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  • Come Prepararsi all’EUDR

    Come Prepararsi all’EUDR

    Dal 30 dicembre 2025, il Regolamento Europeo contro la deforestazione (EUDR – Regolamento UE 2023/1115) imporrà obblighi stringenti alle aziende che operano in Europa e nel mondo. Un cambio di paradigma che non solo coinvolge i settori agricolo e forestale, ma anche fashion & luxury, automotive, food, design e molti altri.

    Questo white paper, realizzato da Elision in collaborazione con TESISQUARE e Bosaz Studio Legale, è una guida chiara e completa per:

    • Identificare se la tua azienda rientra nel perimetro della normativa EUDR.
    • Comprendere gli obblighi legali e le sanzioni per mancata conformità.
    • Preparare una strategia efficace di due diligence.
    • Scoprire le tecnologie per la tracciabilità e la raccolta dati ESG.
    • Attuare soluzioni IT per gestire i DDS e l’integrazione con TRACES NT.

    Scopri come preparare la tua azienda alla normativa EUDR ed evitare sanzioni.

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  • Il lusso, fast fashion e certificazioni: Tesisquare racconta lo scenario futuro

    Il lusso, fast fashion e certificazioni: Tesisquare racconta lo scenario futuro

    Il lusso, fast fashion e certificazioni: Tesisquare racconta lo scenario futuro

    La domanda per i beni di lusso sta subendo un grande rallentamento da metà del 2023. Le due aree chiave per il mercato dell’alto di gamma, ovvero Cina e Usa, sono alle prese con un rallentamento della domanda, a seguito del revenge shopping post pandemico. In questo contesto, le aziende di fascia alta si trovano davanti anche altre sfide legate alla trasparenza della supply chain e alla sostenibilità. Alberto Proverbio, senior advisor di Tesisquare, azienda leading provider di soluzioni digital supply chain la cui missione è sviluppare ecosistemi digitali in ambito supply chain, superando le barriere e i silos, traccia a PambiancoNews uno scenario di quel che sta accadendo nella fascia Luxury.

    La domanda è contenuta e il lusso è sempre meno ostentato. Questo sta ovviamente impattando sulle aziende del settore. Che cambiamento sta portando? Quali strategie le aziende possono adottare?

    La domanda a livello globale nel lusso è stagnante a differenza di quanto avvenuto in passato. In Cina la richiesta di beni alto di gamma è deludente e stiamo osservando le ripercussioni, anche se ora nel Paese è stato avviato un piano di aiuti per sostenere l’economia. Il contesto attuale è quello di una polarizzazione per quanto riguarda le performance delle aziende: a fronte della domanda in calo vi sono aziende virtuose che stanno ottenendo buoni risultati e altre i cui risultati non sono altrettanto entusiasmanti. Quali sono le leve per le aziende virtuose? Oltre all’importanza della comunicazione del brand, vi sono anche altri valori, per esempio il trust verso i consumatori, che si può ottenere anche attraverso la qualità e sostenibilità dei prodotti e la tracciabilità della catena di fornitura. È dunque importante sviluppare delle catene di fornitura sostenibili e trasparenti.
Dal nostro punto di vista la domanda resterà volatile nei prossimi anni. Di conseguenza, è bene sviluppare e migliorare i processi di pianificazione della domanda e della supply chain, anche nell’ottica di una riduzione degli stock, considerando la nuova normativa dell’Ecodesign (ESPR) che vieta lo smaltimento dei capi invenduti. Per questo motivo diventa chiave sfruttare le nuove tecnologie come AI, IOT, passaporto digitale di prodotto e blockchain, oltre a sviluppare servizi come gestione della riparazione e second hand.

    L’innovazione tecnologica sta guidando la crescita. Le dinamiche di spesa stanno cambiando rapidamente, guidate da una crescente polarizzazione tra i consumatori luxury e l’introduzione di nuove strategie di fidelizzazione e personalizzazione da parte dei brand. Come le tecnologie innovative possono supportare i brand del fashion e del lusso?

    Le tecnologie innovative sono fondamentali per le aziende del settore. Quali sono? Per esempio l’intelligenza artificiale. Oltre il 70% degli executive ha posto l’applicazione di questa tecnologia come una delle loro priorità e almeno il 50% sta portando avanti test e pilota. Il problema è piuttosto legato alla disponibilità di competenze e talenti. L’intelligenza artificiale si può utilizzare in tutti i processi dell’azienda, per esempio nelle gestione delle campagne di vendita e negli online shopping assistant. Nell’ambito della supply chain può aiutare a migliorare le previsioni di vendita, considerando una serie di variabili esterne e fattori macroeconomici e consente anche di conoscere meglio la catena di fornitura (supplier intelligence, attraverso l’accesso a molteplici fonti di dati). Nel caso dei tag e e della tecnologia Rfid, questi consentono una serializzazione del prodotto finito e tracciabilità end to end di tutti i semilavorati dell’intera filiera.
Altre tecnologie sono per esempio quelle della realtà aumentata, il digital twin (copia digitale del prodotto con tutte informazioni del prodotto stesso) e del passaporto digitale del prodotto e rappresentano dei driver di crescita per le aziende.

    Se il lusso sta rallentando, il fast fashion sta invece crescendo velocemente. Quali sono le normative e gli avvenimenti che impattano su entrambi gli attori: fast fashion e lusso?

    Il settore del fast fashion ha avuto una crescita costante negli ultimi anni. Sicuramente il fast fashion è caratterizzata da alcuni punti di attenzione che vanno presi in considerazione, come lo sviluppo della cultura di un eccesso di consumo e il rischio di invenduto, ma anche il fatto che la supply chain sia maggiormente opaca, con un impatto sugli aspetti sociali e etici. Anche da punto di vista dell’inquinamento e del contributo in termini di carbon footprint il fast fashion presenta dei fattori di rischio.
A livello globale ed europeo sono in arrivo una serie di normative che spingono nella direzione della responsabilità estesa lungo la catena di fornitura, della tracciabilità end-to-end e della sostenibilità. Un esempio è la normativa “Ecodesign for Sustainable Product Regulation”, approvata a luglio di quest’anno, che dovrebbe entrare in vigore nel 2027 per il fashion.
Questa normativa introduce il concetto di passaporto digitale di prodotto e il divieto di smaltimento di capi invenduti. Ricordiamo poi anche la Corporate Sustainability Due Diligence Directive che entrerà in vigore nel 2026 o la normativa Agec già attiva in Francia. Di fronte a questi trend e queste normative che vanno verso la tracciabilità estesa, le aziende del fast fashion si trovano davanti sfide importanti e dovranno rivedere alcuni aspetti del loro modello di business.
In questo contesto, il settore del lusso ha la possibilità di investire su trasparenza e visibilità e dare un messaggio di trust verso il consumatore finale.

    Ad oggi qual è lo stato dell’arte del Digital Product Passport per le aziende?

    La normativa è stata approvata a luglio ed entrerà in vigore per il fashion nel 2027. Però stiamo osservando che molte aziende del settore Fashion hanno iniziato ad associare ai loro prodotti dei “digital product passport” e c’è già ora quindi la possibilità di leggere dei tag/QR code legati al prodotto e di avere informazioni sul prodotto stesso. Hanno capito l’importanza della trasparenza per trust e autenticità.
Tuttavia, osserviamo che si tratta in buona parte di attività a livello pilota ed è tutto ancora limitato. Ad esempio non esiste una valutazione oggettiva di impatto ambientale. Si parla al momento solo di riduzione di impatto rispetto a valori passati, senza applicare i criteri del PEF (Product Environment Footprint) che stabilisce una serie di indicatori (non solo acqua, Co2, energia).

    Come Tesisquare accompagna in questo momento di transizione le aziende del fashion e del lusso?

    Tesisiquare ha la missione di supportare le aziende a sviluppare ecosistemi digitali di filiera. In particolar modo, Tesisquare ha lavorato molto negli ultimi due anni su questi temi, rilasciando nel 2024 una soluzione “Esg Vertical”, consistente con le nuove normative, per supportare le aziende in questo ambito, attraverso la collaborazione digitale lungo tutta la filiera. In particolare la soluzione consente di gestire un processo di discovery della catena di fornitura, la raccolta dati di tipo ESG (dati ambientali e sociali e certificazioni) a livello fornitore, prodotto, lotto di produzione, la gestione strutturata di tutti i dati di ogni prodotto (a livello lotto o serial n°), la tracciabilità dei lotti attraverso i vari processi produttivi, la storytelling di prodotto verso il consumatore e il passaporto digitale, l’integrazione con la Blockchain.
    Inoltre, Tesisquare aiuta le aziende a 360° in questa trasformazione, come ad esempio nella gestione del cambiamento dei processi e modelli di supply chain, nel coinvolgimento e on-boarding dei fornitori, nelle attività di LCA (Lifecycle assesment) preso i fornitori e i siti produttivi, nella applicazione delle nuove normative come la “European Sustainability Reporting standard”, la EUDR (anti- deforestazione), la ECDDD, ecc.

    In questo scenario di evoluzione in termini di domanda e a seguito dell’introduzione di normative comunitarie, le aziende che saranno in grado di adattarsi velocemente ai nuovi paradigmi avranno la possibilità di intercettare a pieno la ripresa del mercato del lusso.

    Fonte: pambianco.it

    Tesisquare per il Fashion e Luxury

    Nel settore della Moda e del Lusso, la sostenibilità e la tracciabilità sono diventate indispensabili per la gestione aziendale. I fattori Ambientali, Sociali e di Governance (ESG) influenzano in modo significativo le strategie e le operazioni aziendali, richiedendo una revisione completa dei processi della supply chain. Tesisquare ha sviluppato differenti soluzioni per la gestione della supply chain del mondo Fashion e Luxury per prevedere e anticipare tutti i cambiamenti in vista del settore.

  • Logistica sotto pressione: come gestire meglio attese, flussi e… compliance

    Logistica sotto pressione: come gestire meglio attese, flussi e… compliance

    Capita più spesso di quanto si pensi.

    L’autista arriva al magazzino puntuale, ma trova la banchina ancora occupata. Il personale del ricevimento merci non è stato avvisato. Il trasportatore prova a contattare il responsabile operativo, ma nel frattempo si crea coda, tensione e poi magari… arriva anche un altro camion. In due parole, molto poco apprezzate da chi lavora nella logistica: tempo perso. Le ore si accumulano, i pallet restano in attesa e i documenti che li accompagnano tardano a iniziare quel giro, da un ufficio all’altro, con cui ottenere l’agognato “via libera”. Si fa tardi, si rischia il troppo tardi.

    A volte va così. In altri casi, invece, è può mancare l’informazione: la prenotazione dello slot di carico o scarico è stata fatta via email, c’era, forse qualcuno l’ha anche confermata ma… nessuno poi ha aggiornato il sistema. Capita… come capita anche che il magazzino prepari la merce, ma il mezzo quando arriva è sovradimensionato oppure arriva prima o dopo. Il risultato? La saturazione non è più bilanciata, si creano colli di bottiglia e fenomeni di congestione negli orari meno indicati, giorno dopo giorno secondo una routine che poco ha a che vedere con l’efficienza logistica e può generare non poca frustrazione. Tutto questo, nonostante gli sforzi, capita perché il coordinamento necessario coinvolge molteplici attori: i produttori, i logistici, i trasportatori e i destinatari della merce.

    Per cercare di fare un po’ d’ordine in questo contesto, si è pensato di ricorrere a qualche norma, andando a spolverare sull’intero processo qualche nuova necessità di compliance normativa. Con l’entrata in vigore del Decreto-Legge del 21 maggio 2025 n. 73, le imprese sono infatti tenute a fornire in anticipo tutte le informazioni necessarie al vettore per poter operare la gestione della merce. Non è più solo un’esigenza operativa, quindi, ma diventa un obbligo regolamentato, con responsabilità chiare.

    In uno scenario come questo, affidarsi ancora ai tradizionali e – come abbiamo visto – un po’ farraginosi scambi informali, basati su canali non tracciabili e strumenti non integrati, espone le aziende a rischi crescenti: ritardi, inefficienze, errori e… sanzioni.

    Per rispondere alla sfida di fare prenotazioni tracciabili, condivise e chiare, che raccolgano tutte le informazioni necessarie, TESISQUARE ha progettato TESI TC1, la piattaforma di slot booking collaborativa, semplice da usare e facilmente integrabile, pensata proprio per connettere in tempo reale tutti gli attori della supply chain: un vero toccasana per «oliare e semplificare» processi logistici e di trasporto.

    Con TESI TC1 è possibile prenotare in modo preciso le fasce orarie di carico e scarico, tracciare ritiri e consegne, gestire eventuali anomalie e garantire quella comunicazione strutturata e completa delle informazioni, che viene richiesta dalla normativa. Un sistema che migliora l’efficienza operativa, riduce i tempi di attesa e porta visibilità e controllo in ogni punto della filiera.

    Se vuoi saperne di più, puoi scaricare il Flyer completo per approfondire funzionalità e benefici.

  • FASHION & LUXURY: L’INTEGRAZIONE DEI CRITERI ESG NELLA SUPPLY CHAIN

    FASHION & LUXURY: L’INTEGRAZIONE DEI CRITERI ESG NELLA SUPPLY CHAIN

    Fashion & Luxury: L’integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain

    La Platform ESG Vertical di Tesisquare è progettata per rispondere alle sfide poste dalla crescente integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain

    La Supply Chain si evolve con un’enfasi maggiore sui criteri ESG. L’integrazione dei requisiti ambientali, sociali e di governance nelle operazioni rappresenta non solo una risposta alle sfide attuali, ma anche un’opportunità per dimostrare l’impegno verso una gestione aziendale sostenibile ed etica. Nonostante ciò possa comportare costi iniziali elevati e cambiamenti nei processi, le aziende che adottano pratiche sostenibili possono ottenere vantaggi competitivi significativi, come una migliore reputazione, una maggiore fedeltà dei clienti e un accesso preferenziale ai capitali di investimento. La sostenibilità stimola anche l’innovazione, porta a una maggiore efficienza operativa e crea nuove opportunità di mercato. Le aziende che adottano soluzioni avanzate come la Platform ESG Vertical di TESISQUARE saranno ben posizionate per guidare il cambiamento verso un modello di business più sostenibile e responsabile.

    LA SOSTENIBILITÀ NELLA SUPPLY CHAIN

    Con l’aumentare dell’incidenza di temi legati al climate change e l’intensificarsi delle regolamentazioni, le imprese sono chiamate a ripensare le catene di approvvigionamento. Un cambiamento guidato dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale, garantire pratiche socialmente responsabili e migliorare la trasparenza, con l’obiettivo di rispondere alle aspettative dei consumatori, degli investitori e delle autorità di regolamentazione. Normative come l’U.S. Uyghur Forced Labor Prevention Act, il German Supply Chain Due Diligence Act e la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) impongono alle aziende di garantire la conformità alle norme etiche e ambientali non solo nelle loro operazioni dirette, ma anche lungo tutta la Supply Chain. Le normative future, come l’Eco-design for Sustainable Products Regulation e l’EU Corporate Sustainability Due Diligence, stanno per ampliare ulteriormente queste responsabilità. Le aziende dovranno adattarsi a questi cambiamenti per evitare sanzioni e mantenere la loro reputazione nel mercato globale.

    La sostenibilità nella Supply Chain implica la gestione integrata di aspetti ambientali, sociali ed economici lungo tutta la catena di valore, dal fornitore di materie prime al consumatore finale. Questo approccio si basa su tre pilastri principali: riduzione dell’impatto ambientale, responsabilità sociale e creazione di valore economico sostenibile.

    • Impatto ambientale. Minimizzare l’uso delle risorse naturali e ridurre le emissioni di carbonio. Questo può includere l’ottimizzazione dei processi produttivi, l’adozione di tecnologie più efficienti e la selezione di fornitori che rispettano elevati standard ambientali. L’implementazione di pratiche come l’economia circolare, il riciclo e il riuso dei materiali, e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile sono strategie fondamentali per raggiungere questi obiettivi.
    • Responsabilità sociale. Riguarda il miglioramento delle condizioni di lavoro e il rispetto dei diritti umani. Le aziende devono garantire che i loro fornitori aderiscano a pratiche di lavoro giuste, offrano condizioni di lavoro sicure e rispettino i diritti dei lavoratori. Questo include la prevenzione del lavoro forzato e minorile, la promozione della diversità e dell’inclusione e la creazione di un ambiente di lavoro che favorisca il benessere dei dipendenti. Le aziende devono essere pronte a monitorare e verificare le pratiche dei fornitori per garantire il rispetto di questi standard.
    • Sostenibilità. Implica la capacità di generare valore economico a lungo termine senza compromettere le risorse future. Questo richiede un equilibrio tra l’efficienza operativa e la responsabilità ambientale e sociale. Le aziende devono adottare modelli di business che favoriscano l’innovazione e la crescita sostenibile, minimizzando al contempo i rischi associati a pratiche non sostenibili. L’efficienza delle risorse, la gestione del ciclo di vita dei prodotti e la sostenibilità dei fornitori sono aspetti cruciali per garantire un valore economico duraturo.
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    IL MERCATO DEL LUXURY & FASHION

    Il mercato del lusso mostra una certa stabilità, nonostante le turbolenze geopolitiche ed economiche, superando un valore di 1.500 miliardi di euro a livello globale nel 2023. In questo contesto Bain & Company individua i gioielli come i protagonisti – superando gli orologi – con una clientela che predilige acquisti orientati all’investimento. I consumatori aspirazionali indirizzano invece la spesa verso make-up, profumeria e occhiali, considerati dei piccoli piaceri. L’abbigliamento ha sorpassato gli accessori, grazie a una strategia mirata a catturare l’attenzione dei clienti di alto livello, mentre le scarpe registrano un rallentamento. Per il futuro sarà necessario adottare una strategia duale: attrazione della clientela di alto livello e piccoli lussi quotidiani: la crescita avviene infatti ai due estremi dello spettro dei prezzi. Per le aziende sarà importante ripensare la proposizione di valore in ottica high-low su tutti i punti di contatto con il consumatore, espandendo la base, ma consolidando allo stesso tempo fedeltà e advocacy. I brand dovranno investire in fattori che favoriscono la crescita, difendere gli elementi chiave del business, mantenere un’agilità decisionale e ottimizzare la gestione degli stock per garantire efficienza e prontezza di risposta alla domanda.

    La digitalizzazione della Supply Chain

    Sono molte le aziende del fashion & luxury che hanno intrapreso un percorso di digitalizzazione della Supply Chain, adottando soluzioni tecnologiche come l’intelligenza artificiale (AI), l’Internet delle cose (IoT), blockchain e piattaforme cloud. La Platform ESG Vertical di TESISQUARE è progettata per risponderealle sfide poste dalla crescente integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain. La piattaforma si integra con le soluzioni esistenti di TESISQUARE, come TESI SRM, TMS SALES e CT, e introduce nuovi prodotti come TESI MAKE. La piattaforma supporta le aziende nella gestione di una Supply Chain più sostenibile e trasparente, coprendo ogni fase del processo, dalla selezione dei fornitori alla comunicazione con i consumatori finali.

    LA PLATFORM ESG VERTICAL

    La piattaforma offre una serie di funzionalità progettate per migliorare la gestione ESG nella Supply Chain. Una delle principali è il Supplier Discovery, che permette di mappare fornitori e siti produttivi, andando oltre il livellotier-1. La Vendor Qualification include l’uso di questionari ESG per raccogliere dati e documenti sia a livello corporate che per sito produttivo, calcolando un ESG rating basato sugli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards). La raccolta di Technical & Drawing Specification consente di documentare attributi specifici dei prodotti e di raccogliere certificati e indicatori per calcolare l’impronta ambientale del prodotto. La piattaforma arricchisce i dati con informazioni sull’origine delle materie prime, fornite dai fornitori durante la gestione dei lotti di materie prima, semilavorati e prodotti finiti e garantisce la tracciabilità e la relazione tra materie prime, componenti e prodotti finiti durante le fasi produttive. L’integrazione delle capacità IoT e la gestione collaborativa dei Work Order, insieme alla compatibilità con sistemi informativi come ERP, DAM, PLM e MES, facilitano una gestione efficiente della produzione e della tracciabilità. La piattaforma analizza anche l’impatto ambientale della logistica In/Outbound e consolida la storia del prodotto nella Product Traceability & Genealogy, fornendo un punto di raccolta unico per tutti i dati e certificati relativi al prodotto.

    I benefici per le aziende

    L’adozione della Platform ESG Vertical consente alle aziende di ottimizzarela gestione della Supply Chain con una visione integrata e completa dei criteri ESG. Le aziende possono garantire la conformità alle normative e migliorare la loro reputazione attraverso pratiche sostenibili. Inoltre, la piattaforma facilita la comunicazione e la trasparenza con consumatori e investitori, contribuendo a costruire fiducia e a rafforzare la posizione sul mercato. L’integrazione dei criteri ESG nella Supply Chain tramite la Platform ESG Vertical di TESISQUARE sta elevando gli standard di sostenibilità e responsabilità nel settore. Questo approccio stimola l’adozione di pratiche più etiche e trasparenti tra fornitori e produttori, contribuendo alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e sostenibile. Le aziende che adottano queste soluzioni possono porsi come leader nel cambiamento versopratiche aziendali più responsabili.

    Tesisquare per il Fashion & Luxury

    Migliora la sostenibilità e la trasparenza della tua supply chain, dalla selezione dei fornitori alla comunicazione con il consumatore finale.

  • Nuove etichette energetiche EU in vigore da marzo

    Nuove etichette energetiche EU in vigore da marzo

    A partire dal 1° marzo 2021 entra in vigore l’obbligo di nuove etichette energetiche introdotto dalla Commissione Europea e destinato ad alcune categorie di prodotti, quali frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e televisori distribuiti in Europa. Tali etichette dovranno essere censite obbligatoriamente e saranno disponibili all’interno del database EPREL (European Product Database for Energy Labelling) accessibile attraverso QRcode posizionato sulle etichette, che consentirà di reperire informazioni aggiuntive sulla classe energetica e la scheda tecnica dei prodotti,

    COS’è EPREL E COME FUNZIONA
    EPREL (European Product Database for Energy Labelling) è il registro europeo delle etichette elettroniche gestito dalla Commissione Europea, contenente dati relativi alle prestazioni energetiche di tutti quei prodotti soggetti alla normativa in materia di efficienza energetica.
    L’obiettivo è quello di garantire la trasparenza sugli standard di efficienza energetica all’interno dei paesi membri dell’Unione Europea e agevolare le aziende produttrici nel censimento dei prodotti secondo la normativa Europea 2017/2018 Articolo 4.

    COME POSSIAMO AIUTARTI
    TESI e-Integration è la soluzione che ti consente di registrare i tuoi prodotti elettronici all’interno del database EPREL con accesso integrato alla funzionalità system-to-system tramite Access Point eDelivery e Domibus. La soluzione garantisce l’invio di dati aggiornati in modo automatico, riducendo costi aggiuntivi ed eventuali errori associati al processo manuale.

    Sei pronto per le nuove etichette energetiche? Contattaci per scoprire come collegarti al portale EPREL

    TESISQUARE è partner tecnologico di EDIEL, società di servizi della filiera Eldom.