Categoria: extended-integration

  • Le Dogane sono sempre più “digitali”

    Le Dogane sono sempre più “digitali”

    La digitalizzazione delle Dogane: un cambiamento in atto

    Le Dogane di tutte Europa, Italia inclusa, stanno attraversando una trasformazione radicale verso una crescente digitalizzazione. L’obiettivo è rendere i processi più efficienti, tracciabili e conformi alle normative in vigore ed emergenti. Entro il 2030, le dichiarazioni doganali saranno basate esclusivamente su flussi di dati, riducendo la burocrazia e migliorando la trasparenza. Per le imprese, significa adattarsi rapidamente a nuovi strumenti e costruire nuove procedure, cogliendo al contempo opportunità di semplificazione e integrazione scegliendo con cura i propri sistemi informativi a supporto.

    Le normative attuali e future: nuovi obblighi informativi

    Le normative doganali stanno imponendo un carico informativo sempre più significativo per le operazioni di import/export. Le aziende devono fornire dati dettagliati su prodotti e filiere per garantire trasparenza, tracciabilità e conformità alle nuove regolamentazioni. Alcuni rilevanti esempi di questo trend sono riportati di seguito.

    • CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism): impone una tassa sul carbonio per alcune voci di importazioni, obbligando le aziende a dichiarare le emissioni di CO₂ relative alla produzione di queste merci.
    • EUDR (EU Deforestation Regulation): vieta l’importazione ed esportazione di prodotti collegati alla deforestazione, richiedendo prove documentali della loro origine sostenibile.
    • CITES (Convention on International Trade in Endangered Species): regola il commercio internazionale di specie protette, richiedendo permessi specifici per l’import/export di flora e fauna a rischio. Nel 2021 il regolamento EU 2280 ha introdotto nuovi requisiti per la tracciabilità digitale delle pelli esotiche e un sistema più rigoroso di documentazione dell’origine dei materiali.
    • Digital Product Passport (DPP): un passaporto digitale obbligatorio dal 2027 con dati strutturati su origine, materiali e grado di sostenibilità che un prodotto lungo la filiera.
    • CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive): impone alle grandi aziende di rendicontare in modo dettagliato il proprio impatto ambientale, sociale e di governance (ESG).
    • CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive): obbliga le imprese a monitorare l’intera supply chain per prevenire impatti negativi su ambiente e diritti umani.

    Questi esempi normativi – una selezione indicativa di un elenco complessivamente più ampio – dimostrano come il commercio internazionale sia sempre più orientato alla raccolta e alla gestione di grandi moli di dati: affidabili, verificati, verificabili e/o certificati. 

    L’aumento del carico informativo e normativo “alle porte”, richiede un cambio di passo nella gestione dei processi doganali. La digitalizzazione emerge quindi come un elemento sostanziale (forse l’unico elemento possibile) per semplificare le attività operative, garantendo sia la conformità normativa, sia la continuità del business in modo non solo efficace ma anche efficiente. Per un ulteriore approfondimento, si rimanda anche al contributo: “Digitalizzazione e governance – in compliance – nelle relazioni con le Dogane

  • Il regolamento eFTI e l’e-CMR

    Il regolamento eFTI e l’e-CMR

    L’evoluzione digitale del mondo dei trasporti prende corpo grazie a due pilastri normativi e tecnologici che avanzano a braccetto: il regolamento eFTI (Electronic Freight Transport Information) e il protocollo e-CMR. Il primo – Regolamento UE 2020/1056, annunciato come il primo di una serie di norme che porteranno alla piena digitalizzazione della documentazione che accompagna la merce in transito – definisce le regole per la condivisione e il trattamento in formato elettronico delle informazioni richieste dalle autorità competenti lungo tutta la catena logistica. Il secondo, l’e-CMR (qui spiegato in modo più ampio ed esaustivo), è la declinazione digitale della storica lettera di vettura internazionale per il trasporto stradale. Due strumenti distinti ma profondamente sinergici: l’e-CMR è oggi il candidato naturale ed esplicito all’interno della cornice di interoperabilità tracciata da eFTI, per diventare lo standard de facto per digitalizzare la “bolla” (qui un Flyer che aiuta a comprendere meglio il contesto).

    In Spagna l’e-CMR potrebbe diventare obbligatorio: la transizione è già iniziata

    In Spagna, la Legge sulla Mobilità Sostenibile prevede una prossima introduzione dell’obbligo di e-CMR (non prima del 2026 – qui qualche informazione in più). Nonostante il quadro normativo non sia ancora definitivo, il fermento è già evidente: numerosi operatori hanno avviato progetti pilota e sperimentazioni, coinvolgendo vettori, spedizionieri e committenti. L’obiettivo è duplice: testare sul campo i flussi digitali e preparare l’intero ecosistema alla scadenza normativa. In particolare, si stanno sperimentando scenari di trasporto nazionale e internazionale, lavorando anche sui flussi iberici e transfrontalieri verso Francia e Portogallo.

    In Portogallo si attiva il pilota eFTI

    Il Portogallo è protagonista di un’interessante sperimentazione eFTI. Il progetto, previsto per la seconda metà del 2025, coinvolge le autorità pubbliche, gli operatori logistici e alcuni fornitori tecnologici ed è incentrato sulla gestione digitale dei documenti in scenari multimodali (strada-ferrovia) e transnazionali. Gli scambi informativi verranno testati con la verifica della conformità normativa e la validazione delle firme elettroniche. L’iniziativa rappresenta un banco di prova concreto per testare l’integrazione dell’e-CMR nei flussi eFTI.

    L’e-CMR è già presente nel Benelux

    I Paesi del Benelux sono tra i precursori dell’adozione dell’e-CMR. Dal 2023, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo promuovono attivamente la digitalizzazione dei documenti di trasporto e l’integrazione con piattaforme private conformi ai requisiti eFTI. Anche le autorità doganali sono state coinvolte nei test per abilitare l’uso legale dei documenti digitali anche nei controlli su strada ed esiste un elenco di fornitori di e-CMR riconosciuti in tutto il Benelux. L’utilizzo del numero di lettere di vettura è sempre aumentato dall’inizio del progetto pilota (2017): Addirittura, nel corso della pandemia Covid, l’uso del e-CMR è addirittura aumentato del 50%. 

    Bulgaria: e-CMR in azione tra pubblico e privato

    Nel 2025, in Bulgaria è partito un progetto pilota per digitalizzare la bolla nel trasporto su gomma. Il progetto si distingue per l’adozione su tratte transfrontaliere e per l’interazione diretta con le autorità locali per la validazione dei documenti digitali. 

    A Verona la prima sperimentazione eFTI italiana

    Il 22 maggio 2025 segna una tappa cruciale per l’Italia. A Verona si è svolta la prima sperimentazione ufficiale del Regolamento eFTI, su un trasporto reale tra Italia e Austria. L’iniziativa – promossa dal MIT, con il supporto operativo di RAM e in collaborazione con le associazioni ANITA e Fedespedi – ha visto l’impiego dell’e-CMR come documento operativo, validato tramite una versione semplificata del nodo nazionale “eFTI Gate Italy”. Le forze di polizia hanno verificato i dati in tempo reale, dimostrando come sia oggi possibile sostituire efficacemente la bolla cartacea in scenari cross-border. Questo test rappresenta un primo passo verso una successiva adozione su larga scala.

    In sintesi, e-CMR ed eFTI possono portare alla digitalizzazione della bolla

    Ciò che emerge da questo mosaico europeo è nitido: l’e-CMR sta diventando lo strumento digital e naturale per la eliminare la bolla di trasporto cartacea, mentre il regolamento eFTI sta preparando il quadro normativo abilitante per questa trasformazione, garantendo interoperabilità, legalità e validazione dei flussi informativi. Le sperimentazioni iniziate confermano che la digitalizzazione non è più solo una prospettiva futura, ma una realtà che si sta costruendo con pragmatismo, collaborazione pubblico-privato e volontà di standardizzazione. Le aziende più lungimiranti non è bene che stiano a guardare, meglio prepararsi oggi a quello che domani sarà indispensabile, portandosi a casa il vantaggio di una mossa anticipata.