADE IN ITALY: si stringe la morsa sulla contraffazione

    I dati del Rapporto Cnalcis – realizzato dalla Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del MIMIT – sulla lotta alla contraffazione e all’italian sounding, sono stati presentati durante la nona edizione della Settimana Anticontraffazione.

    A nove mesi dall’entrata in vigore della  legge quadro per il Made in Italy (n. 206 del 27 dicembre 2023), sono 2.357 i casi di applicazione delle nuove disposizioni. Circa 100 sono i casi in cui è stata prevista la distruzione delle merci contraffatte sequestrate e oltre 2.200 i casi di applicazione delle nuove sanzioni pecuniarie, incrementate rispetto al passato. Relativamente alle azioni di enforcement, nel primo semestre 2024 sono state quasi 9.000 le operazioni di sequestro effettuate. In particolare, sono stati più di 2.700 gli interventi operati dalla Guardia di Finanza e oltre 4.000 quelli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Sono i principali dati contenuti nel Rapporto Cnalcis, realizzato dalla Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del MIMIT, sulle attività svolte per la lotta alla contraffazione dalle amministrazioni competenti, presentati in occasione della nona edizione della Settimana Anticontraffazione (21/25 ottobre 2024).

    La legge quadro per il Made in Italy

    La legge mira a sostenere e promuovere, a livello nazionale e internazionale, le eccellenze produttive e il patrimonio culturale del nostro Paese. Un impegno verso la valorizzazione di un marchio che racchiude la qualità, l’innovazione e la tradizione del nostro tessuto imprenditoriale e culturale. Nella Legge, infatti, sono state introdotte misure per la protezione dei marchi e delle eccellenze italiane, tramite il potenziamento delle sanzioni e l’ampliamento degli strumenti a disposizione delle autorità competenti. Numerose sono le azioni per sensibilizzare i consumatori, soprattutto i giovani: oltre 3.000 sono stati gli studenti coinvolti quest’anno nella quarta edizione della “Giornata della Lotta alla Contraffazione per gli Studenti”. Un altro target centrale nelle azioni per la tutela, anche all’estero, della proprietà industriale sono le imprese: la Linea Diretta Anticontraffazione dedicata ha raccolto 447 segnalazioni di possibili violazioni dei diritti di proprietà industriale.

    I settori colpiti dalla contraffazione

    A livello settoriale, l’agroalimentare è stato interessato da circa 300 interventi del MASAF-ICQRF e 35 dei Carabinieri (Comando per la Tutela Agroalimentare), di cui 26 a marchio tutelato DOP e IGP, 7 per privative vegetali e 2 relativi a Made in Italy. La tutela della salute ha visto, da parte dei Carabinieri – NAS, quasi 200 oscurazioni di siti web che vendevano prodotti sanitari falsi. Sono 1.200 le operazioni svolte, infine, dai Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. Importante anche l’impegno istituzionale per prevenire e contrastare la diffusione del falso on-line: 7 sono le piattaforme web con cui si è consolidata la rete di collaborazione pubblico-privata, con la condivisione di intenti comuni per azioni e strumenti di rimedio.

    L’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Mimit ha elaborato nel database IPERICO oltre 500 mila dati, pervenuti dalle diverse banche dati delle autorità italiane di enforcement. Le principali evidenze emerse per il 2023 registrano che le categorie merceologiche maggiormente sequestrate per contraffazione sono state l’abbigliamento (43,2%), gli accessori per abbigliamento (23%) e le calzature (10,5%), tutti settori storicamente colpiti dal business illegale e che rappresentano alcune tra le produzioni di eccellenza della manifattura e del Made in Italy. Quanto alla provenienza degli articoli falsi, risulta prevalere la Cina, seguita da Turchia, Marocco e Pakistan. Tra il 2008 e il 2023, sono stati quasi 241 mila i sequestri e 699,5 milioni i pezzi contraffatti sequestrati, per un valore economico stimato della merce sequestrata di oltre 6,14 miliardi di euro sottratti al circuito illegale.

  • Cibersecurity: entra in vigore la Direttiva NIS2

    Cibersecurity: entra in vigore la Direttiva NIS2

    Cibersecurity: entra in vigore la Direttiva NIS2

    La nuova frontieradella sicurezza informatica per proteggere PA, imprese e supply chain. Cosa prevede e come adeguarsi alla Direttiva che impone nuovi standard di sicurezza informatica.

    Lo Stato italiano ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto di recepimento della Direttiva NIS2 lo scorso 1° ottobre 2024. La Direttiva mira a rafforzare il livello globale di cybersicurezza all’interno degli Stati membri, per garantire l’adozione di misure tecniche ed organizzative adeguate contro i rischi informatici attraverso un aumento delle capacità di resilienza aziendale su tutto il processo di gestione di tali rischi, dalla prevenzione alla minimizzazione dell’impatto che tali incidenti possano causare.

    La Network and Information Security (NIS) è stata allineata con altre normative europee settoriali specifiche come la Direttiva sulla resilienza operativa digitale per il settore finanziario (DORA) – Regolamento che ha lo scopo  di incrementare le misure di sicurezza informatica del settore finanziario – e la Direttiva sulla resilienza delle entità critiche (CER), volta a ridurre le vulnerabilità delle infrastrutture strategiche come energia, trasporti e acque potabili in caso di attacchi ibridi, catastrofi naturali, minacce terroristiche ed emergenze di sanità pubblica. La nuova normativa si colloca in un contesto storico senza precedenti: la pandemia da Covid-19 e il conflitto russo-ucraino hanno trasformato il mondo digitale, aumentando vulnerabilità e rischi. La NIS2 rappresenta quindi una risposta strategica e sistematica per rafforzare la resilienza in 18 settori considerati altamente critici tra i quali l’energia, telecomunicazioni, logistica e gestione dei rifiuti. La sicurezza non è solo un obbligo normativo ma una scelta strategica e può rappresentare un vantaggio competitivo per le aziende: proteggere il proprio perimetro digitale significa garantirne la stabilità e la capacità di competere nel mercato.

    Le principali novità della Direttiva NIS2

    La Direttiva impone agli Stati membri di adottare piani nazionali di cybersicurezza e di nominare o istituire autorità nazionali, autorità di gestione delle emergenze informatiche, punti di contatto unici e meccanismi di vigilanza e sanzione. Viene richiesta una rapida reazione agli incidenti più gravi e la collaborazione tra gli Stati membri ed è prevista la creazione di un team di risposta agli incidenti di sicurezza informatica (CSIRT) per assistere gli Stati membri e gli operatori economici. La Direttiva introduce inoltre il concetto di catena di approvvigionamento e i relativi requisiti di sicurezza e amplia le categorie di soggetti a cui la Direttiva stessa si applica: soggetti essenziali (settori ad alta criticità) e soggetti importanti all’interno di settori critici come “operatori di servizi essenziali” e “fornitori di servizi digitali”. Uno dei temi centrali è la protezione della supply chain: ogni attore, dai fornitori ai manutentori, deve essere messo in sicurezza per evitare che un solo anello debole comprometta l’intero sistema. L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale sta già lavorando per definire, entro aprile 2025, misure flessibili basate sull’analisi del rischio, offrendo indicazioni pratiche per difendersi da attacchi sempre più sofisticati.

    Obblighi e scadenze della Direttiva NIS2

    Il Decreto Legislativo 138/2024 introduce gli obblighi e le scadenze di recepimento della NIS2, in dettaglio:

    • Le aziende e le pubbliche amministrazioni dovranno svolgere un assesment per comprendere se siano o meno soggette agli obblighi della Direttiva NIS2.
    • Dal 1° dicembre 2024 fino al 28 febbraio 2025, i punti di contatto dovranno autenticarsi sul portale ACN (Agenzia per la cybersicurezza nazionale), utilizzando le credenziali SPID. Durante questo periodo, gli utenti designati come punti di contatto dovranno compilare una dichiarazione tramite il Servizio NIS/Registrazione, assicurandosi che le informazioni fornite siano corrette e aggiornate. In particolare, secondo un vademecum stilato da DNV gli utenti dovranno: indicare se il soggetto è parte di un gruppo di imprese e fornire il codice fiscale della capogruppo, se applicabile; elencare le imprese collegate e fornire i relativi codici fiscali; Elencare i codici Ateco che descrivono l’attività del soggetto; indicare le normative settoriali dell’Unione europea pertinenti; fornire i valori del fatturato, del bilancio e il numero di dipendenti per determinare la categoria dell’impresa.
    • Entro il 17 gennaio 2025 dovranno registrarsi sulla piattaforma i fornitori di servizi di sistema dei nomi di dominio, i gestori di registri dei nomi di dominio di primo livello, i fornitori di servizi di registrazione dei nomi di dominio, i fornitori di servizi di cloud computing, dei servizi di data center, delle reti di distribuzione dei contenuti, i fornitori di servizi gestiti e di sicurezza nonché i fornitori di mercati online, di motori di ricerca e di piattaforme di social network.
    • Entro il 31 marzo 2025, l’ACN redigerà l’elenco dei soggetti essenziali e dei soggetti importanti sulla base delle registrazioni ricevute attraverso la piattaforma.
    • Tra il 1° aprile 2025 e il 15 aprile 2025, l’ACN comunicherà ai soggetti interessati se sono stati inseriti tra l’elenco dei soggetti essenziali o importanti.
    • Entro il 15 aprile 2025, i soggetti che avranno ricevuto la comunicazione dovranno nominare con un apposito atto un soggetto che abbia la responsabilità dell’adempimento degli obblighi del decreto.

    I soggetti interessati dalla Direttiva dovranno procedere con ulteriori adempimenti: entro il 01/01/2026 obbligo di notifica incidenti ed entro il 1° ottobre 2026 si dovrà adempiere agli obblighi in materia di organi amministrativi e delle misure di sicurezza. Ogni anno l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale aggiornerà l’elenco dei soggetti coinvolti. Le aziende e le pubbliche amministrazioni avranno la possibilità di registrarsi ogni anno, tra gennaio e febbraio, qualora ritengano di far parte dei soggetti interessati. A seguito dell’entrata in vigore della NIS2 e dell’individuazione degli operatori coinvolti potranno essere eseguite attività di vigilanza ed audit a campione per verificare la conformità degli stessi alla Direttiva. Nel caso di non conformità, per le aziende coinvolte saranno applicabili delle sanzioni.

  • Fattura elettronica alla prova Vida e Mercato unico: cosa devono aspettarsi le aziende

    Fattura elettronica alla prova Vida e Mercato unico: cosa devono aspettarsi le aziende

    Fattura elettronica alla prova Vida e Mercato unico: cosa devono aspettarsi le aziende

    Quale ruolo ha, e avrà, la fatturazione elettronica alla luce della rivoluzione Vida e del Mercato unico digitale europeo: approfondiamo i benefici dell’e-fattura per le aziende, prevedendo come si evolverà

    Negli ultimi anni, la digitalizzazione ha ridefinito profondamente i processi amministrativi e contabili in Europa, con la fatturazione elettronica al centro di questa rivoluzione.

    La fatturazione elettronica non solo permette, in azienda, una gestione più efficiente della documentazione fiscale, ma rappresenta anche un passo cruciale verso i processi di integrazione lungo le filiere e la creazione di un competitivo Mercato unico digitale europeo, un’iniziativa chiave dell’Unione Europea finalizzata ad eliminare le barriere digitali tra gli Stati membri e a promuovere la libera circolazione di beni, servizi e dati.

    La fatturazione elettronica ha conosciuto una rapida espansione in Europa, con alcuni Paesi che hanno reso obbligatoria la sua adozione. In Italia, ad esempio, la fatturazione elettronica è stata resa obbligatoria dal 2019 per le transazioni tra imprese (B2B) e verso la Pubblica Amministrazione (B2G). Questo strumento ha già dimostrato il suo potenziale per ridurre i costi operativi, migliorare la trasparenza e contrastare l’evasione fiscale.

    Fatturazione elettronica, lo scenario in UE

    A livello europeo, l’obiettivo è ora quello di diffondere tra i vari Paesi la capacità di gestire dati fiscali in modalità elettronica e strutturata sfruttando le leve degli strumenti di Tax Reporting (l’invio di dati fiscali a fine periodo) e di fatturazione elettronica, laddove introdotta. L’adozione di modelli comuni di gestione dei dati fiscali contribuirebbe, infatti, a migliorare le prestazioni di monitoraggio del gettito d’IVA e, potrebbe accompagnare le imprese verso modelli sempre più digitali per la gestione delle relazioni di supply chain.

    In questo scenario, un ruolo centrale è svolto dal progetto VIDA (VAT In Digital Age). Questo programma, promosso dalla Commissione Europea, mira a trasformare la gestione dell’IVA attraverso un sistema digitale e regolato centralmente. Il progetto VIDA introduce il Tax Reporting IVA, garantendo una visibilità accurata e immediata delle transazioni economiche, per creare una sorta di “rete digitale Europea” tra le autorità fiscali degli Stati membri.

    Gli obiettivi

    Dal punto di vista del legislatore, VIDA rappresenta una risposta diretta alle problematiche di evasione fiscale e alla complessità della compliance che le aziende europee affrontano quando operano in più Paesi. Con la digitalizzazione dei processi IVA, VIDA promette di ridurre i rischi di evasione (più o meno consapevoli) e semplificare i requisiti normativi, offrendo alle aziende un sistema armonizzato di gestione fiscale. Dal punto di vista delle aziende, in tutta Europa, significa disporre di regole certe e procedure informatiche stabili, in grado di stimolare processi digitali con cui abbattere i costi operativi e migliorare l’accuratezza delle operazioni contabili.

    Una delle sfide principali alla realizzazione di un sistema di fatturazione elettronica armonizzato a livello Europeo è quella dell’interoperabilità. I sistemi di fatturazione elettronica attuali, hanno regole e modelli di funzionamento che variano da Paese a Paese: la convergenza verso modelli operativi e standard comuni, prevista da VIDA tra 2030 e 2035, potrà richiedere anche un ulteriore investimento tecnologico.

    L’interoperabilità non è solo un tema tecnico: può infatti vere implicazioni dirette anche sul modo in cui le aziende gestiscono le transazioni. Un sistema integrato e armonizzato a livello Europeo permetterà di superare molte barriere burocratiche, facilitando i flussi commerciali e rendendo i processi di compliance più fluidi. Il progetto VIDA prevede anche la creazione di infrastrutture standardizzate che possano facilitare la comunicazione tra i vari sistemi nazionali, nel rispetto dei vincoli di sicurezza e protezione dei dati.

    I benefici della fatturazione elettronica

    Va aggiunto che l’adozione della fatturazione elettronica comporta benefici economici tangibili. Secondo stime della Commissione Europea, la digitalizzazione completa della fatturazione e dei pagamenti potrebbe portare risparmi annuali fino a 40 miliardi di euro per le aziende europee. Il numero è enorme, ma va letto sull’intero ecosistema di aziende del panorama economico Europeo. Questo beneficio deriva principalmente dalla riduzione dei tempi di gestione delle transazioni, correlati alla crescente automazione nei processi di riconciliazione e a una riduzione nel numero delle inaccuratezze. Inoltre, è atteso un conseguente miglioramento nella gestione della liquidità, che potrebbe derivare da flussi di pagamento potenzialmente più rapidi.

    L’impatto sulle PMI

    Per le piccole e medie imprese (PMI), che costituiscono la spina dorsale dell’economia europea, la riduzione dei costi amministrativi e l’accesso a un sistema di fatturazione elettronica semplificato può rappresentare un’opportunità, per aumentare la competitività a livello internazionale. La principale attesa è che crescenti processi di digitalizzazione possano aiutare queste imprese a reinvestire risorse nella crescita e nell’innovazione, migliorando prestazioni critiche e creando differenziali competitivi robusti anche rispetto ad altre imprese non Europee.

    All’interno di questo quadro di digitalizzazione nelle imprese, accompagnata da stimoli normativi precisi, un altro progetto rilevante è quello del “Passaporto Digitale per i prodotti”, che permette di tracciare l’origine di un prodotto, attraverso la mappa delle provenienze di ogni sua parte, con una copertura attesa dalla produzione fino all’accesso al mercato finale. Su questo fronte, spingono normative doganali e legate al contesto ESG.

    Conclusione

    Nel lungo periodo, il successo del progetto VIDA e del Mercato unico digitale europeo dipenderà anche dall’impegno dei governi e delle aziende nell’adottare tecnologie innovative e nel superare le barriere culturali e burocratiche. Operare in un ecosistema digitale efficiente, sicuro e interoperabile offre non solo vantaggi economici alle singole imprese che lo compongono ma anche l’opportunità di costruire un’economia europea più resiliente e sostenibile, capace di affrontare con maggiore consapevolezza e solidità le sfide competitive che giungeranno nel prossimo futuro.

    Fonte: Agenda Digitale

    Autore: Carmine Ruopolo International EDI Business unit manager Tesisquare