Categoria: corporate

  • Radio Alba Partnership

    Radio Alba Partnership

    Radio Alba Partnership

    Campagna Employer branding

    Radio Alba è una delle prime radio libere a nascere il 29 febbraio del 1976 ed è ancora oggi voce indipendente e libera di Langhe, Roero e Monferrato. Grazie alla sponsorship, anche, di Tesisquare, il Radio Alba Festival, che celebra la musica indipendente del territorio, offre un palcoscenico a talenti locali e promuove iniziative di solidarietà.

    Grazie a questa collaborazione, ogni anno, Tesisquare ha l’occasione di veicolare, attraverso l’emittente, il nostro Brand ed anche quest’anno saremo al centro di una campagna che sarà messa in onda dal 03/02/25 al 09/02/25 e dal 17/02/25 al 23/02/25, nei seguenti orari: 7.40-10.00-13.40-16.00-18.50.

    Lo spot che sarà trasmesso è dedicato alla Service Unit, nell’ambito delle attività di Employer Branding e Talent Attraction pianificate dalla Direzione HR nel 2025.

    Di seguito anticipiamo il contenuto della campagna:

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    Nella seconda parte dell’ anno avremo la possibilità di effettuare una nuova campagna i cui contenuti sono in corso di definizione.

  • Intelligenza artificiale, crescita record in Italia

    Intelligenza artificiale, crescita record in Italia

    Intelligenza artificiale, crescita record in Italia

    6 grandi impreseitaliane su 10 hanno avviato un progetto di AI

    Il mercato dell’Intelligenza Artificiale cresce in modo rilevante. Nel 2023 ha messo a segno il +52%, raggiungendo un valore di 760 milioni di euro, dopo che già nel 2022 aveva registrato il +32% rispetto all’anno precedente. Gran parte degli investimenti riguarda soluzioni di analisi e interpretazione dei testi per ricerca semantica, classificazione, sintesi e spiegazione di documenti o agenti conversazionali tradizionali, mentre sono ancora limitati al 5% (38 milioni di euro) i progetti di Generative AI. Sei grandi imprese italiane su dieci hanno già avviato un qualche progetto di Intelligenza Artificiale, almeno a livello di sperimentazione. Due su tre hanno già discusso internamente delle applicazioni delle Generative AI e tra queste una su quattro ha avviato una sperimentazione. Sono i principali dati emersi nel corso del convegno “AI al centro: novità, applicazioni e regole” dove sono stati presentati i risultati della ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano.

    Al primo posto ci sono le grandi imprese

    Il 90% del mercato in Italia è appannaggio delle grandi imprese. Il resto è suddiviso in modo equilibrato tra PMI e Pubblica Amministrazione. La quota più significativa (29%) è legata a soluzioni per analizzare ed estrarre informazioni dai dati (Data Exploration & Prediction, Decision Support & Optimization Systems). Il 27% è per progetti di interpretazione del linguaggio, scritto o parlato (Text Analysis, Classification & Conversation Systems). Il 22% per algoritmi che suggeriscono ai clienti contenuti in linea con le singole preferenze (Recommendation Systems). Il 10% analisi di video ed immagini, 7% Process Orchestration Systems, il 5% Generative AI. Guardando alla spesa media in Intelligenza Artificiale per azienda, ai primi posti ci sono i settori Telco-Media e Assicurazioni, seguiti da Energy, Resource & Utility, Banche e Finanza.

    Aganguardisti, cauti e “in cammino”

    L’Osservatorio ha analizzato la maturità delle organizzazioni nel percorso di adozione dell’AI, arrivando ad individuare diversi profili. L’11% è avanguardista, aziende che hanno raggiunto la piena maturità a livello tecnologico, organizzativo e gestionale nell’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale. Il 23% è apprendista, hanno diversi progetti avviati, ma difficilmente impiegano metodologie strutturate nel gestirli e tendono a far ricorso a soluzioni standard o pronte all’uso. Nel restante 66% dei casi permangono situazioni eterogenee: ci sono organizzazioni in cammino (29%), dotate degli elementi abilitanti ma con pochi progetti, e aziende che non percepiscono il tema come rilevante e non dispongono di un’infrastruttura IT adeguata alla gestione di grandi quantità di dati.

    Le principali criticità nell’integrare un progetto di intelligenza artificiale

    Il 61% delle grandi imprese ha all’attivo, almeno a livello di sperimentazione, un progetto di Intelligenza Artificiale, mentre si scende al 18% tra le piccole e medie imprese (+3 punti percentuali rispetto al 2022). Il 37% delle grandi realtà che non hanno progetti all’attivo, ha comunque intenzione di attivarli nei prossimi 12 mesi e si moltiplicano le iniziative di workshop ispirazionali/formativi sul tema. D’altro canto, soltanto il 7% delle piccole e medie imprese sta riflettendo su potenziali applicazioni e solo il 2% ha concretamente attivato almeno una sperimentazione. “Da parte della comunità scientifica è doveroso guidare il percorso di adozione dell’AI e dell’AI Generativa, cercando di evitare la fase di disillusione che solitamente caratterizza il processo di adozione di nuove tecnologie – spiega Nicola Gatti, co-direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano e responsabile per Politecnico di Milano presso il Laboratorio CINI Artificial Intelligence and Intelligent Systems. A questo riguardo, sono tre le principali criticità che riguardano oggi l’AI: poter garantire che i risultati dei sistemi di AI siano corretti (tipicamente si parla di robustezza), poter garantire che le decisioni prese siano spiegabili alle persone (explainability) e certificare che i sistemi di AI rispettino le regolamentazioni Europee e che i rischi potenziali siano mitigati. Come Politecnico di Milano, tramite il Partenariato Esteso FAIR, stiamo portando avanti la ricerca in ambito Adaptive AI proprio per dare risposta a queste sfide”.

    Gli impatti sul mondo del lavoro

    Quasi tutti gli italiani (98%) hanno sentito parlare di Intelligenza Artificiale e più di un italiano su quattro (29%) ne ha una conoscenza medio-alta. C’è grande interesse, dunque, ma anche una certa confusione: tre italiani su quattro hanno sentito parlare di ChatGPT, ma solo il 57% conosce il termine “Intelligenza Artificiale Generativa”. Un italiano su quattro dichiara inoltre di aver interagito almeno una volta con ChatGPT. Ben il 77% degli italiani guarda con timore all’Intelligenza Artificiale, soprattutto in relazione ai possibili impatti sul mondo del lavoro. Tuttavia, solo il 17% è fermamente contrario all’ingresso dell’AI nelle attività professionali. Di certo, gli impatti sul mondo del lavoro saranno molto significativi. In Italia l’Intelligenza Artificiale ha un potenziale di automazione del 50% di “posti di lavoro equivalenti” – ad oggi realizzato in minima parte – considerando anche che il ruolo dell’AI è più di supporto che di vera e propria sostituzione. Ma da qui a 10 anni, le nuove capacità delle macchine potrebbero svolgere il lavoro di 3,8 milioni di persone in Italia. “Nel valutare il reale impatto sul lavoro bisogna tenere in considerazione le previsioni demografiche che, a causa dell’invecchiamento della popolazione, prospettano un gap di 5,6 milioni di posti di lavoro equivalenti entro il 2033. In questa prospettiva – afferma Giovanni Miragliotta, co-direttore dell’Osservatorio Ai del Politecnico di Milano e del Polimi Artificial Intelligence Research and Innovation Center – la possibile automazione di 3,8 milioni di posti di lavoro equivalenti appare quasi una necessità per ribilanciare un enorme problema che si sta creando, più che un rischio. Tuttavia, soltanto prestando attenzione alle nuove esigenze dei lavoratori, alla formazione e ad un’equa redistribuzione dei benefici, la società riuscirà a trarre valore dallo sviluppo dell’AI”.

    Tesisquare e l’intelligenza artificiale

    Lo studio del potenziale dell’Intelligenza Artificiale coinvolge diversi livelli e team all’interno di Tesisquare. In conformità con le proprie politiche di governance e con il Codice Etico, l’azienda sostiene l’uso dell’IA in modo responsabile, consapevole delle opportunità e dei suoi potenziali rischi.

  • Tesisquare Certification

    Le certificazioni di Tesisquare

    La qualità è, da sempre, la nostra priorità per offrire sempre le migliori soluzioni a ogni cliente.

    Scopri qui tutte le nostre certificazioni:

  • Blockchain e Supply Chain Finance: i punti salienti emersi dalle ricerche degli Osservatori

    Blockchain e Supply Chain Finance: i punti salienti emersi dalle ricerche degli Osservatori

    TESISQUARE ha preso parte, lo scorso mese, agli eventi finali dei due osservatori Blockchain & Distributed Ledger e Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano, dei quali è partner.

    Per entrambi i filoni di ricerca, che peraltro presentano non pochi punti di contatto, è emerso un mercato in fermento, con un potenziale elevato e che vedrà nei prossimi anni uno sviluppo consistente.
    Nell’ambito della blockchain non mancano tuttavia le resistenze, soprattutto nel nostro paese: molte aziende italiane conoscono ancora poco queste tecnologie e non le ritengono rivoluzionarie per il futuro.

    La Blockchain integra efficacemente soluzioni tecnologiche ben consolidate per la gestione controllata delle transazioni (cryptovalute) nelle supply chain e nei contratti (smart contract) che le regolano in modo sicuro, verificabile e permanente.
    A livello internazionale la ricerca ha censito 579 progetti Blockchain e Distributed Ledger da parte di aziende di tutto il mondo negli ultimi 3 anni: il 32% arriva dall’Asia, 27% dall’Europa, 22% dall’America, i restanti sono multi continentali. L’Italia si posiziona al terzo posto in Europa dopo Regno Unito e Germania.
    Per quanto riguarda i settori, le aziende più attive appartengono al comparto finanziario (48%), alle pubbliche amministrazioni (10%), mentre l’8% sono operatori logistici. I principali processi ai quali si applicano tali tecnologie sono la gestione dei pagamenti (24%), la gestione documentale (24%) e la tracciabilità di filiera (22%).

    Gli scenari futuri si delineano come molto attivi, tanto che anche a livello istituzionale i governi si stanno muovendo: il MISE ha nominato a fine 2018 un gruppo di esperti incaricato di identificare una strategia nazionale ed in Europa i legislatori si stanno operando per fornire linee guida e standardizzazioni in merito all’utilizzo di queste tecnologie, con particolare attenzione al rispetto dei principi del GDPR.

    Per quanto riguarda il mondo della Supply Chain Finance è emerso un mercato potenziale ancora molto grande (75%) e non completamente coperto da soluzioni; per questo motivo stanno nascendo tante nuove piccole iniziative, per la maggior parte basate sul modello FINTECH, ritenuto vincente, con operatori dei settori finance e tecnologico.
    La ricerca ha messo in evidenza come in Italia l’adozione delle soluzioni di Supply Chain Finance sia guidata dalla ricerca di collaborazione tra i partner della filiera, considerata leva fondamentale per il miglioramento delle relazioni soprattutto con i fornitori strategici, e dai nuovi strumenti/tecnologie abilitanti; in Europa invece il driver maggiore risulta essere la forte pressione esterna per l’ottimizzazione del capitale circolante.

    Fatturazione Elettronica, Blockchain, Analytics, Big data ed IoT sono le tecnologie e/o soluzioni abilitanti alle future evoluzioni del tema Supply Chain Finance.

    TESISQUARE®, Groupama AM SGR e Fifty – Finance Beyond hanno dato vita nel 2017 al Primo Fondo Italiano di Supply Chain Finance. Le tre aziende hanno creato un canale parallelo rispetto a quello bancario tradizionale, andando a costituire quel ponte, fino ad oggi inesistente, tra il mondo delle PMI e gli investitori istituzionali Italiani, con l’obiettivo di agevolare le imprese attraverso una piattaforma informatica digitale avanzata in grado sia di acquisire i documenti in modalità multicanale, sia di integrarsi all’ERP delle aziende, con la gestione dell’intero processo di finanziamento dei crediti commerciali, in maniera trasparente e senza incorrere in lunghi iter autorizzativi o procedure complesse.

  • Fattura elettronica alla prova Vida e Mercato unico: cosa devono aspettarsi le aziende

    Fattura elettronica alla prova Vida e Mercato unico: cosa devono aspettarsi le aziende

    Fattura elettronica alla prova Vida e Mercato unico: cosa devono aspettarsi le aziende

    Quale ruolo ha, e avrà, la fatturazione elettronica alla luce della rivoluzione Vida e del Mercato unico digitale europeo: approfondiamo i benefici dell’e-fattura per le aziende, prevedendo come si evolverà

    Negli ultimi anni, la digitalizzazione ha ridefinito profondamente i processi amministrativi e contabili in Europa, con la fatturazione elettronica al centro di questa rivoluzione.

    La fatturazione elettronica non solo permette, in azienda, una gestione più efficiente della documentazione fiscale, ma rappresenta anche un passo cruciale verso i processi di integrazione lungo le filiere e la creazione di un competitivo Mercato unico digitale europeo, un’iniziativa chiave dell’Unione Europea finalizzata ad eliminare le barriere digitali tra gli Stati membri e a promuovere la libera circolazione di beni, servizi e dati.

    La fatturazione elettronica ha conosciuto una rapida espansione in Europa, con alcuni Paesi che hanno reso obbligatoria la sua adozione. In Italia, ad esempio, la fatturazione elettronica è stata resa obbligatoria dal 2019 per le transazioni tra imprese (B2B) e verso la Pubblica Amministrazione (B2G). Questo strumento ha già dimostrato il suo potenziale per ridurre i costi operativi, migliorare la trasparenza e contrastare l’evasione fiscale.

    Fatturazione elettronica, lo scenario in UE

    A livello europeo, l’obiettivo è ora quello di diffondere tra i vari Paesi la capacità di gestire dati fiscali in modalità elettronica e strutturata sfruttando le leve degli strumenti di Tax Reporting (l’invio di dati fiscali a fine periodo) e di fatturazione elettronica, laddove introdotta. L’adozione di modelli comuni di gestione dei dati fiscali contribuirebbe, infatti, a migliorare le prestazioni di monitoraggio del gettito d’IVA e, potrebbe accompagnare le imprese verso modelli sempre più digitali per la gestione delle relazioni di supply chain.

    In questo scenario, un ruolo centrale è svolto dal progetto VIDA (VAT In Digital Age). Questo programma, promosso dalla Commissione Europea, mira a trasformare la gestione dell’IVA attraverso un sistema digitale e regolato centralmente. Il progetto VIDA introduce il Tax Reporting IVA, garantendo una visibilità accurata e immediata delle transazioni economiche, per creare una sorta di “rete digitale Europea” tra le autorità fiscali degli Stati membri.

    Gli obiettivi

    Dal punto di vista del legislatore, VIDA rappresenta una risposta diretta alle problematiche di evasione fiscale e alla complessità della compliance che le aziende europee affrontano quando operano in più Paesi. Con la digitalizzazione dei processi IVA, VIDA promette di ridurre i rischi di evasione (più o meno consapevoli) e semplificare i requisiti normativi, offrendo alle aziende un sistema armonizzato di gestione fiscale. Dal punto di vista delle aziende, in tutta Europa, significa disporre di regole certe e procedure informatiche stabili, in grado di stimolare processi digitali con cui abbattere i costi operativi e migliorare l’accuratezza delle operazioni contabili.

    Una delle sfide principali alla realizzazione di un sistema di fatturazione elettronica armonizzato a livello Europeo è quella dell’interoperabilità. I sistemi di fatturazione elettronica attuali, hanno regole e modelli di funzionamento che variano da Paese a Paese: la convergenza verso modelli operativi e standard comuni, prevista da VIDA tra 2030 e 2035, potrà richiedere anche un ulteriore investimento tecnologico.

    L’interoperabilità non è solo un tema tecnico: può infatti vere implicazioni dirette anche sul modo in cui le aziende gestiscono le transazioni. Un sistema integrato e armonizzato a livello Europeo permetterà di superare molte barriere burocratiche, facilitando i flussi commerciali e rendendo i processi di compliance più fluidi. Il progetto VIDA prevede anche la creazione di infrastrutture standardizzate che possano facilitare la comunicazione tra i vari sistemi nazionali, nel rispetto dei vincoli di sicurezza e protezione dei dati.

    I benefici della fatturazione elettronica

    Va aggiunto che l’adozione della fatturazione elettronica comporta benefici economici tangibili. Secondo stime della Commissione Europea, la digitalizzazione completa della fatturazione e dei pagamenti potrebbe portare risparmi annuali fino a 40 miliardi di euro per le aziende europee. Il numero è enorme, ma va letto sull’intero ecosistema di aziende del panorama economico Europeo. Questo beneficio deriva principalmente dalla riduzione dei tempi di gestione delle transazioni, correlati alla crescente automazione nei processi di riconciliazione e a una riduzione nel numero delle inaccuratezze. Inoltre, è atteso un conseguente miglioramento nella gestione della liquidità, che potrebbe derivare da flussi di pagamento potenzialmente più rapidi.

    L’impatto sulle PMI

    Per le piccole e medie imprese (PMI), che costituiscono la spina dorsale dell’economia europea, la riduzione dei costi amministrativi e l’accesso a un sistema di fatturazione elettronica semplificato può rappresentare un’opportunità, per aumentare la competitività a livello internazionale. La principale attesa è che crescenti processi di digitalizzazione possano aiutare queste imprese a reinvestire risorse nella crescita e nell’innovazione, migliorando prestazioni critiche e creando differenziali competitivi robusti anche rispetto ad altre imprese non Europee.

    All’interno di questo quadro di digitalizzazione nelle imprese, accompagnata da stimoli normativi precisi, un altro progetto rilevante è quello del “Passaporto Digitale per i prodotti”, che permette di tracciare l’origine di un prodotto, attraverso la mappa delle provenienze di ogni sua parte, con una copertura attesa dalla produzione fino all’accesso al mercato finale. Su questo fronte, spingono normative doganali e legate al contesto ESG.

    Conclusione

    Nel lungo periodo, il successo del progetto VIDA e del Mercato unico digitale europeo dipenderà anche dall’impegno dei governi e delle aziende nell’adottare tecnologie innovative e nel superare le barriere culturali e burocratiche. Operare in un ecosistema digitale efficiente, sicuro e interoperabile offre non solo vantaggi economici alle singole imprese che lo compongono ma anche l’opportunità di costruire un’economia europea più resiliente e sostenibile, capace di affrontare con maggiore consapevolezza e solidità le sfide competitive che giungeranno nel prossimo futuro.

    Fonte: Agenda Digitale

    Autore: Carmine Ruopolo International EDI Business unit manager Tesisquare

  • Workshop di Kick Off – Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b: a un mese dall’obbligo.

    TESISQUARE, Partner della School of Management del Politecnico di Milano, ha partecipato lo scorso 12 febbraio al Kick-off dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b 2018/2019 del Politecnico di Milano.

    L’obiettivo dell’incontro, a un mese dalla partenza dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, era quello di aggiornare i partecipanti sulle ultime novità normative e tecniche oltre che di prassi, ma soprattutto fare il punto della situazione. Si è inoltre dato un primo sguardo al tema dell’evoluzione a livello europeo della fatturazione elettronica.

    Nella prima quindicina di giorni di febbraio le E-fatture sono più che raddoppiate. I dati mostrano un trend in forte ascesa con 183 milioni di file fattura inviati da parte di oltre 2,06 milioni di imprese. Con gli invii del solo mese di febbraio è dunque più che raddoppiato il numero di fatture transitate attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia, gestito dal partner tecnologico Sogei: al 31 gennaio, infatti, erano circa 100 milioni le fatture inviate da parte di un milione e mezzo di operatori. Nella classifica delle regioni svetta la Lombardia con oltre 80 milioni di invii, mentre tra i comparti spicca quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli.

    Non mancano però le criticità segnalate dalle aziende partecipanti al workshop; ad esempio è emerso che per alcune fatture non si ha risposta dal Sistema di Interscambio. Inoltre la corretta individuazione della data di ricezione non è sempre chiara e di facile individuazione a seconda delle diverse casistiche di fatturazione ed file allegati alla fattura XML hanno un limite di dimensione. Per quanto riguarda i campi obbligatori dell’XML si è riscontrato che non sempre rispecchiano le esigenze dei Business Partners coinvolti nel processo.

    Per quanto riguarda la Fatturazione Elettronica B2B a livello Europeo, il Decreto Legislativo 27 dicembre 2018, n. 148, ha stabilito che l’Italia recepisce l’obbligo di ricevere le fatture elettroniche conformi allo standard europeo nell’ambito degli appalti pubblici.

    Dal 18 Aprile tutti gli aggiudicatari (pubblici o privati) di appalti pubblici inerenti amministrazioni centrali europee dovranno essere in grado di gestire fatture in formato Europeo (UBL 2.1 e/o UN/CEFACT Cross Industry Invoice.

    Dal 2020 l’obbligo riguarderà tutte le amministrazioni pubbliche europee.

  • TESISQUARE, operativa la nuova colonnina elettrica di Milano

    TESISQUARE, operativa la nuova colonnina elettrica di Milano

    TESISQUARE muove nuovi passi verso una gestione green della flotta aziendale con l’installazione della prima stazione di ricarica elettrica presso la filiale di Milano, che consentirà ai dipendenti di utilizzare veicoli ecologici per i trasferimenti gli uffici TESISQUARE.

    Prosegue così l’impegno di TESISQUARE, a soli sei mesi dall’installazione dei punti di ricarica di Bra e Torino , nell’adozione di tecnologie innovative a sostegno di un modello di mobilità responsabile in grado di ridurre l’impatto ambientale dei veicoli aziendali a favore di un approccio ecosostenibile.

    La colonnina elettrica è stata installata presso la filiale di Milano, all’interno del centro direzionale Milanofiori Assago, e offrirà la possibilità di collegare e ricaricare fino a due veicoli elettrici in totale sicurezza e rapidità. Il servizio di ricarica sarà disponibile dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:00 alle ore 19:00, per dipendenti, collaboratori e partner al fine di promuovere una soluzione di mobilità a “impatto zero” sul territorio urbano ed extra-urbano.

    Da anni TESISQUARE è impegnata sui temi della sostenibilità ambientale e risparmio energetico, sostenendo l’azienda e l’ambiente attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili derivanti da impianti fotovoltaici operativi dal 2011.

  • Tesisquare, sostenibilità e tracciabilità delle supply chain al centro di “Sustain the future”

    Tesisquare, sostenibilità e tracciabilità delle supply chain al centro di “Sustain the future”

    La sostenibilità  e le normative Esg, sempre più stringenti e pervasive nel panorama aziendale, stanno ridefinendo i paradigmi dei modelli di supply chain. In un contesto in cui molte norme sono già  state introdotte, e molte altre sono in fase di revisione e approvazione soprattutto a livello di Comunità Europa, è necessario adottare strategie proattive per adattarsi ai cambiamenti e alle esigenze del mercato. Il tema è particolarmente sentito per il mondo del lusso e della moda che vivono di catene di fornitura complesse e ramificate a livello globale ed è stato discusso nel convegno “Sustain the future. Sustainability and Traceability in Fashion & Luxury”, promosso da Tesisquare dello scorso 14 marzo. Di fronte ad una platea di professionisti, si sono alternati gli interventi di Emilio Cogliati, Principal director-fashion & Luxury industry Accenture, Camillo Zana, Founder Normatec, Gianluca Giaccardi, Chief Product Officer Tesisquare e Alberto Proverbio, Senior Advisor Tesisquare, Margherita Pero, Full Professor of Operations and Supply Chain Management del Politecnico Milano mentre la tavola reotonda ha visto la presenza di brand internazionali come Bulgari Profumi, Tod’s e Prada Group che hanno raccontato le loro case history.

    La sfida, non solo per il settore fashion ma per tutte le aziende, sarà  quella di gestire in modo sempre più trasparente e dettagliato, una mole di dati che si renderanno necessari ai fini della rendicontazione, della trasparenza lungo tutta la supply chain e del passaporto digitale che seguirà l’intero ciclo di vita dei prodotti.
    Secondo Alberto Proverbio, la necessità  di tracciabilità  si estende lungo l’intera filiera, dal processo di sourcing e selezione dei fornitori fino al post vendita. In questo contesto è fondamentale, sottolinea Proverbio, non solo conoscere i propri fornitori diretti, ma anche i fornitori dei fornitori, per garantire una catena di approvvigionamento trasparente e responsabile.

    Nei processi produttivi, la normativa Esg richiede un collegamento diretto tra i lotti di materie prime e i prodotti finiti, garantendo la tracciabilità  e la conformità  agli standard ambientali e sociali. Anche nei processi di post vendita, le normative puntano all’allungamento del ciclo di vita dei prodotti e alla gestione sostenibile dei rifiuti, promuovendo un approccio circolare all’economia. Tracciabilità  e passaporto digitale offrono benefici tangibili alle aziende, riducendo il rischio operativo e proteggendo e valorizzando il brand. Inoltre, le aziende che adottano pratiche sostenibili possono godere di un vantaggio competitivo, attrarre i consumatori attenti all’ambiente e creare valore a lungo termine per gli stakeholder.

    Oltre al passaporto digitale, altre normative come la due diligence, già  adottata introdotta in Germania – la Lieferkettensorgfaltspflichtengesetz è stata approvata a giugno 2022 ed è entrata in vigore il primo gennaio 2023 per le aziende tedesche con almeno 3.000 dipendenti – e destinata a essere adottata a livello europeo, impongono una maggiore responsabilità  sulla catena di fornitura. Questo approccio multilivello richiede che le aziende stabiliscano criteri e logiche per valutare e monitorare l’approvvigionamento delle materie prime, garantendo la conformità  agli standard Esg. L’impatto delle tematiche della sostenibilità  e delle normative Esg sui modelli di supply chain è dunque innegabile e in continua evoluzione. Le aziende devono adottare un approccio olistico e proattivo, investendo in tecnologie digitali e collaborando con l’intero ecosistema per garantire una catena di approvvigionamento trasparente e responsabile. Solo così potranno cogliere le opportunità  di crescita e creare valore a lungo termine per tutti gli stakeholder coinvolti.

    Fontee: pambianconews.com

  • World Water Day 2023: TESISQUARE® scende in campo per la tutela della risorsa naturale più preziosa, l’acqua

    World Water Day 2023: TESISQUARE® scende in campo per la tutela della risorsa naturale più preziosa, l’acqua

    In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo 2023, TESISQUARE® illustra una serie di azioni per la tutela di questa risorsa così preziosa per la salute degli individui e la salvaguardia degli ecosistemi.

    Questa importante ricorrenza, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, è volta a sensibilizzare le Istituzioni mondiali e opinione pubblica sull’importanza di ridurre lo spreco di acqua e di assumere comportamenti volti a contrastare il cambiamento climatico.

    Da diversi anni, l’azienda ha adottato politiche indirizzate alla tutela ambientale ed ora, attraverso il progetto PIER H20, si è dotata in tutte le sedi italiane di fontanelle d’acqua potabile all’interno degli uffici, in sostituzione dei tradizionali erogatori d’acqua in boccioni. Sempre in un’ottica plastic free, ha fornito ad ogni dipendente un welcome kit che contiene anche una borraccia termica in alluminio, da utilizzare al posto delle tradizionali bottigliette in Pet.

    L’attenzione verso la risorsa idrica ha portato anche DIG421, fondazione dedicata all’open innovation di TESISQUARE, a sviluppare un progetto di ricerca innovativo sul territorio indirizzato alla stima dei fabbisogni di acqua e all’ottimizzazione delle strategie di irrigazione, in particolare per quanto riguarda il recupero delle acque nelle aziende agricole e l’irrigazione di soccorso in ambito vitivinicolo.

    Inoltre, nella costruzione del polo innovativo DIG421, TESISQUARE ha posto l’attenzione nei confronti del corretto uso dell’acqua mettendo a punto un avanzato sistema di irrigazione delle aree verdi attigue all’edificio che ospita la sede centrale di Bra (CN). Le specie vegetali scelte sia per il Campus DIG421 che per il Parco TESISQUARE sono essenze arboree, arbustive ed erbacee autoctone e rustiche, che richiedono un basso apporto idrico. L’impianto previsto per tali essenze, del tipo a goccia, prevede un tubo gocciolante intorno alla zolla di ciascun albero e un classico sistema ad ala gocciolante per le superfici piantumate con arbusti ed erbacee. La tipologia ad ala gocciolante garantisce la massima efficienza in termini di risparmio idrico mentre l’acqua utilizzata viene stoccata all’interno di una cisterna interrata del volume di 30 metri cubi, che attinge direttamente da un pozzo collegato alla falda. L’intero impianto viene gestito da una centralina di ultima generazione con tecnologia IoT per il controllo da remoto in grado di rilevare sia perdite anomale del sistema, sia i dati meteorologici locali: in caso di pioggia infatti, l’irrigazione viene sospesa a seconda della quantità di mm di acqua caduti. Le soluzioni tecnologiche innovative contribuiscono alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia della risorsa idrica.

  • SUSTAINABILITY REPORT: IMPEGNO VERSO L’ETICA E LA SOSTENIBILITÀ

    SUSTAINABILITY REPORT: IMPEGNO VERSO L’ETICA E LA SOSTENIBILITÀ

    Le normative ESG ridefiniscono i modelli di supply chain, sourcing e post-vendita, impattando i processi produttivi e le modalità di collaborazione e valutazione dei fornitori. La loro influenza è rilevante anche sulla comunicazione ai consumatori, sempre più indirizzata alla trasparenza e alla misurazione degli impatti ambientali.

    In un contesto in cui alcune normative sono già state introdotte ed altre sono in fase di approvazione a livello europeo, le aziende stanno adottando strategie proattive per adattarsi ai cambiamenti in atto e alle esigenze del mercato. La recente approvazione della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), richiede alle imprese di gestire i rischi legati al rispetto dei diritti umani e agli impatti ambientali, sia sulle attività che svolgono direttamente, sia sulla loro catena di fornitura.  Naturalmente questa responsabilità estesa richiede una visibilità completa sulla catena di fornitura che in molti casi non è presente, se non in misura limitata. Ciò ha impatti importanti sul network logistico-produttivo, sulla struttura della catena di fornitura, sulla selezione, valutazione e qualifica dei fornitori. Anche in ambito produttivo diventa necessario gestire un collegamento diretto tra i batch di materie prime, semi-lavorati e prodotti finiti, garantendo la tracciabilità e la trasparenza (per ogni prodotto finito sapere dove e quando sono avvenuti i vari step produttivi, l’origine delle materie prime, la carbon footprint, le certificazioni). Le normative puntano anche all’allungamento del ciclo di vita dei prodotti e alla gestione sostenibile dei rifiuti e degli scarti, promuovendo un approccio verso la circular economy.

    La rendicontazione di sostenibilità: riferimenti normativi

    La rendicontazione di sostenibilità consiste nel processo attraverso cui le organizzazioni comunicano le loro performance ambientali, sociali ed economiche. Un processo che va oltre il tradizionale reporting finanziario, fornendo una visione più olistica dell’attività aziendale e del suo impatto sul mondo circostante. La finalità è di informare gli stakeholder sulle politiche e le pratiche aziendali relative a temi come la gestione delle risorse ambientali, la responsabilità sociale e la governance aziendale. Il quadro normativo europeo ha subito significativi sviluppi negli ultimi anni, a partire dalla Direttiva 2014/95/UE. Nota come la Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria, ha imposto alle grandi imprese di interesse pubblico con più di 500 dipendenti di divulgare informazioni relative a questioni ambientali, sociali, rispetto per i diritti umani, anti-corruzione e anti-riciclaggio. Più recentemente, l’Unione Europea ha introdotto la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che espande e rafforza i requisiti della Direttiva 2014/95/UE. La CSRD, entrata in vigore gradualmente a partire dal 2024, estende gli obblighi di rendicontazione a tutte le grandi aziende, indipendentemente dal fatto che siano quotate in Borsa, e introdurrà tali obblighi anche per le aziende di medie dimensioni. Questa nuova Direttiva mira a garantire che le aziende forniscano informazioni più dettagliate su come le loro attività influenzino l’ambiente e la società, e viceversa.

    Obblighi e tempistiche

    L’applicazione degli obblighi di rendicontazione secondo la CSRD sarà gradualmente implementata come segue:

    1. Dal 1° gennaio 2024: è entrata in vigore per le grandi imprese già soggette alla Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD). Si applica ai rapporti finanziari dell’anno 2024, che verranno pubblicati nel 2025.
    2. Dal 1° gennaio 2025: Grandi imprese che superino almeno due dei seguenti parametri: 250 occupati, fatturato di 50 ml €, stato patrimoniale 25 ml €. Si applica ai rapporti finanziari del 2025, da pubblicare nel 2026.
    3. Dal 1° gennaio 2026: PMI quotate, enti creditizi piccoli e imprese di assicurazione e riassicurazione captive. Questo sarà applicabile ai rapporti finanziari del 2026, che saranno pubblicati nel 2027.

    Le imprese soggette agli obblighi di rendicontazione dovranno includere dati relativi alla catena del valore. Un approccio che rientra nell’obiettivo più ampio di fornire una visione completa dell’impatto ambientale e sociale dell’attività aziendale.

    Il futuro della supply chain

    La sfida per le aziende sarà di raccogliere e poi gestire in modo strutturato una mole di dati che si renderanno necessari ai fini della tracciabilità, della trasparenza lungo la supply chain, della sostenibilità e del Passaporto Digitale di Prodotto, una sorta di “digital twin” che dovrà accompagnare il prodotto lungo l’intero ciclo di vita. Le aziende dovranno adottare un approccio proattivo, investendo in tecnologie digitali e collaborando con l’intero ecosistema per garantire una catena di approvvigionamento trasparente e responsabile. L’introduzione di Tracciabilità e Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) va al di là del puro obbligo normativo: rappresenta un percorso articolato con benefici in termini di riduzione dei rischi aziendali, di protezione del valore del brand, di ricavi aggiuntivi legati a servizi di post-vendita e second-hand e di gestione di uno storytelling mirato verso i clienti.  Le aziende che adottano pratiche sostenibili potranno godere inoltre di un vantaggio competitivo, attrarre i consumatori attenti all’ambiente e creare valore a lungo termine per gli stakeholder coinvolti.

    La catena del valore

    Includere dati sulla catena del valore rappresenta una sfida per molte aziende, in quanto richiede una maggiore trasparenza e collaborazione da parte dei fornitori e dei partner commerciali. Le soluzioni ESG e di tracciabilità di TESISQUARE prevedono la discovery della catena di fornitura, la raccolta strutturata in modalità collaborativa e digitale dei dati di sostenibilità e tracciabilità dai fornitori di n livelli durante le fasi di qualifica dei fornitori e dei prodotti e quella esecutiva di consegna delle materie prime e dei prodotti finiti. Le soluzioni includono anche il calcolo diretto della C02 equivalente di trasporto, la gestione integrata in una unica piattaforma di tutti i dati di tracciabilità e sostenibilità  raccolti da diverse fonti, la valutazione e score dei fornitori sulla base di questionari ESG certificati, l’aggregazione dei dati raccolti per il calcolo PEF/PCF, la gestione dell’ anti-contraffazione e delle tecnologie IOT/RFID/Blockchain a supporto.