Categoria: corporate

  • Il progetto del Mercato Unico Digitale Europeo e la Fatturazione Elettronica

    Il progetto del Mercato Unico Digitale Europeo e la Fatturazione Elettronica

    Il Mercato Unico Digitale Europeo

    Costruire un’Unione Europea richiede anche di condividere norme e modelli di funzionamento omogenei. Per farlo, la sfida è quella di superare, su alcuni specifici fronti, tutti quei “localismi” che nel tempo ogni Paese ha sviluppato, dettando autonomamente le proprie regole. Oltre che definire quadri normativi diversi, per quanto affini in quanto ispirati allo stesso ragionevole “buon senso”, ogni Paese Europeo ha costruito nel tempo e nelle proprie vicissitudini anche “prassi” e abitudini che ormai rappresentano momenti di storia, tradizioni, esperienze e “usanze”, che superano le abitudini e diventano elementi di “cultura”, veri e propri punti di riferimento che hanno finito col superare i confini delle abitudini e hanno tracciato percorsi nelle scale di valori del controllo sociale, nelle dinamiche delle relazioni professionali e personali, nelle buone pratiche che vengono tramandate.

    Tra i vari fronti su cui lavorare, un contesto particolarmente rilevante è quello del progetto orientato alla creazione di un Mercato Unico Digitale Europeo: un insieme di regole e strumenti che devono portare omogeneità di comportamento e trattamento nelle transazioni commerciali di tutti i Paesi Europei, siano esse tra imprese (B2B), verso l’Amministrazione Pubblica (B2G) oppure verso il consumatore finale (B2C).

    La rilevanza dell’IVA (e il progetto VIDA)

    In Europa, il principale cardine attorno al quale ruotano le regole che ogni Paese si è dato per gestire le transazioni commerciali e che unisce e divide al contempo, è quello dell’imposta sul valore aggiunto (IVA oppure VAT, come da popolare dicitura anglosassone – anche semplicemente nel nome di questa tassa, il giro d’Europa si fa caratteristico: si chiama IVA in Italia, Spagna, Portogallo, MOMS in Danimarca e Svezia, MwSt o USt in Germania, TVA in Francia e Romania…). L’imposta sul valore aggiunto è fondamentale per qualsiasi Paese l’abbia introdotta (negli USA come in molti Paesi asiatici, per esempio, non esiste così come la conosciamo in Europa, anche se è presente qualcosa di analogo). Il potere dell’IVA è infatti non trascurabile, in quanto “riempie e tiene riempite” le casse dei Paesi. Tuttavia, ogni paese Europeo ha sviluppato negli anni le proprie aliquote, le proprie tempistiche e modalità di calcolo e riscossione.

    Per fare un lavoro di omogeneizzazione su questa importante imposta, è nato in Europa il progetto VIDA, che sta per VAT In Digital Age. Si tratta di un’iniziativa della Commissione Europea per modernizzare il sistema dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) in tutta Europa, leggendolo in ottica il più possibile “nativamente digitale”. L’obiettivo principale è sfruttare la crescente digitalizzazione dell’economia per migliorare la raccolta dell’IVA, riducendo allo stesso tempo il rischio di frodi fiscali e mirando a semplificare gli obblighi per tutte le imprese. Due importanti capisaldi di questo percorso sono la creazione di rapporti IVA in tempo reale e la Fatturazione Elettronica in tutta Europa.

    VIDA sostiene e promuove i sistemi di rendicontazione elettronica (DRR – Digital Reporting Requirements, cioè reportistica fiscale, analoga all’esterometro di italica memoria, per capirci), che richiede alle imprese di inviare, entro determinate scadenze, le informazioni fiscali alle autorità competenti. Questo sistema ha l’intento di monitorare le transazioni commerciali in modo efficace e tempestivo. A noi italiani, questo approccio può sembrare quasi anacronistico: abituati come siamo alla Fatturazione Elettronica in formato strutturato (attualmente la Fatturazione Elettronica è una realtà diffusa e consolidata soprattutto in Italia, dove è presente dal 2019) e ai suoi impatti, di solito ci mostriamo poco sensibili alle “trasmissioni dei dati fiscali”. Tuttavia, a oggi la Fatturazione Elettronica non è certamente presente in ogni Paese Europeo, e per molti anni ancora potrebbe in qualche Paese non avere neanche un formato strutturato: questo spiega l’enfasi Europea sulla reportistica.

    Le iniziative di Fatturazione Elettronica in Europa

    Attualmente, molti Paesi stanno comunque iniziando a definire le loro “roadmap” di adozione della Fatturazione Elettronica, introducendo una certa eterogeneità di approccio e creando un vero e proprio “fermento” su questa famiglia di servizi digitali. La Fatturazione Elettronica Europea, infatti, non prevede un unico modello applicativo definito centralmente, ma si sviluppa con progetti diversi, ciascuno orientato a diffondere e favorire lo scambio di dati in formato elettronico e strutturato adottando (i) differenti tracciati e standard, (ii) diverse modalità di invio/ricezione del documento e (iii) diverse tempistiche di adozione: percorsi distinti ma non inspiegabili, in quanto riflettono l’attuale disomogeneo quadro normativo di riferimento.

    Poco male, in fondo: è sempre stato più complesso passare da processi cartacei a processi digitali piuttosto che rendere tra loro interoperabili (compatibili e integrabili) modelli digitali diversi, comunque fondati su alcune condivise basi comuni (va detto che i dati necessari/indispensabili per motivi fiscali e i tracciati di riferimento per le Pubbliche Amministrazioni europee sono stati già da tempo definiti). Di seguito, si riportano alcune delle scadenze attualmente note in merito alle iniziative di Fatturazione Elettronica B2B obbligatoria in Europa.

    Info aggiornate a inizio settembre 2024

    • POLONIA
      • Febbraio 2026: obbligo di FE B2B per le aziende con vendite maggiori a 200 milioni PLN (46 milioni euro)
      • Aprile 2026: obbligo di FE per tutte le aziende
      • Gennaio 2030: entrata in vigore della Fatturazione Elettronica Europea nei formati EN 16931 o pienamente interoperabili (per l’Italia 2035)
    • GERMANIA
      • Gennaio 2025: tutte le aziende devono poter ricevere fatture elettroniche nei formati previsti da EN16931, ma si possono ancora emettere Fatture in formati non strutturati
      • Gennaio 2027: obbligo per chi ha fatturato nell’anno precedente > EUR 800.000
      • Gennaio 2028: obbligo per tutti
    • FRANCIA
      • Settembre 2026: obbligo per tutti di ricevere e per le grandi/medie aziende di emettere
      • Settembre 2027: obbligo di emissione anche per le piccole e micro imprese
    • BELGIO
      • Gennaio 2026: obbligo di FE B2B per tutti a partire dal 2026
    • CROAZIA
      • Gennaio 2026: ipotesi di inizio con la FE

    In prospettiva, VIDA ha proposto anche un percorso convergente, che traguarda un orizzonte apparentemente lontano ma ambizioso: entro il 2030 (al massimo il 2035 per l’Italia, che è partita prima e ha già fatto investimenti da ammortizzare) i modelli di Fatturazione Elettronica dovrebbero convergere verso una decisa interoperabilità basata sulla conformità piena (o ricostruibile) con i tracciati Europei (già definiti dal Comitato Europeo di Normazione nella Norma Europea EN 16931: i tracciati UBL e il CII).

    Interoperabilità semplice e diffusa

    Sempre in prospettiva (e una volta a regime), va rimarcato che, effettuati tutti i cambiamenti necessari, adottare un modello di Fatturazione Elettronica piuttosto che un altro (a seconda del Paese dell’azienda verso cui si vorrà emettere Fattura) dovrebbe risultare francamente quasi indifferente per ogni impresa Europea.

    Per consentire alle imprese di gestire al meglio il necessario transitorio, che in diversi anni e con diverse regole vedrà passare dagli attuali numerosi formati destrutturati al mondo delle Fatture Elettroniche strutturate, Tesisquare ha scelto di costruire una piattaforma flessibile di integrazione, la B2B IPAAS “TESI EXTENDED INTEGRATION”. Grazie a questo approccio, ogni azienda può connettersi a un unico punto di contatto, dal quale, nella garanzia della massima compliance verso qualsiasi cliente e/o fornitore in Europa (e non solo), è possibile – e lo sarà stabilmente nel tempo – emettere e ricevere Fatture in formato elettronico e strutturato, oltretutto in modo pienamente integrato con i propri sistemi gestionali. L’esperienza dietro a questa scelta deriva sia dai molteplici flussi EDI gestiti in diversi anni in tutto il mondo da Tesisquare, sia dall’attenzione alle esigenze dei propri clienti nel loro percorso di adozione della Fatturazione Elettronica.

    In Italia, per esempio, Tesisquare gestisce da tempo centinaia di milioni di Fatture ogni anno, sia producendole, sia integrandole e portandole nei sistemi dei clienti, sia rendendole disponibili su portali; inoltre, queste fatture è anche possibile conservarle in modalità digitale, nella forma e per tutti gli anni previsti dalla normativa in vigore.

  • Corso ITS: Full Stack Development

    Corso ITS: Full Stack Development

    Full Stack Developer

    Sono aperte le iscrizioni per il corso Full Stack Developer, organizzato da ITS ICT Foundation!

    Il corso si terrà nei nostri uffici di Via Piumati 78 a Bra, ha una durata biennale ed è aperto a tutti: neodiplomati, neolaureati e a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco senza distinzione d’età!

    Perché Sceglierlo?

    Se sogni di diventare un programmatore, il corso backend developer è quello che fa per te. Acquisirai forti competenze nello sviluppo e nell’integrazione di applicazioni e componenti backend, imparando a comprendere le architetture software, ad integrare i servizi e a realizzare componenti backend. Imparerai a progettare e realizzare l’infrastruttura di un’applicazione software e a integrarla con l’ecosistema di servizi esterni. Durante il laboratorio interdisciplinare, potrai provare l’esperienza del lavoro in team, collaborando con studenti provenienti da altri percorsi.

    • C#, Java e Python sono tra i linguaggi di programmazione più richiesti al mondo.
    • > 200.000.000 siti di e-commerce, attivi a livello globale.
    • 34,2 milioni I developer previsti al mondo entro il 2023.

    Il titolo di studio avrà valenza europea e sarà erogato con le attrezzature più all’avanguardia sul mercato messe a disposizione della scuola.

  • Tesisquare Talent Academy

    Tesisquare Talent Academy

    Tesisquare Talent Academy

    Formare giovani talenti e inserirli nel mondo del lavoro è un impegno pluriennale di Tesisquare, azienda cuneese che opera nell’innovazione digitale per la gestione della Supply chain, che ha annunciato l’apertura delle candidature per la nuova edizione della sua Talent Academy. L’iniziativa è rivolta a neodiplomati e neolaureati in discipline informatiche e scientifiche. I candidati selezionati inizieranno a settembre 2024 con un mese di formazione in aula, seguito da un periodo di affiancamento alle diverse strutture dell’azienda. Il programma prevede rotazioni annuali e novità, con l’obiettivo di offrire un percorso di crescita professionale che possa portare a un contratto stabile. La formazione si svolgerà principalmente presso le sedi di Cherasco e Torino, ma anche a Milano, Bologna, Napoli e Tirana (in Albania).

    La formazione, sia pratica sia teorica, sarà curata dal team HR e dal team di Product engineering e coprirà tematiche come programmazione, sviluppo tecnico, business e cultura aziendale. La Talent Academy rappresenta il culmine dei roadshow annuali condotti da Stefano Giannotta, HR Recruiter, presso scuole superiori e università, specialmente nel Nord-Ovest, per far conoscere l’azienda e le opportunità professionali offerte.

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    Marco Trovesi – Direttore HR di Tesisquare

    “In Tesisquare crediamo fortemente nell’importanza di attirare e valorizzare i talenti: la nostra Academy è una delle tante iniziative che va in questa direzione. Lavoriamo quotidianamente per creare un ambiente di lavoro sostenibile, inclusivo e attrattivo e investiamo di continuo sul benessere delle nostre persone, perché siamo convinti che un buon clima interno abbia riflessi tangibili sulla produttività. Alcuni corsi di formazione della Academy sono tenuti dai colleghi stessi: un ottimo modo per motivare le persone e per trasferire ai giovani entusiasmo e passione per il lavoro e per la nostra realtà”, ha dichiarato Marco Trovesi, Direttore HR di Tesisquare.

    Le candidature sono aperte fino alla prima settimana di settembre 2024!

  • World Water Day 2023: TESISQUARE® scende in campo per la tutela della risorsa naturale più preziosa, l’acqua

    World Water Day 2023: TESISQUARE® scende in campo per la tutela della risorsa naturale più preziosa, l’acqua

    In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo 2023, TESISQUARE® illustra una serie di azioni per la tutela di questa risorsa così preziosa per la salute degli individui e la salvaguardia degli ecosistemi.

    Questa importante ricorrenza, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, è volta a sensibilizzare le Istituzioni mondiali e opinione pubblica sull’importanza di ridurre lo spreco di acqua e di assumere comportamenti volti a contrastare il cambiamento climatico.

    Da diversi anni, l’azienda ha adottato politiche indirizzate alla tutela ambientale ed ora, attraverso il progetto PIER H20, si è dotata in tutte le sedi italiane di fontanelle d’acqua potabile all’interno degli uffici, in sostituzione dei tradizionali erogatori d’acqua in boccioni. Sempre in un’ottica plastic free, ha fornito ad ogni dipendente un welcome kit che contiene anche una borraccia termica in alluminio, da utilizzare al posto delle tradizionali bottigliette in Pet.

    L’attenzione verso la risorsa idrica ha portato anche DIG421, fondazione dedicata all’open innovation di TESISQUARE, a sviluppare un progetto di ricerca innovativo sul territorio indirizzato alla stima dei fabbisogni di acqua e all’ottimizzazione delle strategie di irrigazione, in particolare per quanto riguarda il recupero delle acque nelle aziende agricole e l’irrigazione di soccorso in ambito vitivinicolo.

    Inoltre, nella costruzione del polo innovativo DIG421, TESISQUARE ha posto l’attenzione nei confronti del corretto uso dell’acqua mettendo a punto un avanzato sistema di irrigazione delle aree verdi attigue all’edificio che ospita la sede centrale di Bra (CN). Le specie vegetali scelte sia per il Campus DIG421 che per il Parco TESISQUARE sono essenze arboree, arbustive ed erbacee autoctone e rustiche, che richiedono un basso apporto idrico. L’impianto previsto per tali essenze, del tipo a goccia, prevede un tubo gocciolante intorno alla zolla di ciascun albero e un classico sistema ad ala gocciolante per le superfici piantumate con arbusti ed erbacee. La tipologia ad ala gocciolante garantisce la massima efficienza in termini di risparmio idrico mentre l’acqua utilizzata viene stoccata all’interno di una cisterna interrata del volume di 30 metri cubi, che attinge direttamente da un pozzo collegato alla falda. L’intero impianto viene gestito da una centralina di ultima generazione con tecnologia IoT per il controllo da remoto in grado di rilevare sia perdite anomale del sistema, sia i dati meteorologici locali: in caso di pioggia infatti, l’irrigazione viene sospesa a seconda della quantità di mm di acqua caduti. Le soluzioni tecnologiche innovative contribuiscono alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia della risorsa idrica.

  • SUSTAINABILITY REPORT: IMPEGNO VERSO L’ETICA E LA SOSTENIBILITÀ

    SUSTAINABILITY REPORT: IMPEGNO VERSO L’ETICA E LA SOSTENIBILITÀ

    Le normative ESG ridefiniscono i modelli di supply chain, sourcing e post-vendita, impattando i processi produttivi e le modalità di collaborazione e valutazione dei fornitori. La loro influenza è rilevante anche sulla comunicazione ai consumatori, sempre più indirizzata alla trasparenza e alla misurazione degli impatti ambientali.

    In un contesto in cui alcune normative sono già state introdotte ed altre sono in fase di approvazione a livello europeo, le aziende stanno adottando strategie proattive per adattarsi ai cambiamenti in atto e alle esigenze del mercato. La recente approvazione della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), richiede alle imprese di gestire i rischi legati al rispetto dei diritti umani e agli impatti ambientali, sia sulle attività che svolgono direttamente, sia sulla loro catena di fornitura.  Naturalmente questa responsabilità estesa richiede una visibilità completa sulla catena di fornitura che in molti casi non è presente, se non in misura limitata. Ciò ha impatti importanti sul network logistico-produttivo, sulla struttura della catena di fornitura, sulla selezione, valutazione e qualifica dei fornitori. Anche in ambito produttivo diventa necessario gestire un collegamento diretto tra i batch di materie prime, semi-lavorati e prodotti finiti, garantendo la tracciabilità e la trasparenza (per ogni prodotto finito sapere dove e quando sono avvenuti i vari step produttivi, l’origine delle materie prime, la carbon footprint, le certificazioni). Le normative puntano anche all’allungamento del ciclo di vita dei prodotti e alla gestione sostenibile dei rifiuti e degli scarti, promuovendo un approccio verso la circular economy.

    La rendicontazione di sostenibilità: riferimenti normativi

    La rendicontazione di sostenibilità consiste nel processo attraverso cui le organizzazioni comunicano le loro performance ambientali, sociali ed economiche. Un processo che va oltre il tradizionale reporting finanziario, fornendo una visione più olistica dell’attività aziendale e del suo impatto sul mondo circostante. La finalità è di informare gli stakeholder sulle politiche e le pratiche aziendali relative a temi come la gestione delle risorse ambientali, la responsabilità sociale e la governance aziendale. Il quadro normativo europeo ha subito significativi sviluppi negli ultimi anni, a partire dalla Direttiva 2014/95/UE. Nota come la Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria, ha imposto alle grandi imprese di interesse pubblico con più di 500 dipendenti di divulgare informazioni relative a questioni ambientali, sociali, rispetto per i diritti umani, anti-corruzione e anti-riciclaggio. Più recentemente, l’Unione Europea ha introdotto la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che espande e rafforza i requisiti della Direttiva 2014/95/UE. La CSRD, entrata in vigore gradualmente a partire dal 2024, estende gli obblighi di rendicontazione a tutte le grandi aziende, indipendentemente dal fatto che siano quotate in Borsa, e introdurrà tali obblighi anche per le aziende di medie dimensioni. Questa nuova Direttiva mira a garantire che le aziende forniscano informazioni più dettagliate su come le loro attività influenzino l’ambiente e la società, e viceversa.

    Obblighi e tempistiche

    L’applicazione degli obblighi di rendicontazione secondo la CSRD sarà gradualmente implementata come segue:

    1. Dal 1° gennaio 2024: è entrata in vigore per le grandi imprese già soggette alla Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD). Si applica ai rapporti finanziari dell’anno 2024, che verranno pubblicati nel 2025.
    2. Dal 1° gennaio 2025: Grandi imprese che superino almeno due dei seguenti parametri: 250 occupati, fatturato di 50 ml €, stato patrimoniale 25 ml €. Si applica ai rapporti finanziari del 2025, da pubblicare nel 2026.
    3. Dal 1° gennaio 2026: PMI quotate, enti creditizi piccoli e imprese di assicurazione e riassicurazione captive. Questo sarà applicabile ai rapporti finanziari del 2026, che saranno pubblicati nel 2027.

    Le imprese soggette agli obblighi di rendicontazione dovranno includere dati relativi alla catena del valore. Un approccio che rientra nell’obiettivo più ampio di fornire una visione completa dell’impatto ambientale e sociale dell’attività aziendale.

    Il futuro della supply chain

    La sfida per le aziende sarà di raccogliere e poi gestire in modo strutturato una mole di dati che si renderanno necessari ai fini della tracciabilità, della trasparenza lungo la supply chain, della sostenibilità e del Passaporto Digitale di Prodotto, una sorta di “digital twin” che dovrà accompagnare il prodotto lungo l’intero ciclo di vita. Le aziende dovranno adottare un approccio proattivo, investendo in tecnologie digitali e collaborando con l’intero ecosistema per garantire una catena di approvvigionamento trasparente e responsabile. L’introduzione di Tracciabilità e Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) va al di là del puro obbligo normativo: rappresenta un percorso articolato con benefici in termini di riduzione dei rischi aziendali, di protezione del valore del brand, di ricavi aggiuntivi legati a servizi di post-vendita e second-hand e di gestione di uno storytelling mirato verso i clienti.  Le aziende che adottano pratiche sostenibili potranno godere inoltre di un vantaggio competitivo, attrarre i consumatori attenti all’ambiente e creare valore a lungo termine per gli stakeholder coinvolti.

    La catena del valore

    Includere dati sulla catena del valore rappresenta una sfida per molte aziende, in quanto richiede una maggiore trasparenza e collaborazione da parte dei fornitori e dei partner commerciali. Le soluzioni ESG e di tracciabilità di TESISQUARE prevedono la discovery della catena di fornitura, la raccolta strutturata in modalità collaborativa e digitale dei dati di sostenibilità e tracciabilità dai fornitori di n livelli durante le fasi di qualifica dei fornitori e dei prodotti e quella esecutiva di consegna delle materie prime e dei prodotti finiti. Le soluzioni includono anche il calcolo diretto della C02 equivalente di trasporto, la gestione integrata in una unica piattaforma di tutti i dati di tracciabilità e sostenibilità  raccolti da diverse fonti, la valutazione e score dei fornitori sulla base di questionari ESG certificati, l’aggregazione dei dati raccolti per il calcolo PEF/PCF, la gestione dell’ anti-contraffazione e delle tecnologie IOT/RFID/Blockchain a supporto.

  • Tesisquare Certification

    Tesisquare Certification

    Le certificazioni di Tesisquare

    La qualità è, da sempre, la nostra priorità per offrire sempre le migliori soluzioni a ogni cliente.

    Scopri qui tutte le nostre certificazioni:

  • Tesisquare, sostenibilità e tracciabilità delle supply chain al centro di “Sustain the future”

    Tesisquare, sostenibilità e tracciabilità delle supply chain al centro di “Sustain the future”

    La sostenibilità  e le normative Esg, sempre più stringenti e pervasive nel panorama aziendale, stanno ridefinendo i paradigmi dei modelli di supply chain. In un contesto in cui molte norme sono già  state introdotte, e molte altre sono in fase di revisione e approvazione soprattutto a livello di Comunità Europa, è necessario adottare strategie proattive per adattarsi ai cambiamenti e alle esigenze del mercato. Il tema è particolarmente sentito per il mondo del lusso e della moda che vivono di catene di fornitura complesse e ramificate a livello globale ed è stato discusso nel convegno “Sustain the future. Sustainability and Traceability in Fashion & Luxury”, promosso da Tesisquare dello scorso 14 marzo. Di fronte ad una platea di professionisti, si sono alternati gli interventi di Emilio Cogliati, Principal director-fashion & Luxury industry Accenture, Camillo Zana, Founder Normatec, Gianluca Giaccardi, Chief Product Officer Tesisquare e Alberto Proverbio, Senior Advisor Tesisquare, Margherita Pero, Full Professor of Operations and Supply Chain Management del Politecnico Milano mentre la tavola reotonda ha visto la presenza di brand internazionali come Bulgari Profumi, Tod’s e Prada Group che hanno raccontato le loro case history.

    La sfida, non solo per il settore fashion ma per tutte le aziende, sarà  quella di gestire in modo sempre più trasparente e dettagliato, una mole di dati che si renderanno necessari ai fini della rendicontazione, della trasparenza lungo tutta la supply chain e del passaporto digitale che seguirà l’intero ciclo di vita dei prodotti.
    Secondo Alberto Proverbio, la necessità  di tracciabilità  si estende lungo l’intera filiera, dal processo di sourcing e selezione dei fornitori fino al post vendita. In questo contesto è fondamentale, sottolinea Proverbio, non solo conoscere i propri fornitori diretti, ma anche i fornitori dei fornitori, per garantire una catena di approvvigionamento trasparente e responsabile.

    Nei processi produttivi, la normativa Esg richiede un collegamento diretto tra i lotti di materie prime e i prodotti finiti, garantendo la tracciabilità  e la conformità  agli standard ambientali e sociali. Anche nei processi di post vendita, le normative puntano all’allungamento del ciclo di vita dei prodotti e alla gestione sostenibile dei rifiuti, promuovendo un approccio circolare all’economia. Tracciabilità  e passaporto digitale offrono benefici tangibili alle aziende, riducendo il rischio operativo e proteggendo e valorizzando il brand. Inoltre, le aziende che adottano pratiche sostenibili possono godere di un vantaggio competitivo, attrarre i consumatori attenti all’ambiente e creare valore a lungo termine per gli stakeholder.

    Oltre al passaporto digitale, altre normative come la due diligence, già  adottata introdotta in Germania – la Lieferkettensorgfaltspflichtengesetz è stata approvata a giugno 2022 ed è entrata in vigore il primo gennaio 2023 per le aziende tedesche con almeno 3.000 dipendenti – e destinata a essere adottata a livello europeo, impongono una maggiore responsabilità  sulla catena di fornitura. Questo approccio multilivello richiede che le aziende stabiliscano criteri e logiche per valutare e monitorare l’approvvigionamento delle materie prime, garantendo la conformità  agli standard Esg. L’impatto delle tematiche della sostenibilità  e delle normative Esg sui modelli di supply chain è dunque innegabile e in continua evoluzione. Le aziende devono adottare un approccio olistico e proattivo, investendo in tecnologie digitali e collaborando con l’intero ecosistema per garantire una catena di approvvigionamento trasparente e responsabile. Solo così potranno cogliere le opportunità  di crescita e creare valore a lungo termine per tutti gli stakeholder coinvolti.

    Fontee: pambianconews.com

  • I numeri della Fatturazione Elettronica B2B in Italia ed i volumi gestiti da TESISQUARE

    I numeri della Fatturazione Elettronica B2B in Italia ed i volumi gestiti da TESISQUARE

    Concluso il primo trimestre di Fatturazione Elettronica tra privati, è tempo di tirare le somme e fare un bilancio della situazione.
    I numeri parlano di un’iniziativa di successo a livello nazionale, nonché di un trend in costante evoluzione: i file Fattura trasmessi al Sistema di Interscambio (SdI) dal 1° gennaio al 5 aprile sono stati 495 milioni, dei quali il 96,36% correttamente inoltrati e solo il 3,64% scartati (contro il 4,8% rilevato nel mese di gennaio). I canali più utilizzati sono SFTP e Web Service, con oltre il 90% dei documenti gestiti (Fonte: Agenzia delle Entrate, 8 aprile 2019).

    In TESISQUARE l’avvio della Fatturazione Elettronica B2B ha visto una vera e propria esplosione dei volumi di dati transitati: nel trimestre gennaio-marzo i documenti Fattura sono stati oltre 15 milioni, pari all’intero transitato dell’anno 2017, con l’attivazione di più di 260 aziende clienti. Le proiezioni a fine 2019 indicano un totale di oltre 50 milioni di documenti Fattura (quasi 165.000 ogni giorno), contro i 17 milioni del 2018; si parla dunque di oltre 100 milioni di transazioni correlate al “fenomeno” fatturazione elettronica B2B.
    Questi numeri si sommano agli altri volumi di transazioni digitali già gestiti da TESI e-Integration, portando ad un totale stimato a fine 2019 non inferiore a 250 milioni di transazioni!

    Fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione e B2B e-Invoicing sono alcuni dei tasselli che contraddistinguono la “Digital Transformation”, che oggi sta assumendo una connotazione più definita, legata anche ai processi amministrativi; la conservazione a norma, la gestione documentale e la centralizzazione dei processi di controllo amministrativo anche cross-border completano il quadro.
    La sfida ci vede dunque impegnati nel prossimo futuro sull’ulteriore consolidamento a livello tecnologico e commerciale del mercato FE B2B in Italia ed in Europa, anche a seguito del recepimento, lo scorso 18 aprile, della direttiva europea 2014/55, nonché sulle evoluzioni in ambito fatturazione B2G in Europa.

  • Grande successo per The Procurement Awards 2019

    Grande successo per The Procurement Awards 2019

    Grande successo per “The Procurement Awards 2019″, il contest dedicato alle funzioni Acquisti e alle aziende italiane più innovative in ambito Procurement e Supply Chain, che si è tenuto a Milano lo scorso 24 maggio.

    Per la 4° edizione della serata di premiazione, Giuseppe Pacotto, Chairman and CEO di TESISQUARE, ha premiato la categoria Innovazione negli acquisti“, per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi di business, eSourcing e soluzioni di Business Intelligence per un miglioramento nei processi di acquisto e nelle strategie. TESISQUARE ha sostenuto la categoria in quanto fortemente convinta che l’innovazione nei processi di procurement passi attraverso la digitalizzazione e l’adozione di piattaforme collaborative in grado di superare i tradizionali approcci a silos.

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    Per la categoria “Innovazione negli acquisti” ricevono il premio:

    1° Classificato: ENI per la definizione di un nuovo modello di Sourcing con un ruolo centrale del procurement nelle iniziative di Open Innovation;

    2° Classificato: Enel per l’implementazione del Digital Hub a supporto della trasformazione digitale degli acquisti;

    3° Classificato: Erg per il ruolo strategico degli acquisti come promotore di innovazione attraverso l’organizzazione di Innovation Days.

    Rivivi The Procurement Awards 2019: guarda il video!

  • Blockchain e Supply Chain Finance: i punti salienti emersi dalle ricerche degli Osservatori

    Blockchain e Supply Chain Finance: i punti salienti emersi dalle ricerche degli Osservatori

    TESISQUARE ha preso parte, lo scorso mese, agli eventi finali dei due osservatori Blockchain & Distributed Ledger e Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano, dei quali è partner.

    Per entrambi i filoni di ricerca, che peraltro presentano non pochi punti di contatto, è emerso un mercato in fermento, con un potenziale elevato e che vedrà nei prossimi anni uno sviluppo consistente.
    Nell’ambito della blockchain non mancano tuttavia le resistenze, soprattutto nel nostro paese: molte aziende italiane conoscono ancora poco queste tecnologie e non le ritengono rivoluzionarie per il futuro.

    La Blockchain integra efficacemente soluzioni tecnologiche ben consolidate per la gestione controllata delle transazioni (cryptovalute) nelle supply chain e nei contratti (smart contract) che le regolano in modo sicuro, verificabile e permanente.
    A livello internazionale la ricerca ha censito 579 progetti Blockchain e Distributed Ledger da parte di aziende di tutto il mondo negli ultimi 3 anni: il 32% arriva dall’Asia, 27% dall’Europa, 22% dall’America, i restanti sono multi continentali. L’Italia si posiziona al terzo posto in Europa dopo Regno Unito e Germania.
    Per quanto riguarda i settori, le aziende più attive appartengono al comparto finanziario (48%), alle pubbliche amministrazioni (10%), mentre l’8% sono operatori logistici. I principali processi ai quali si applicano tali tecnologie sono la gestione dei pagamenti (24%), la gestione documentale (24%) e la tracciabilità di filiera (22%).

    Gli scenari futuri si delineano come molto attivi, tanto che anche a livello istituzionale i governi si stanno muovendo: il MISE ha nominato a fine 2018 un gruppo di esperti incaricato di identificare una strategia nazionale ed in Europa i legislatori si stanno operando per fornire linee guida e standardizzazioni in merito all’utilizzo di queste tecnologie, con particolare attenzione al rispetto dei principi del GDPR.

    Per quanto riguarda il mondo della Supply Chain Finance è emerso un mercato potenziale ancora molto grande (75%) e non completamente coperto da soluzioni; per questo motivo stanno nascendo tante nuove piccole iniziative, per la maggior parte basate sul modello FINTECH, ritenuto vincente, con operatori dei settori finance e tecnologico.
    La ricerca ha messo in evidenza come in Italia l’adozione delle soluzioni di Supply Chain Finance sia guidata dalla ricerca di collaborazione tra i partner della filiera, considerata leva fondamentale per il miglioramento delle relazioni soprattutto con i fornitori strategici, e dai nuovi strumenti/tecnologie abilitanti; in Europa invece il driver maggiore risulta essere la forte pressione esterna per l’ottimizzazione del capitale circolante.

    Fatturazione Elettronica, Blockchain, Analytics, Big data ed IoT sono le tecnologie e/o soluzioni abilitanti alle future evoluzioni del tema Supply Chain Finance.

    TESISQUARE®, Groupama AM SGR e Fifty – Finance Beyond hanno dato vita nel 2017 al Primo Fondo Italiano di Supply Chain Finance. Le tre aziende hanno creato un canale parallelo rispetto a quello bancario tradizionale, andando a costituire quel ponte, fino ad oggi inesistente, tra il mondo delle PMI e gli investitori istituzionali Italiani, con l’obiettivo di agevolare le imprese attraverso una piattaforma informatica digitale avanzata in grado sia di acquisire i documenti in modalità multicanale, sia di integrarsi all’ERP delle aziende, con la gestione dell’intero processo di finanziamento dei crediti commerciali, in maniera trasparente e senza incorrere in lunghi iter autorizzativi o procedure complesse.